Lucy Orta. Ph. Michael Huard
CasermArcheologica presenta Trame di Comunità, un’installazione site-specific dell’artista di fama internazionale Lucy Orta, nata da una residenza e da un percorso di coinvolgimento della comunità nel 2025. A cura di Simonetta Carbonaro, il progetto sarà presentato in anteprima stampa venerdì 27 febbraio 2026 alle ore 11.30 presso Palazzo Muglioni, edificio storico di Sansepolcro, nell’area della Valtiberina. Dal 2013 il palazzo è al centro di un processo di rigenerazione culturale guidato dall’Associazione CasermArcheologica ed è oggi uno dei più dinamici centri di produzione culturale in Italia.
L’iniziativa si inserisce nel programma di residenze ed esposizioni sostenuto da Fondazione CR Firenze, con il sostegno istituzionale del Comune di Sansepolcro, del Comune di Anghiari e dei Musei Civici della Madonna del Parto.
L’installazione di Lucy Orta sarà aperta al pubblico da sabato 28 febbraio alle ore 17.30 fino al 15 luglio 2026.
Trame di Comunità nasce dalla collaborazione tra CasermArcheologica, lo studio Lucy + Jorge Orta e la consulenza curatoriale di Simonetta Carbonaro.
Il progetto avviato nel luglio 2025, durante la residenza artistica di Lucy Orta a CasermArcheologica e in Valtiberina, è frutto di un processo di arte partecipativa. L’artista nei giorni di residenza ha esplorato il territorio e ha poi incontrato trentatré persone tra artigiani, artisti, insegnanti, imprenditori, attivisti e cittadini di età diverse. Sono nati momenti di ascolto in cui si è cominciato a raccogliere testimonianze legate al vissuto individuale e all’identità del territorio a partire dalla domanda “Cosa vi collega a questa terra e cosa vi respinge?”.
Da questo racconto collettivo Lucy Orta ha estratto l’idea essenziale trasformandola in un’installazione originale, pensata e realizzata appositamente per questo luogo, la sua comunità e il pubblico a cui si rivolge: cinque sculture, ovvero una sorta di accampamento di tende tessute in lino e canapa coltivati nel suolo toscano: uno spazio insieme simbolico e reale di incontro e resistenza.
Trame di Comunità, nelle parole dell'artista, prende le mosse da un gesto primario e universale: il gesto del raccogliersi. Il riferimento è antico: l’Ohel, (in ebraico “tenda”) è l’archetipo dello spazio sacro e protettivo dove si incontra l’umano e il sacro — la tenda della Madonna del Parto o quella del manto della Madonna della Misericordia — ma è anche luogo di adunanza, di racconto, di trasmissione. Una architettura fragile e fluida sospesa fra il viaggio e la dimora provvisoria, che offre il riparo necessario durante ogni transizione.
Per dare forma a un archetipo di tale potenza Lucy Orta ha creato un’opera di straordinaria intensità, frutto di un lungo e articolato lavoro. Su ciascuno dei trentatré teli che compongono le cinque sculture dell’accampamento, l’artista ha raccolto i profili individuali della comunità ricamando i volti di ognuna delle trentatré persone incontrate. I lembi di lino e canapa, ricavati da vecchie lenzuola tessute a mano, evocano la memoria materiale e morale del territorio e il legame tra corpo, comunità e ambiente. Tra i fili sospesi dei ricami di ogni volto affiorano perle, piccole lingue d’oro, custodi silenziose della parola.
Ben novantanove piccoli artefatti in terracotta modellata a mano pendono dai teli, evocano le piante, gli animali e i minerali che gli abitanti della valle hanno associato alla loro terra. Suggeriscono l’architettura fragile ma viva di una comunità che continua a resistere. “Queste sorte di amuleti fungono da pesi, ancorano i tessuti al suolo come i rocchetti dei telai antichi, creando linee di tensione che vibrano in risonanza con le testimonianze orali incorporate nel ricamo.” spiega Lucy Orta.
L’installazione è un luogo di raccolta, rifugio e dialogo, in cui l’unicità di ciascun individuo si intreccia con un tessuto collettivo. Qui le memorie personali diventano coscienza condivisa, e ogni voce può risuonare nel coro più ampio della comunità, invitando a un’esperienza di presenza, ascolto e partecipazione attiva.
“Con questa installazione Lucy Orta non si limita a rappresentare una comunità: la chiama all’esistenza”, spiega Simonetta Carbonaro. Un processo di community building accompagnerà la mostra per tutta la durata dell’esposizione. Altri cittadini della valle saranno invitati a partecipare attivamente a un percorso che prenderà avvio da una riflessione condivisa su cosa significhi appartenere a un luogo, a una comunità e a una storia comune — non come un dato stabile, ma come un gesto continuo di costruzione e ricostruzione. Il percorso esplorerà inoltre l’immaginazione di quelle “utopie possibili” che — come recita il motto di CasermArcheologica — costituiscono la forza propulsiva che continua a intrecciare i fili delle nostre comunità, orientandole verso la costruzione di futuri desiderabili.
