lunedì 9 luglio 2018

Rome Art Week 2018_Iscrizioni Prorogate



Rome Art Week 2018
22-27 ottobre 2018

Iscrizioni PROROGATE al 22 settembre 2018

Sono aperte le iscrizioni per la terza edizione di Rome Art Weekche si terrà dal 22 al 27 ottobre 2018.

Il termine ultimo per presentare le proprie proposte è il 15 settembre 2018: si consiglia di iscriversi quanto prima al fine di ottenere maggiore visibilità all’interno dei canali social, per avere la possibilità di essere visionati e segnalati dai Punti di vista e per poter inserire gli eventi delle strutture in now.romeartweek.com.

RAW è una manifestazione a cadenza annuale con l’obiettivo di costruire una retetra le strutture espositive, gli artisti, i critici e i curatori d’arte. Gli eventi saranno organizzati dalle gallerie e dagli spazi espositivi che inviteranno il pubblico per mostrare lo stato di fatto della produzione artistica ed offrendo la propria prospettiva dell’arte contemporanea.
Durante Rome Art Week negli open studiosarà possibile scoprire la genesi delle opere d’arte con la presenza dell’artista che apre le porte dello studio privato al pubblico. Il visitatore potrà soddisfare le curiosità relative all’operato artistico e a tutto ciò che ha portato alla nascita dei lavori, istaurando un dialogo capace di far comprendere l’essenza delle opere.
Nel corso della settimana si potranno visitare i progetti espositiviideati ad hoc da curatori, artisti e operatori del settore che potranno svolgersi non solo in strutture canoniche ma anche in spazi atipici del territorio.
Nei sei giorni della manifestazione verranno organizzate numerose visite guidate che sarannoun vero viaggio nel cuore dell’arte contemporanea attraverso gli eventi. Ciascun percorso avrà sul sito una pagina dedicata, la mappa interattiva, il calendario e la possibilità di prenotazione.
Per guidare il pubblico nella moltitudine di eventi fruibili, noti critici, curatori e operatori del settore forniranno il loro punto di vistasui partecipanti e sugli eventi delineando percorsi omogenei ed evidenziando le eccellenze della manifestazione.
La partecipazione a RAW è completamente gratuita: le gallerie, le accademie, gli studi d’artista e gli istituti di cultura apriranno gratuitamente le proprie porte al pubblico per dare mostra di quanto Roma sia fertile anche nel campo artistico contemporaneo, attraverso eventi, esposizioni, incontri.

Si possono iscrivere
- Artisti che dovranno proporre almeno un open studio durante i giorni della manifestazione;
- Curatori che dovranno organizzare almeno un progetto espositivo durante i giorni di RAW;
- Strutture espositive (gallerie, fondazioni, istituzioni, associazioni culturali, accademie e istituti): le strutture possono aggregarsi in liberi consorzi, per dare un’immagine unitaria e di condivisione di uno o più eventi.

I curatori, gli artisti e le istituzioni potranno organizzare un progettoespositivo realizzato ad hoc per la manifestazione.
L’iscrizione a RAW 2018 avverrà compilando la scheda di adesione disponibile sul sito romeartweek.com. I partecipanti potranno gestire autonomamente la propria pagina, i propri eventi, le proprie gallerie.
La partecipazione a RAW è totalmente gratuitae non sono ammessi eventi che prevedano un costo d’ingresso.
Lo scopo di RAW è quello di promuovere l’arte contemporanea: per questo il lavoro di divulgazione non si interrompe alla fine dei giorni della manifestazione ma prosegue sulla piattaforma online dove si possono sempre trovare le schede dettagliate su artisti e spazi che hanno aderito al progetto.


INFO
#romeartweek 22-27 ottobre 2018
[w] romeartweek.com
[e] info@romeartweek.com [t] +39 0621128870
Rome Art Week è una iniziativa di Kou Associazione per la promozione delle arti visive
Via di Montoro, 3 • 00186 Roma
[t] +39 0621128870
[e] info@kou.net • [w] www.kou.net [c.f.] 97815340589

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca
[e] roberta.melasecca@gmail.com
[e] press@romeartweek.com
[t] +39 3494945612

"Autarchia": al MANN, la personale di Aron Demetz


Aron Demetz, nato a Vipiteno nel 1972, è uno scultore d’avanguardia la cui ricerca è focalizzata sulla figura umana, considerata veicolo di ideali classici come la purezza formale da cui traspare il contenuto etico dell’arte. Da oltre vent’anni, la sua produzione artistica fa da ponte tra antico e contemporaneo. 

Demetz al MANN con l’esposizione “Autarchia”, a cura di Alessandro Romanini fino al 29 luglio 2018: la mostra presenta al pubblico una successione suggestiva di sculture di varie dimensioni e materiali, realizzate espressamente per gli spazi museali.
Le opere sono ispirate alle collezioni Farnese ed Egizia e seguono impostazioni dinamiche e posturali che interagiscono con l’archetipo classico, inserendosi senza traumi nel magico scenario del MANN.

