martedì 15 settembre 2020

Giuliana Caporali e la Scuola romana, Il tempo sospeso

Giuliana Caporali, Marina di Acitrezza, 1955, olio su tela, cm 50 x 60, Messina, premio Sicilia (esp. Galleria Il Pincio, Roma, 1957)

Il giorno 20 settembre 2020 alle ore 11.30 il Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Articoli Corrado presenta la mostra Giuliana Caporali e la scuola romana, Il tempo sospeso.

A cura di Isabella Carlizzi, con il supporto scientifico di Jolanda Nigro Covre.

«…a quella Quadriennale notai un quadro di Giuliana Caporali, giovanissima, credo allora sui quindici anni, e ricordo i consensi unanimi che la sua pittura ebbe da tutti noi. Come pittore, mi sento attratto dalla misura e dal rigore di questi paesaggi urbani dipinti con nitidezza, dove la geometria delle case è pretesto di armonie pittoriche; di quella geometria su cui posa tutto il creato».

Questo commento di Eliano Fantuzzi del 1955 sul lavoro di Giuliana Caporali racconta con efficacia l’esordio dell’artista, avvenuto in un momento cruciale della storia dell’arte italiana. E di questa artista, di quel tempo e degli esiti che ebbe nella sua carriera si vuole dar conto nella mostra che si presenta al Civico Museo di Arte Moderna e Contemporanea, un anno dopo la monografica dedicata a Emanuele Cavalli. La preziosa collezione del museo, fondato negli anni ’30 da alcune delle più importanti personalità dell’arte italiana, si rivela contesto ideale per la ricerca di una continuità tra i temi della “Scuola romana” e la ricerca della pittrice.

Nata nel 1932 a Roma. Il padre, Rodolfo Caporali - noto concertista, egli stesso amante dell’arte e collezionista – le permette molto presto di entrare in contatto con alcuni dei protagonisti della pittura del Novecento. Mario Mafai, Antonio Donghi, Riccardo Francalancia, Arturo Tosi, Virgilio Guidi, Mino Maccari sono amici di famiglia. Appena adolescente diventerà allieva di Roberto Melli, grazie al quale avvierà l’attività artistica, partecipando per la prima volta nel 1956 alla Biennale di Venezia e alle successive edizioni della Quadriennale d’arte di Roma. Melli riuscirà a infondere nel linguaggio pittorico di Giuliana Caporali la propria predilezione per gli accordi cromatici in chiave tonalista, prestando particolare attenzione al rapporto tra valori compositivi e resa della luce. Parte del progetto espositivo è dunque centrato su una selezione di dipinti realizzati tra il 1947 e il 1959, inerenti al periodo della formazione presso il maestro ferrarese. Si tratta di delicate vedute urbane, di una Roma colta nella luce chiara dell’immediato dopoguerra, ma di cui l’artista, benché giovanissima, sa già presentare una personale versione. Spazi disabitati, solitari, immersi in un tempo astratto, dominato da una speciale sensazione di irrealtà, in bilico fra pittura figurativa e sintesi geometrica che diventerà tipica del lessico della Caporali, unita a una sensibilità innata verso ogni più sottile variazione di luce e colore.

Partendo da un nucleo di dipinti di maestri della Scuola romana, provenienti dalle collezioni dell’artista e direttamente connessi a episodi della vita familiare, la mostra scandisce cronologicamente l’intero percorso di Giuliana Caporali, che con alcune interruzioni è proseguito fino agli anni 2000.

Dal tonalismo della Scuola romana si passerà via via al racconto delle fasi creative dei decenni successivi: dalla piccola dimensione urbana a tele di sempre maggiori dimensioni, raffiguranti metropoli immaginarie. La fasi creative più mature vedranno quindi l’artista impegnata in un lento ritorno verso il figurativo, con gli imponenti lavori sull’Altare di Pergamo, le architetture medievali, e una scelta di temi sempre più inclini all’interesse per l’archeologia, il mito e la storia. Fino alla conclusione aspra e quasi scarnificata del suo discorso nei Musées Imaginaires dell’ultimo decennio.

