lunedì 28 febbraio 2022

Limiti di Elisabetta Di Sopra

La galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea prosegue il suo percorso espositivo con Limiti, la mostra personale di Elisabetta Di Sopra.

Dar volto alla complessità dell’identità femminile affrontandone le infinite varianti e contraddizioni sembra essere la sfida di numerose artiste della scena contemporanea. Molte scelgono il linguaggio visivo del video come strumento critico privilegiato attraverso cui ridefinire l’immagine femminile, analizzando argomenti quali solitudine, rapporti interpersonali, amore, dolore e per mettere in scena il tema del corpo e dei diversi livelli di comunicazione a esso legati. Ne è un esempio, la ricerca artistica di Elisabetta Di Sopra che si esprime in particolar modo attraverso l’uso del linguaggio video con una narrazione caratterizzata da azioni semplici ed incisive che mettono in luce le dinamiche psicologiche sottese alla vita quotidiana, alle relazioni familiari, al corpo femminile e ai ruoli sociali. Il corpo, che parla attraverso gesti minimali, è alla base del suo lavoro, diventando metafora del nostro essere al mondo.
La mostra raccoglie due video installazioni Il Limite e Dipendenza Sensibile, e una serie di stampe fotografiche di alcuni dei più significativi fotogrammi delle due opere. L’artista arriva a tematizzare l’età del declino della vita umana, esplorando l’età della piena maturità. E’ difficile riabilitare l’età avanzata della vita quando la retorica quotidiana è saldamente ancorata al culto dell’eterna giovinezza, esortando alla cura del corpo come profilassi anti-aging, termini come "anti-invecchiamento" danno l'impressione che l'invecchiamento sia qualcosa di patologico. Il culto prevalente della giovinezza si sforza di nascondere le tracce dell'invecchiamento: l’orgoglio di poter invecchiare è allora solo una favola? l’artista sembra dirci di no e ricordarci con i due video che, al di là degli stereotipi negativi, l'età significa anche potere, esperienza, saggezza, contemplazione, brama di vita e trionfo sulle convenzioni sociali. Sceglie di esporre immagini di “over 60” che “irradiano forza, bellezza, la potenza dell’ultimo periodo della propria vita.
La prima opera è un video-trittico intitolato Il Limite, esposto nei mesi scorsi negli spazi del Museo Archeologico di Venezia in Piazza San Marco, tra statue femminili di età imperiale romana e i tre Galati delle raccolte Grimani. Mostra la posa di una modella esperta nell’aula di Anatomia Artistica dell’Accademia di Belle arti, ancora una posa, anche se gli studenti sono assenti.
L’artista ritorna effettivamente nei luoghi della formazione: un’aula dove si svolge l’insegnamento di Anatomia Artistica diventa il luogo della messa in scena per una lezione animata solo dalle lente movenze di una modella in posa. Le posture assunte dalla modella durante una lezione di anatomia vengono evidenziate grazie alla capacità di osservazione dell’artista; la pluralità dei punti di vista viene restituita dall’utilizzo di più schermi che compongono una sorta di trittico.
Elisabetta ne analizza il vibrato sottile nel perdurare della posizione: figura intera nel monitor centrale, dettagli in quelli laterali.
L’ artista propone anche una serie di foto che fissano alcuni momenti del video enfatizzando la bellezza e la nudità segnata, ma non piegata dal tempo della modella, sono immagini di una semplicità poetica e potente da cui emerge la verità di un corpo umano resistente e resiliente.
Se nel video "Il Limite" la modella, si mette alla prova verificando la sua resistenza nel mantenere una posa statica nonostante la sua età, nell'altra opera Dipendenza Sensibile, un pugile, anche lui non più giovane, in perenne movimento, continua ad esercitarsi liberando una quantità di energia che per assurdo sarebbe in grado di muovere le foglie da un albero, far scendere una goccia dal vetro, sgretolare una parete rocciosa. Si tratta pur sempre di resistenza e di eroismo dei due protagonisti che sfidando lo scorrere del tempo, chi con l'azione chi con l'immobilità, danno prova che la forza di volontà e la determinazione prevalgono sul corpo, dominandolo.