In questa prospettiva Trame di Comunità mette inoltre in discussione il ruolo dell’artista, del pubblico e dell’istituzione: Chi ha diritto di parola? Chi decide cosa è visibile e ha impatto sulla realtà? Quali corpi, quali storie vengono legittimate come discorso artistico e, quindi, politico? Qui le risposte non vengono date, ma generate dall’invito a stare insieme, incontrarsi, pensare, parlare e non perdere il filo di questa tela, con cui Lucy Orta invita a tessere nuove trame di comunità e nuovi lembi di futuri desiderabili.
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Lucy Orta è una delle artiste più riconosciute a livello internazionale per la sua capacità di unire arte visiva e impegno sociale. Con lo studio fondato con Jorge Orta nel 1901, Lucy affronta infatti tematiche come la migrazione, la tutela dell’ambiente, i diritti umani e la costruzione di comunità. Le sue opere sono state esposte in istituzioni prestigiose come la Barbican Gallery a Londra, la Biennale di Venezia, MAXXI di Roma e l’Hangar Pirelli Bicocca di Milano, rappresentando esempi potenti di come l’arte possa essere motore di trasformazione sociale. Il lavoro di Orta si distingue anche per il suo costante impegno nell’arte partecipativa. Da oltre trent’anni lo studio di Lucy + Jorge Orta coinvolge attivamente le comunità locali nei processi creativi attraverso workshop, performance e installazioni collettive. L’arte diventa così uno strumento di dialogo, trasformazione e costruzione di senso condiviso, capace di generare nuove forme di relazione tra individui, territori e identità.
CasermArcheologica è un percorso di rigenerazione urbana che ha riqualificato l’ex Caserma dei Carabinieri di Sansepolcro, all’interno di Palazzo Muglioni, edificio storico nel centro urbano. Grazie ad uno straordinario movimento che coinvolge studenti, professionisti e professioniste, imprenditori, Istituzioni e Fondazioni, cittadinanza, l’Associazione CasermArcheologica ha riaperto alla città due piani del palazzo, abbandonato e inutilizzato dagli anni ’90, ora di nuovo accessibile come centro di produzione culturale aperto tutti i giorni, dedicato alle Arti Contemporanee, alla formazione e spazio di ricerca e lavoro per professionisti e professioniste dall’Italia e dall’estero. CasermArcheologica è un’architettura di comunità, un presidio pubblico che ha le sue fondamenta in tutti coloro che se ne prendono cura. Dal 2013 CasermArcheologica ha trasformato Palazzo Muglioni in un luogo in cui le sale di un edificio abbandonato dalle molte storie sono diventate opportunità per mettere in dialogo quotidianamente ricerche artistiche, percorsi professionali, reti di prossimità e prospettive internazionali.
Simonetta Carbonaro è esperta di cultura dei consumi. Svolge ricerche sull’ethos delle società contemporanee, da cui trae interpretazioni sui processi di trasformazione dei bisogni umani e delle dinamiche socioculturali. Ha insegnato presso la scuola postuniversitaria di design Domus Academy di Milano ed è stata Visiting Professor al London College of Fashion. Nel 2004 ha ricevuto in Svezia il titolo di Professor in Design Management e Humanistic Marketingdall’Università di Borås, dove ha diretto l’iniziativa The Design of Prosperity, un think tank che indaga come la cultura del progetto possa generare nuovi modelli di prosperità capaci di integrare la dimensioni economica, ambientale, culturale e sociale. Nel 1997 ha co-fondato in Germania, insieme a Christian Votava, la società di consulenza REALISE, all’interno della quale conduce progetti di gestione e comunicazione dell’innovazione sostenibile per grandi marchi internazionali. La sua attuale sfida è il sostegno all’arte partecipativa come strumento capace di stimolare la necessaria trasformazione culturale delle società, promuovendo nuovi stili di vita e di pensiero.
Anteprima stampa > venerdì 27 febbraio 2026, ore 11:30
Si richiede un gentile cenno di conferma all’indirizzo: info@amaliadilanno.com
SCHEDA TECNICA
TITOLO: Trame di Comunità
ARTISTA: Lucy Orta
A CURA DI: Simonetta Carbonaro
DOVE: CasermArcheologica, Palazzo Muglioni, Via Niccolò Aggiunti, 55, 52037 Sansepolcro (AR)
DURATA: 28 febbraio – 15 luglio 2026
ANTEPRIMA STAMPA: venerdì 27 febbraio 2026, ore 11.30
INAUGURAZIONE: sabato 28 febbraio 2026 ore 17.30
ORARI: dal lunedì al venerdì 10:00 – 18:00 sabato e domenica 15.00 – 19.00
INGRESSO GRATUITO
INFO: CasermArcheologica
www.casermarcheologica.it - info@casermarcheologica.it
T. +39 349 865 0250 - +39 349 644 2920
UFFICIO STAMPA: Amalia Di Lanno, cell. WhatsApp + 39 3337820768, info@amaliadilanno.com
Un progetto di CasermArcheologica
con il contributo di Fondazione CR Firenze
In collaborazione con REALISE e Lucy + Jorge ORTA
con il supporto istituzionale di Comune di Sansepolcro, Comune di Anghiari, Musei Civici Madonna del Parto e con il sostegno di Busatti, Tecnothermo, Ilvio Gallo, Zotti & Coulon, Fondazione Progetto Valtiberina, Sintagmi