Il percorso espositivo è scandito in due sale. La prima sala chiamata “Novecento” è in omaggio alla Scuola romana, e a quel particolare momento dell'arte italiana cui è legata la formazione e la storia personale dell'artista. Al gruppo di quadri giovanili sono affiancate alcune opere dei maestri. Parliamo di due tele di Roberto Melli, Vaso di Fiori del 1943, e Vaso con Mimose con bottiglia del 1944; un'opera di Mario Mafai, Piazza Vittorio del 1945; un'opera di Emanuele Cavalli, Girasoli secchi del 1944. La parte relativa ai decenni successivi si svolge nella seconda sala intitolata “Mito”, dove singole opere rappresentative delle più importanti fasi creative dell'artista verranno poste accanto a una pregevole produzione di pastelli, grafiche e bozzetti. L'intento è quello di far emergere una progressione che intrecci in modo il più possibile coerente i criteri che motivano la mostra, e forse l'intero percorso di Giuliana Caporali: il contatto giovanile con la Scuola romana e la riscoperta di una storia privata, e al contempo delicata; l'evoluzione del linguaggio sempre più teso verso la sintesi geometrica; e infine l'impressione di uno spazio dominato da una continua impercettibile oscillazione fra figurazione e astrazione, sempre pervaso da una costante sensazione onirica, su cui poggia quell'intuito irrinunciabile dell'artista per un sapiente uso del colore in chiave tonalista. Anche quando il suo discorso muta, evolve e ritorna dai registri esplicitamente astratti a quelli nouovamente figurativi, Giuliana Caporali non perderà mai quella capacità di rappresentare profili di oggetti e case, colte in uno stato di struggente e solitario abbandono, in un tempo sospeso.

Giuliana Caporali è presente fin dal 1948 in importanti Rassegne d'Arte, premi di pittura, esposizioni museali, oltre che ad annoverare numerose mostre personali in Italia e all’estero. Esordisce nel 1948 alla Quadriennale Nazionale d'Arte, allora presso la Galleria d'Arte Moderna a Roma; nel 1956 partecipa alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia; e nel 1960 partecipa alla VIIIQuadriennale a Palazzo delle Esposizioni. Dal 1962 al 1964 fa parte, come consulente per i grafici nel testo, dell'organizzazione tecnica dell'Enciclopedia Universale dell’Arte. Dal 1964 al 1990 ha insegnato Disegno e tecniche pittoriche alla Scuola d'Arte di San Giacomo del Comune di Roma. Dal 1986 fino al 2006 ha fatto parte del "Gruppo 12 Polisgramma", un collettivo di artiste costituitosi con l'obbiettivo di elaborare un progetto di installazioni e interventi artistici nello spazio urbano aperto. Sue opere si trovano in collezione alla Galleria d'arte Moderna di Roma, nel complesso monumentale di Villa Carpegna sede della Quadriennale di Roma.

Hanno scritto di lei, fra gli altri: Vito Apuleo, Michele Biancale, Eliano Fantuzzi, Virgilio Guzzi, Marina Poggi d'Angelo, M. Sinibaldi, Piero Scarpa, Tanino De Sanctis, Ivanoe Fossani, Valerio Fraschetti, Valerio Rivosecchi, Carlo Fabrizio Carli, Paolo Moreno, Carlo Belli, Enrico Crispolti, M. D'Onofrio, Jolanda Nigro Covre.


Giuliana Caporali, Autoritratto, 1958, olio su tela, cm 70 x 55 (esp. Prima mostra artiste romane, 1958)
Giuliana Caporali, Case romane, 1954, olio su tela, cm 50 x 40 (esp. XXVIII Biennale di Venezia, 1956)


INFO
Giuliana Caporali e la scuola romana
Il tempo sospeso
A cura di Isabella Carlizzi
Responsabile scientifico: Jolanda Nigro Covre
Progetto esecutivo: Paolo di Pasquale

Apertura della mostra: 20 settembre ore 11:30, ingresso gratuito.*

*Gli ingressi alle sale espositive saranno contingentati (massimo 15 persone per volta). Si invitano i visitatori a indossare la mascherina e a rispettare il distanziamento sociale.

Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea
Piazza Santa Vittoria 2 - Anticoli Corrado (RM)

Finoal 15 novembre 2020
Orari: dal martedì al venerdì 10.00 - 16.00 | sabato e domenica 10.00 - 18.00 | lunedì chiuso

Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea
museoanticoli@gmail.com
Tel/fax: 0774/936657