Elisabetta Di Sopra è nata nel 1969 a Pordenone. Vive e lavora a Venezia. Attualmente è curatrice del concorso di video arte Maurizio Cosua, nell'ambito del festival Francesco Pasinetti. Collabora con l'Università Ca' Foscari per il Festival del Cortometraggio nella promozione della video arte e con l'Associazione Italiana di Cultura Archivio Carlo Montanaro alla Fabbrica del Vedere di Venezia.
Tra le sue mostre personali: 2021- IL LIMITE, videoinstallazione, Museo Archeologico Nazionale di Venezia -RITRATTO DI ANNA PONTI. TRE VITE IN UNA, Ateneo Veneto, Venezia; CHILD ABUSE, Mostra cinematografica d'arte contemporanea a cura di Eleonora Frattarol-Collectif -2020- Segrete tracce di memoria XII ed. a cura di Virginia Monteverde, Palazzo Ducale. Genova; Trentatrè Stelline, a cura di Valentina Tebala, Angela Pellicanò, Paola Miriam Russo. Pico, Palazzo della Cultura. Reggio Calabria; LINKS, Etherea Art Gallery, Genova-2019- CEILINGS MEDEA VOCI |Teatro Comunale di Catanzaro a cura di Giovanni Carpanzano;LA CURA, MACROAsilo – Museo d'Arte Contemporanea Roma; The Care, galleria Muratcentoventodue, Bari- I Am my Body, I Am my Memory ACTION HYBRIDE; Officine Forte Marghera – Venezia – I Corpi Invisibili; Co-Arter Glass Theatre; AZIONE IBRIDA Parigi, Francia; Libere tutte- a cura di Daniele Capra e Giuseppe Frangi. Casa Testori Novate Milanese; Collettiva, AZIONE IBRIDA. Proiezione di video, Parigi- 2018: PIETAS, a cura di Daniele Capra, Galleria Bugno, Venezia; Autoritratto, MACROAsilo, Roma; #liberadiesseredonna, Teatro Verdi, Pordenone; i 2017: Possibili Sensi, a cura di Chiara Tavella, Galleria PArCo, Pordenone; nel 2015 Temporaneo, a cura di Giulia Bortoluzzi, galleria 3D, Venezia; Tra le sue collettive: nel 2018 ,Body concrete, a cura di Laura Gottlob, Museoteatro della Commenda, Genova; Restless Waters, Italian Videoart, a cura di Silvia Grandi, Perama (G); Annuario Videoart, a cura di Renato Barilli, Guido Bartorelli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi, Fabiola Naldi, Dams, Bologna; nel 2017 Karachi Biennale, a cura di Paolo De Grandis, Karachi (PK); nel 2016 Le stanze dei frayanti, a cura di Simona Caramia, Museo Marca, Catanzaro; nel 2015 Body Interference, a cura di Laura Carlotta Gottlob, Künstlerhaus, Wien; nel 2014 Recto/Verso, a cura di Ilaria Marghutti, CasermaArcheologica, Sansepolcro (Ar); nel 2013 Progetto 100x100= 900, Zeta Center for Contemporary Art, Tirana (AL); Chi controlla i controllori?, a cura di Francesco Lucifera, Galleria Clou, Ragusa; Body in abstraction, a cura di Laura Carlotta Gottlob, St John's College, Oxford (UK); Hetero Q.B., a cura di Emilia Tavares e Paula Roush, Museu Nacional de Arte Contemporânea do Chiado, Lisbona (P); Premio Terna 05, a cura di Cristiana Collu e Gianluca Marziani, Roma; nel 2012 Videospritz (con Igor Imhoff), a cura di Paola Bristot e Daniele Capra, Studio Tommaseo, Trieste; De rerum natura, a cura di Daniele Capra, Lab 610 XL, Sovramonte (Bl); Norme per la rivoluzione, Rassegna di videoarte, a cura di Bruno Di Marino, Volksbühne, Berlino (D); Idrografie, a cura di Chiara Tavella, ex convento di San Francesco, Pordenone; Arsprima, Rassegna di videoarte, a cura di Alessandro Trabucco, Nur Gallery, Milano; Per-Lumina, a cura di Luigi Viola, Palazzo dei Battuti, San Vito al Tagliamento (Pn); Let the body play, a cura di Daniela Santellani, Katia Baraldi, Galleria Jarach, Venezia.

