venerdì 20 febbraio 2026

Pamela Diamante. Le invisibili. Esistenze radicali


Sabato 21 febbraio 2026, alle ore 18.00, presso la Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” di Bari, si inaugura la mostra di Pamela DiamanteLe invisibili. Esistenze radicali”, a cura di Roberto Lacarbonara. 

Il progetto è sostenuto dal PAC2025 - Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. 

L’esposizione è promossa e coordinata dalla Città Metropolitana di Bari. 

In occasione dell’inaugurazione, saranno presenti: il Sindaco Metropolitano Vito Leccese, la Consigliera delegata alla tutela e valorizzazione del patrimonio della Pinacoteca Micaela Paparella, il Dirigente del Servizio Beni culturali e ICO Raffaele Nicola Vitto, l’artista Pamela Diamante, il curatore Roberto Lacarbonara, la professoressa Claudia Attimonelli, sociosemiologa, Università degli Studi di Bari, e Grazia Moschetti, Unità Disuguaglianze globali e Migrazioni di ActionAid Italia. 

Le invisibili. Esistenze radicali è un progetto di ricerca e produzione artistica attraverso il quale Pamela Diamante torna a interrogare le forme di sudditanza sociale ed economica e le possibilità di riscatto che possono emergere attraverso l’agency collettiva. 

Al centro della ricerca vi è una specifica categoria professionale del Sud Italia: le braccianti agricole, soggetti femminili sistematicamente marginalizzati da stigmi culturali legati alla sessualità, al luogo di origine e alla presunta modestia del lavoro agricolo. L’attenzione dell’artista si concentra sulle condizioni delle donne impiegate stagionalmente nella raccolta e nella lavorazione della frutta, soggette a gravi violazioni dei diritti fondamentali e a disuguaglianze strutturali di genere, a partire dalla disparità salariale. 

Il progetto origina dalla condizione antropologica e linguistica che mette in relazione ruralità, sfruttamento e costruzione simbolica dell’inferiorità sociale. Le accezioni dispregiative, storicamente associate al lavoro agricolo nel contesto meridionale, come terrone o mangiatore di terra, vengono qui assunte come dispositivi di potere: etichette che “naturalizzano” l’arretratezza e fissano archetipi di subordinazione di classe e di genere. Con una pratica artistica volta a restituire dignità politica e poetica al rapporto tra corpo, terra e lavoro, Diamante rilegge tali narrazioni come espressioni di conflitto da cui muovere per una possibile riappropriazione di senso e valore. 

L’opera assume la forma di una grande installazione ambientale, presentata nella Sala del Colonnato del Palazzo della Città Metropolitana di Bari, ed è il risultato di un processo di ascolto e confronto con alcune lavoratrici migranti incontrate grazie alla collaborazione con il progetto Sweetnet di Actionaid International Italia E.T.S. e Fondazione CDP. L’intervento si configura come uno spazio di parola, riflessione e denuncia: le testimonianze raccolte diventano parte integrante dell’opera, trasformandola in un atto politico oltre che simbolico. 
L’installazione assume l’aspetto di un dispositivo meccanico: sedici aste verticali in ferro sorreggono dischi metallici e zappette forgiate in ceramica, evocando macchine agricole e utensili quotidianamente utilizzati dalle lavoratrici. Questa scelta formale sottolinea la paradossale ibridazione dei corpi sfruttati, insieme macchinici e materni, produttivi e vulnerabili, ridotti a ingranaggi di un sistema economico che ne consuma le energie vitali. Le stele che compongono la scultura sono in numero pari alle lavoratrici coinvolte e raggiungono un’altezza doppia rispetto alla loro statura reale: un’esplicita inversione della prospettiva abituale, che restituisce visibilità e centralità a soggetti storicamente osservati dall’alto o relegati ai margini. Le componenti dell’opera sono organizzate su strutture metalliche a forma esagonale, simili a favi: celle modulari, poligonali e potenzialmente replicabili, che alludono a una comunità in costruzione. In questa geometria collettiva si inscrive l’idea di una “massa critica” di individualità capaci di unirsi nella difesa dei diritti umani e sociali, trasformando l’esperienza condivisa dello sfruttamento in una forza generativa e radicale. 
La scelta di esporre l’opera nel salone di rappresentanza dell’ente metropolitano, tra i più emblematici del capoluogo, si connota per la stridente relazione con l’edificio ma anche per la profonda connessione con la collezione della Pinacoteca Metropolitana attraverso una doppia logica dialettica: da un lato si impone, con il suo sviluppo totemico e monumentale, al centro dell’architettura di epoca e stile fascista e tra le grandi statue marmoree e muscolari di Giulio Cozzoli: il Marinaio e l’Agricoltore (1936-1937); dall’altro, guarda al sottile dialogo con l’iconografia arcaica e mediterranea della terra al centro di opere del XIX e XX secolo in collezione: da Il riposo (1875) di Raffaele Belliazzi alla Contadina senese che fa l’erba (1880-1890) di Giovanni Fattori o La raccolta delle olive (1862-1865) di Telemaco Signorini; dai 9 mq di pozzanghere (1967) di Pino Pascali alle proposte tessili degli Abiti mentali (anni ‘70) di Franca Maranò . 
Nell’ulteriore scarto tra la retorica dell’orgoglio e della tradizione agraria di un popolo e la quotidiana emersione dei fenomeni di sfruttamento, abuso e maltrattamento delle “anonime” lavoratrici della terra, l’artista approda a una soluzione scultorea in grado di ibridare la materia del suolo – privilegiando la ceramica, da secoli centrale nell’economia artigiana del territorio – con l’immaginario della forza, della resistenza e della lotta delle minoranze. 

Sarà edito da Magonza un catalogo con testi di Roberto Lacarbonara, Claudia Attimonelli, Vincenzo Susca e fotografie di Michele Alberto Sereni. 

Saranno organizzate delle Giornate di studio presso l’Università “Paul-Valéry” di Montpellier e presso l’Archivio di Genere “Carla Lonzi” dell’Università di Bari, e una presentazione del catalogo presso l’associazione culturale Le Nuove Stanze ad Arezzo.



Pamela Diamante. Le invisibili. Esistenze radicali
a cura di Roberto Lacarbonara
dal 21 febbraio al 21 aprile 2026
 


INFO
Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”
Bari, via Spalato 19 / Lungomare Nazario Sauro 27 (IV piano)
info: 080 5412420 / pinacoteca@cittametropolitana.ba.it


Orari di apertura: dal martedì al sabato Ore 9:00 - 19:00 (ultimo ingresso 18:30)
Domenica 09:00 - 13:00 (ultimo ingresso 12:30)
Lunedì chiuso

Ufficio stampa Città Metropolitana
Cristiana D’Alesio, Francesca Pietroforte


Ufficio stampa
Sara Zolla | ufficio stampa e comunicazione T. 346 8457982 | press@sarazolla.com
Magonza T. 0575 042992 | info@magonzaeditore.it