Limiti di Elisabetta Di Sopra
Muratcentoventidue-Artecontemporanea 
Via G. Murat 122/b – Bari

Inaugurazione Sabato 12 marzo, 2022, ore 19.00
12 marzo – 30 aprile 2022

Lunedì, martedì e mercoledì solo su appuntamento
Dal giovedì al sabato, dalle 17.30 alle 20.30

Info 3348714094 – 392.5985840
info@muratcentoventidue.com

giovedì 24 febbraio 2022

Tevere Expo di Iginio De Luca al MACA Frosinone


Il museo Maca di Frosinone espone le opere acquisite in collezione del progetto “Tevere Expo” di Iginio De Luca, risultato tra i vincitori dell’avviso pubblico a sostegno della diffusione dell’arte contemporanea italiana nel mondo “Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere” - Sezione Over 35, promosso dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Il lavoro prodotto si sposterà a luglio in Indonesia, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Jakarta, come tappa prestabilita di un itinerario espositivo internazionale, per poi ritornare in autunno a Frosinone in Accademia, presso la sua sede definitiva.

La mostra curata da Sabrina Vedovotto e Pietro Gaglianò, è costituita da una serie di lavori prodotti ad aprile 2021 a Roma in conseguenza di un’affissione urbana di 15 maxi manifesti fintamente pubblicitari raffiguranti immagini sospese, drammatiche ed evocative del Tevere.Il progetto vuole rendere visibile l’oscuro, riesumare l’anima inconscia del fiume e, di riflesso, anche la nostra. Scarti, rifiuti, oggetti smarriti, affogati in un naufragio all’inizio privato e poi pubblico affiorano dall’acqua, come reliquie urbane riemergono da un singolare girone dantesco. Sono testimonianze industriali e domestiche di un quotidiano rinnegato che, dopo anni di apnea, varcano il limite, rompono il confine dell’acqua per quello dell’aria. I manifesti sono uno specchio etico, un pretesto simbolico ed estetico a valenza universale per riflettere e riflettersi”.

Le opere installate negli spazi del MACA sono la sintesi di questo processo creativo: due grandi manifesti cartacei applicati a muro, due stampe fotografiche di medio formato e un video. Si aggiungono a queste, un maxi cartellone stradale installato, per il periodo della mostra, in via dei monti Lepini a Frosinone e un libro d’arte realizzato dal fotografo Luis Do Rosario che documenta in maniera sensibile e poetica tutte le fasi lavorative del progetto di Iginio De Luca.

Come scrive Sabrina Vedovotto in catalogo: “Le grandi affissioni, le grandi fotografie, diventano paesaggi urbani, memoria della storia che noi stiamo vivendo, con-temporanei giardini di vita, calpestati dalle brutture che ci circondano, eppure concilianti con la realtà circostante”. Pietro Gaglianò evidenzia un decentramento dello sguardo in cui tessere un’estetica del margine: “Iginio De Luca ha costantemente porto la sua attenzione alla periferia; ha esplorato i suburbi, il ciglio della memoria, (…) in queste grandi immagini promozionali (come evocato anche nel titolo del progetto) si mostra la città per quello che è: dall’alto dei cartelloni il Tevere restituisce allo spazio pubblico (inteso come platea degli spettatori, come luogo della ricerca e come medium) l’abisso che vorrebbe dimenticare”.



Tevere Expo
di Iginio De Luca

a cura di Sabrina Vedovottoe Pietro Gaglianò

MACA, Museo Arte Contemporanea Accademia Frosinone
Dal 25 febbraio al 1 aprile 2022
Opening venerdì 25 febbraio 2022, h 17.00-18.30

MACA, Museo Arte Contemporanea Accademia, palazzo Tiravanti, via Giuseppe Mazzini, 12, Frosinone.
Orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 17.30. Tel. 0775-211167

pubblica: 

mercoledì 23 febbraio 2022

Alla Tate di Londra Surrealism Beyond Borders

René Magritte, Time Transfixed, 1938, The Art Institute of Chicago, Joseph Winterbotham Collection, 1970.426 
© ADAGP, Paris and DACS, London 2021

Surrealism was always international. This ground-breaking exhibition opening at Tate Modern in Spring 2022 reveals the broad scope of this radical movement, moving beyond the confines of a single time or place. Based on extensive research undertaken by Tate and The Metropolitan Museum of Art in New York, it spans 80 years and 50 countries to show how Surrealism inspired and united artists around the globe, from centres as diverse as Buenos Aires, Cairo, Lisbon, Mexico City, Prague, Seoul and Tokyo. Expanding our understanding of Surrealism as never before, Tate Modern will show how this dynamic movement took root in many places at different times, offering artists the freedom to challenge authority and imagine a new world. 
A revolutionary idea sparked in Paris around 1924, Surrealism prioritised the unconscious and dreams over the familiar and everyday. While it has often generated poetic and even humorous works – from Salvador Dalí’s Lobster Telephone to René Magritte’s train rushing from a fireplace – it has also been used by artists around the world as a serious weapon in the struggle for political, social, and personal freedom. Featuring over 150 works ranging from painting and photography to sculpture and film, many of which have never been shown in the UK, this exhibition explores the collective interests shared by artists across regions to highlight their interrelated networks. It also considers the conditions under which they worked and how this in turn impacted Surrealism, including the pursuit of independence from colonialism and displacement caused by international conflict. Among the rarely seen works are photographs by Cecilia Porras and Enrique Grau, which defied the conservative social conventions of 1950s Colombia, as well as paintings by exiled Spanish artist Eugenio Granell, whose radical political commitments made him a target for censorship and persecution. 

Familiar Surrealist themes such as the exploration of the uncanny and unconscious desires are repositioned from a fresh perspective. Visitors will see iconic paintings such as Max Ernst’s Two Children are Threatened by a Nightingale 1924 alongside lesser known but significant works including Antonio Berni’s Landru in the Hotel, Paris 1932, which appeared in the artist’s first exhibition of Surrealist works in Argentina, and Toshiko Okanoue’s Yobi-goe (The Call) 1954, addressing the daily experience of post-war Japan. Photographs by Hans Bellmer focusing on the female body are contrasted with Ithell Colquhoun’s Scylla 1938 – a double image exploring female desire – and works by both French Surrealist Claude Cahun and Sri-Lankan-based artist Lionel Wendt, whose radical photographs present queer desire outside of a Western context. 

The exhibition also considers locations around the world where artists have converged and exchanged ideas of Surrealism. From Paris at the Bureau of Surrealist Research; to Cairo, with the Art et Liberté group; across the Caribbean, where the movement was initiated by writers; in Mexico City, where it was shaped by the creative bonds of women artists; and Chicago, where Surrealism was used as a tool for radical politics. Special loans including the photographs of Limb Eung-Sik and Jung Haechang from Korea and a film by Len Lye from New Zealand, will offer further insight into the adaption of Surrealism across the globe. For the first time in the UK, Ted Joans’ incredible 36-foot drawing, Long Distance 1976-2005 will go on display, featuring 132 contributors from around the world. Accompanying Joans on his travels, this cadavre exquis (exquisite corpse) drawing took nearly 30 years to complete and united artists located as far apart as Lagos and Toronto. 

Surrealism Beyond Borders is organised by Tate Modern and The Metropolitan Museum of Art, New York. It is co-curated by Matthew Gale, Senior Curator at Large at Tate Modern, and Stephanie D’Alessandro, Leonard A. Lauder Curator of Modern Art and Senior Research Coordinator in Modern and Contemporary Art at The Met; with assistance at Tate Modern from Carine Harmand, Assistant Curator, International Art; and at The Met from Lauren Rosati, Assistant Curator, Leonard A. Lauder Research Center for Modern Art, and Sean O’Hanlan, Research Associate in Department of Modern and Contemporary Art.

Presented in the Eyal Ofer Galleries. Supported by the AKO Foundation, with additional support from the Surrealism Beyond Borders Exhibition Supporters Circle, Tate Americas Foundation, Tate International Council, Tate Patrons and Tate Members. Research supported by Hyundai Tate Research Centre: Transnational in partnership with Hyundai Motor.


                 Salvador Dalí Lobster Telephone 1938 Tate Purchased 1981 © Salvador Dali, Gala-Salvador Dali Foundation/DACS, London 2022

Tate Modern
Surrealism Beyond Borders
24 February 2022 – 29 August 2022

lunedì 21 febbraio 2022

Daniele Marzorati. Cercando di far conoscenza con Omo e Giuba

Installation view Daniele Marzorati, Cercando di far conoscenza con Omo e Giuba, Edicola Radetzky

Edicola Radetzky e BUILDING presentano il progetto Cercando di far conoscenza con Omo e Giuba, mostra personale dell’artista Daniele Marzorati (Novedrate, Como, 1988) a Milano, a cura di Irene Sofia Comi. Patrocinata dall’Università di Parma - Museo di Storia Naturale, l’esposizione si articola in due episodi: dal 9 al 28 febbraio a Edicola Radetzky, spazio no profit di viale Gorizia (Darsena), e dal 19 febbraio al 19 marzo a BUILDING, galleria d’arte in via Monte di Pietà 23.

In stretta connessione con il passato coloniale italiano, Cercando di far conoscenza con Omo e Giuba ruota intorno alla figura dell’esploratore e ufficiale Vittorio Bottego (1860-1897). Indagando alcune tracce tangibili del rimosso coloniale presente nella città di Parma, il progetto propone una riflessione sulla rappresentazione della memoria collettiva nello spazio pubblico e sull’esperienza del patrimonio coloniale zoologico nello spazio museale.

L’eredità storica di Vittorio Bottego, divenuto celebre per i suoi viaggi nel Corno d’Africa, permane nella sua città natale, Parma, in particolare nel monumento a lui dedicato e nella “Sala Bottego” del Museo di Storia Naturale a lui intitolato che ospita, tra gli altri oggetti, la collezione di storia naturale dell’esploratore. Nell’osservare tali elementi, che raccontano il passato storico italiano, ma che di fronte a uno sguardo normato possono invece apparire “neutrali”, Marzorati indaga le narrazioni costruite e conservate dall’immaginario della società contemporanea, portando alla luce strutture identitarie, coloniali e politiche in esse presenti.

In un ideale “scambio di veste” tra spazio pubblico e privato, Cercando di far conoscenza con Omo e Giuba è ospitata contemporaneamente nelle due sedi milanesi di Edicola Radetzky e BUILDING che, mediante due prospettive differenti, mostrano l’analisi di due spazi storici, tracce simboliche di una comune narrazione identitaria.

Nello spazio pubblico di Edicola Radetzky sono visibili, in due diverse dimensioni, alcune immagini fotografiche tratte dalla ricerca che Marzorati ha condotto all’interno del Museo di Storia Naturale di Parma. Queste immagini sono realizzate con l’obiettivo di oltrepassare le griglie fisiche e culturali del museo per arrivare a comprendere più da vicino la natura degli oggetti esposti e dialogare con la loro memoria e la loro storia, attraverso e oltre la loro superficie.

Nello spazio privato della biblioteca di BUILDING, Marzorati presenta due sezioni di due disegni e alcune stampe fotografiche che indagano il monumento a Bottego. Nel prendere le distanze da una mera logica di appropriazione, lo sguardo dell'artista si sofferma sulle figure di Omo e Giuba, personificazioni di due fiumi dell’Etiopia e mete delle spedizioni del condottiero, provando a ricontestualizzare i due personaggi, estraendoli dalla loro raffigurazione nella gerarchia del monumento e attribuendo loro un ruolo inedito e indipendente.

Un dialogo, quello tra Edicola Radetzky, BUILDING, l’Università e il Museo parmensi, nato dalla volontà della curatrice Irene Sofia Comi di creare una collaborazione sul territorio tra enti diversi per tipologia e missione, che mira al fiorire di una rete sistemica e istituzionale espansa, capace di mettere in connessione non solo luoghi della città caratterizzati da una natura differente, ciascuno con le proprie specificità e finalità, ma anche creando un dialogo interregionale tra attori e storie di due diverse città, Parma e Milano.

Nel portare avanti questo progetto, Marzorati ha lavorato con diversi formati e soluzioni visive. In alcuni casi l’artista ha realizzato ingrandimenti da negativo delle dimensioni reali della fauna fotografata, come avviene ad esempio nelle stampe su tela presentate a Edicola Radetzky, le quali, mimando il formato tipico della cartellonistica pubblicitaria, guidano lo sguardo dell'osservatore verso la percezione di tali “oggetti” in quanto animali, cogliendone l’essenza corporea. In altri casi invece, invece, l’artista ha ridotto le proporzioni dei corpi, come accade ad esempio nei disegni a biro blu esposti presso BUILDING, composti da diversi fogli di carta che segmentano le due sculture di Omo e Giuba, isolandone i dettagli e donando loro un aspetto più umano e verosimile, in un confronto in scala 1:1 con il fruitore. In ultimo, in entrambe le sedi, viene mostrata una selezione di fotografie, stampe da negativi di grande formato (20 x 25 cm).

Al termine dell’esposizione a Edicola Radetzky, il 28 febbraio, una parte dei negativi qui presentati sarà riallestita nella biblioteca di BUILDING. Ricollocati tra gli scaffali, in dialogo visivo con gli scatti dedicati al complesso monumentale di Bottego, i negativi daranno vita a un’interpretazione altra, in un’incessante e attiva ricerca d’archivio, dalla statuaria monumentale alla collezione museale, dallo spazio pubblico allo spazio privato.

La mostra Cercando di far conoscenza con Omo e Giuba è la presentazione della prima parte di una ricerca più ampia che l’artista porta avanti dal 2019 e che coinvolge, oltre a Parma e Milano, le città di Firenze, Faenza e Udine nell’intento di ridefinire i confini semantici e le capacità cognitive che l’essere umano esercita attraverso l’atto dell’osservare, inserendosi all’interno del dibattito contemporaneo sullo sguardo post-coloniale nei confronti della realtà circostante.

Biografia 
Daniele Marzorati (Novedrate, Como, 1988) lavora attraverso il disegno, la pittura e la fotografia. Con una Deardorff 20 x 25 cm inizia la sua ricerca sulla divisione del formato fotografico e il montaggio di più scene all’interno di un unico negativo. Espone alla galleria Neon Campobase di Bologna nel 2012 ed è tra i finalisti del Premio Terna 04. Collabora con A-Rivista pubblicando due lavori, Campi e Sezioni. Nel 2015, vince il premio Agarttha Arte ed espone presso due musei: la Maison Européenne de la Photographie - MEP di Parigi ed il PAV di Torino. Nel 2018 vince il premio Artifact ed espone a Fotopub Festival, Novo Mesto, Slovenia. Vince l’edizione 2017 del Premio Shanghai, promosso dal Ministero della Cultura e Ministero degli Affari Esteri, partecipando alla residenza lavora tra Parigi e la metropoli cinese. Tra le due città ha sviluppato uno dei sui progetti più importanti, Déplacement, che espone a inizio 2019 presso BUILDING con cui lavora a Milano. A fine 2021 ha partecipato a Mosca presso Winzavod Center for Contemporary Art in collaborazione con VIAFARINI. Continua la sua ricerca tra pittura e fotografia come linguaggi complementari capaci di rileggere il reale.




Informazioni
Cercando di far conoscenza con Omo e Giuba
Daniele Marzorati
a cura di Irene Sofia Comi
10-28 febbraio 2022
Edicola Radetzky | Viale Gorizia (Darsena), Milano

www.edicolaradetzky.com
edicolaradetzky@gmail.com


BUILDING | Via Monte di Pietà 23, Milano
Opening: 19 febbraio, dalle 10 alle 19. Fino al 19 marzo 2022
www.building-gallery.com
info@building-gallery.com

Con il Patrocinio dell’Università di Parma - Museo di Storia Naturale

Ufficio stampa BUILDING
ddlArts
Alessandra de Antonellis | E-mail: alessandra.deantonellis@ddlstudio.net | T +39 339 3637.388
Elisa Fusi | E-mail: elisa.fusi@ddlstudio.net | T +39 347 8086.566
Ilaria Bolognesi | E-mail: ilaria.bolognesi@ddlstudio.net | T +39 339 1287.840

venerdì 18 febbraio 2022

ExtrArtis - Artists Residencies for Creative Economy


ExtrArtis, apre la partecipazione al Bando di Residenza d’Artista premiato in Europa

ExtrArtis è un progetto artistico e culturale che è stato premiato a livello Europeo per la sua capacità di valorizzare il Patrimonio Culturale meno conosciuto, interpretando l’arte come motore di creatività. Il progetto ExtrArtis nasce a valle di anni di ricerca nella sperimentazione Creative Europe EACEA 35/2017 e si perfeziona a seguito della vittoria come finalista della competizione Horizon 2020 - CLIC Project: Startup competition.

Durante lo scorso Agosto, ExtrArtis ha aperto le iscrizioni di partecipazione al bando di Residenza d’Artista al quale sarà possibile rispondere, inviando la propria candidatura entro il 2 Aprile 2022. Tra le proposte verranno selezionati due artisti emergenti ritenuti meritevoli secondo una giuria internazionale d’eccellenza.

La scelta dei giurati è volta a restituire il più ampio margine di visibilità e diffusione dell’artista, per consentirgli di costruire un ulteriore passo nella propria formazione artistica. La giuria è composta da Luke James, Maria Rita Pinto, Emma Dumartheray e Serena Viola. Luke James, è l’ultimo artista ad aver vinto la selezione di Bando del progetto Creative Europe “Artists in Architecture: re-activing Modern European Houses” (EACEA 35/2017), nonché figura artistica di spicco dello scenario francese; Maria Rita Pinto, è Professoressa e Responsabile Scientifico nei progetti di cooperazione per l’Anno Europeo del Patrimonio culturale e dell’ultima sperimentazione d’ambito denominata M_ART; Emma Dumartheray, è Coordinatrice dei Bozar Lab al Centre for Fine Arts di Bruxelles nell’ambito delle arti, delle scienze e delle tecnologie; Serena Viola, è Professoressa e Project Manager del progetto Play_ACT, Playgrounds and Art project for Communities in Transition: care pact for cities.

Gli artisti selezionati avranno la possibilità di esprimersi mediante la propria produzione creativa tra il 2 e il 16 Maggio 2022 presso la dimora storica sita nella città di Sorrento in Campania. Questi ultimi non dovranno affrontare costi di alloggio ma verranno ospitati e retribuiti sia per la realizzazione dell’opera d’arte che per i costi dei materiali necessari alla composizione della stessa. Gli artisti selezionati dovranno liberare la propria creatività lasciandosi ispirare dall’identità culturale del sito di sperimentazione. 

Gli artisti avranno, inoltre, il supporto dell’ Art Coordinator Raffaella Ferraro che, con formazione accademica di eccellenza, si occuperà di porre in contatto artisti e comunità del territorio.

Per maggiori informazioni è possibile visitare le pagine social - Instragram e Facebook e www.extrartis.com

Relais La Rupe Sorrento Italy

Sectilia di Caterina Morigi


Curva Pura presenta la mostra personale Sectilia di Caterina Morigi, a cura di Irene Angenica. 

Sectilia è ispirata alle texture lapidee e all’immaginario archeologico romano: le opere in mostra prendono origine dall'antica tecnica artistica, utilizzata in epoca romana, per la realizzazione di pavimentazioni e decorazioni murarie a intarsio. È una serie di sette elementi realizzate dall’artista attraverso la tecnica tradizionale piemontese del marmo artificiale di Rima, tecnica in cui la texture marmorea viene ricreata attraverso degli impasti di gesso, pigmenti e colla animale. Le forme derivano dai corpi nudi di piccole dimensioni spesso raffigurati nelle decorazioni parietali, che l’artista ingrandisce quasi su scala uno a uno conferendogli un’importanza sacra, statuaria.

Per la mostra Sectilia si è voluta dare una doppia lettura del corpo di lavori: quello di resto archeologico, all’ingresso dello spazio, e quella di opera sacra, nella nicchia in fondo alla galleria.

Questa necessità allestitiva nasce dalla volontà di dare da un lato un’autorialità a degli elementi decorativi marginali, che spesso vengono anche dimenticati all’interno del patrimonio artistico-archeologico italiano, e collocarli in una nicchia nera, quasi come se fossero all’interno di un tempio, donandogli un aurea sacrale. Dall’altro lato, vengo mostrarti al visitatore per la loro natura originaria di resto archeologico, collocati al suolo, nella simulazione della loro riscoperta.

Caterina Morigi (Ravenna, 1991) vive e lavora a Bologna. Ha studiato Arti Visive allo IUAV di Venezia e Paris8. La sua ricerca si concentra sulle declinazioni della materia, mantenendo l’attenzione verso i suoi aspetti meno evidenti, talvolta celati all’interno. Per affrontare la sostanza delle cose si serve di uno sguardo ravvicinato, osservando l’effetto del tempo sulle forme, in superficie e in profondità, facendo in modo che l’opera sia sempre dipendente dalle sue trasformazioni fisiche e connessa con lo spazio circostante. Caterina Morigi sovrappone organico e inorganico per sondare la relazione imprescindibile tra uomo e natura. Ha esposto al Museo MAMbo (Bologna), Archivio Casa Morra (Napoli), Villa Della Regina (Torino), Mucho Mas! (Torino), MAR (Ravenna), BACO (Bergamo), Museo Nazionale della Montagna (Torino), Fondazione Bevilacqua la Masa (Venezia), Video Sound Art festival (Milano), Fotografia Europa (Reggio Emilia).

Irene Angenica (Catania, 1991) è curatrice indipendente e mediatrice culturale, laureata in Arte Contemporanea e in Comunicazione e Didattica dell'Arte a Bologna. Ha svolto diversi progetti lavorativi tra Bologna, Barcellona e Torino, alcune delle realtà con cui ha collaborato sono: MACBA - Museo d'Arte Contemporanea di Barcellona, ​​Accademia di Belle Arti di Bologna, MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, Artissima - Fiera d'Arte, Fondazione Blueproject, Hangar.org Nel 2019 ha frequentato CAMPO - corso per curatori tenuto dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e ha co-fondato CampoBase (collettivo curatoriale). Attualmente lavora come coordinatrice delle attività per il pubblico presso il museo MACRO di Roma.

                                       
INFO
Caterina Morigi
Sectilia
A cura di Irene Angenica

Curva Pura
Via Giuseppe Acerbi 1A - Roma
curvapura@gmail.com

Fino al 13 marzo 2022
Orari: su appuntamento - prenotare via mail

curvapura@gmail.com
o whatsapp 3314243004

giovedì 17 febbraio 2022

CRAZY – La follia nell’arte contemporanea


Dart – Chiostro del Bramante
presenta
CRAZY
La follia nell’ arte contemporanea
19.02.2022 – 08.01.2023

a Roma un grande progetto creativo ed espositivo a cura di Danilo Eccher

21 artisti di rilievo internazionale, più di 11 installazioni site-specific inedite: per la prima volta le opere d’arte invaderanno gli spazi esterni e interni del Chiostro del Bramante di Roma, perché la follia non può avere limiti.

La percezione del mondo è il primo segnale di instabilità, il primo contatto fra realtà esterna e cervello, fra verità fisica e creatività poetica, fra leggi ottiche e disturbi neurologici.

I 21 artisti chiamati a partecipare sono parte di questa follia.

Carlos Amorales, Hrafnhildur Arnardóttir / Shoplifter, Massimo Bartolini, Gianni Colombo, Petah Coyne, Ian Davenport, Janet Echelman, Fallen Fruit / David Allen Burns e Austin Young, Lucio Fontana, Anne Hardy, Thomas Hirschhorn, Alfredo Jaar, Alfredo Pirri, Gianni Politi, Tobias Rehberger, Anri Sala, Yinka Shonibare, Sissi, Max Streicher, Pascale Marthine Tayou, Sun Yuan & Peng Yu.

La pazzia, come l’arte, rifiuta gli schemi stabiliti, fugge da ogni rigido inquadramento, si ribella alle costrizioni, così anche Crazy, il progetto di Dart – Chiostro del Bramante a cura di Danilo Eccher. Nessun percorso ordinario e prevedibile a favore di un’esplosione creativa capace di espandersi, come le colate di pigmento di Ian Davenport sulle scale, e di modificare la percezione spaziale, come l’ambiente di Gianni Colombo (1970). Una violenta onda d’urto che invade ogni stanza accessibile, mescolando e garantendo forti salti espressivi fra le opere, dai neon di Alfredo Jaar, visibili anche all’esterno, sino all’immersione totalizzante di Fallen Fruit / David Allen Burns e Austin Young. Una narrazione complessa, soggettiva, obliqua; un’atmosfera inclusiva e partecipativa; una distribuzione di opere e spazi isolati e autonomi in tutti i luoghi disponibili, anche invadendo locali solitamente esclusi dai percorsi.

Dart – Chiostro del Bramante 
All’interno dell’architettura rinascimentale ideata da Donato Bramante nel 1500: grandi mostre, artisti italiani e internazionali, progetti ideati e prodotti e poi una libreria, una caffetteria, una serie di spazi accoglienti, un luogo straordinario nel centro di Roma a pochi passi da piazza Navona.
Grazie alla leadership al femminile e alla gestione appassionata e competente della presidente Patrizia de Marco e delle figlie Laura, Giulia e Natalia de Marco, Dart – Chiostro del Bramante si è affermato negli anni come punto di riferimento per tutti coloro che vogliono scoprire l’arte moderna e contemporanea, con mostre di alto valore artistico e culturale, percorsi didattici per ogni fascia d’età, laboratori e visite guidate per tutti i pubblici.


Dart – Chiostro del Bramante: la cultura della cultura.
La mostra sarà accessibile nel rispetto e secondo le normative per il contenimento di Covid-19.

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Chiostro del Bramante
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INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Info Biglietti

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ORARI DI APERTURA

Dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 20.00 Sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00. [La biglietteria chiude un’ora prima].

Dal lunedì a venerdì, l’ultimo ingresso per i visitatori sarà alle ore 19.00. Sabato e domenica alle ore 20.00