Autarchia, così, sta ad indicare una sorta di codice di autoregolamentazione nel processo di realizzazione personale che vede coinvolti i due soggetti della creazione artistica: l’autore ed il materiale che egli plasma.
L’artista, secondo Demetz, deve porsi in un atteggiamento di ascolto del materiale da forgiare, cogliendone l’interazione perenne con l’input creativo: egli, infatti, manipola la materia in base alle sue caratteristiche organolettiche, interagendo con essa in un dialogo sempre originale ed imprevedibile.

“Il MANN è un istituto culturale che osserva, con curiosità, le tendenze più all’avanguardia dell’arte contemporanea: programmare la mostra di Demetz al Museo ha significato incontrare uno dei profili più interessanti del panorama internazionale”, afferma il Direttore Paolo Giulierini.

Gli fa eco Aron Demetz: “Esporre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli è stato come accettare una sfida, perché le sculture potevano risultare ridimensionate rispetto alle straordinarie collezioni del MANN: al contrario, il legame tra passato e presente ha svelato una continuità leggibile tra le sensibilità di ieri e di oggi”.
La mostra, che sarà “disseminata” in diversi spazi del Museo (tra questi, l’atrio, i giardini, le sale retrostanti all’Ercole Farnese, la Meridiana), è stata realizzata con il supporto ed il patrocinio delle Regioni Toscana e Trantino Alto Adige.


Autarchia”: al via la personale di Aron Demetz
fino al 29 luglio 2018

P O L T E R G E I S T. Enzo Cillo / Ignazio Fabio Mazzola

P O L T E R G E I S T 
Enzo Cillo / Ignazio Fabio Mazzola

Il progetto nasce da una riflessione sulla possibilità di individuare nuovi luoghi di proiezione in cui lo spazio diventi parte integrante dell'immagine stessa, prolungamento della visione. Dunque l'idea è di uscire fuori dal buio della sala cinematografica e cercare un luogo nel quotidiano che consenta di mettere in contatto la materia e la luce. Proiettare su un muro significa dare materialità all'immagine, che si staglia sulla parete fino a insinuarsi tra le crepe, ad attraversare la materia. La parete è "tela" e allo stesso tempo "scultura", è possibile assistere a un dialogo tra due visioni, due schermi allineati sullo stesso asse, come due segni. Ciò che accomuna il nostro lavoro è la ricerca ossessiva di un campo dell'immagine mai trovato prima, un poltergeist.

L’evento si svolgerà sulla terrazza del laboratorio di Peppino Campanella a partire dalle ore 21 di sabato 4 agosto.

In collaborazione con l’Associazione culturale Achrome e lo spazio Microba di Bari.


P O L T E R G E I S T
4 agosto 2018 - ore 21
laboratorio Campanella 
via Conversano 9
Polignano a Mare (BA)

giovedì 5 luglio 2018

MARC CHAGALL. Le favole ed altre storie



Il magnifico racconto di un Maestro dell'arte del Novecento

Villa Colloredo Mels, Recanati
5 luglio – 30 settembre 2018

Venti acqueforti di Marc Chagall presentano il linguaggio universale della favola con un magnifico racconto per immagini. La mostra, curata da Andrea Pontalti, propone una ristretta ma significativa selezione di opere dell’artista russo. In mostra anche un olio su tela e una tecnica mista raramente esposti.
Ancora una volta Chagall riesce a stupire con le sue suggestioni, portandoci alla scoperta del mondo con l’animo di un bambino.


“Le Favole” de La Fontaine prendono vita nell’immaginario del grande artista Marc Chagall attraverso la tecnica incisoria e catapultano in quel mondo fantastico che riempie sempre di stupore. Le splendide sale del museo civico di Villa Colloredo Mels a Recanati ospitano la mostra “Marc Chagall. Le favole ed altre storie”, dal 5 luglio al 30 settembre 2018. La mostra, organizzata dalla Società Sistema Museo in collaborazione con The Art Company e con il patrocinio del Comune di Recanati, è curata da Andrea Pontalti e propone una ristretta ma significativa selezione di opere dell’artista russo. Accanto alle illustrazioni de “Le Favole”, in mostra anche due opere raramente esposte, provenienti da una collezione privata italiana, un olio su tela e una tecnica mista di grande suggestione: “Re David suona la cetra” e “Musicien et danseuse”.

L’originalità dell’arte di Chagall e il suo dinamismo fantastico, che lascia trapelare tutto il mondo interiore di “eterno fanciullo”, pervade anche la sua produzione grafica. Chagall inizia ad illustrare “Le Favole” di La Fontaine a Parigi, nel 1927, su richiesta del mercante d’arte Voillard. Nelle 20 acqueforti in mostra a Recanati l’artista mette l’accento sulla componente mitologica e universale della favola con la consueta padronanza nel posizionamento dei personaggi: le figure sembrano stagliarsi sul foglio come per dominarlo, alla maniera della scrittura ebraica o come nelle icone russe, ricordi presenti della sua infanzia e della sua adolescenza. Ancora una volta Chagall riesce a stupire con le sue suggestioni, portandoci alla scoperta del mondo con l’animo di un bambino.
Il lavoro grafico sul “Le Favole” di La Fontaine illustra i grandi temi della vita che hanno interessato Chagall nel corso della sua opera: amore, morte e follia umana; temi antitetici che si incontrano e scontrano come in un ossimoro petrarchesco: così nel foglio in cui sono magistralmente rappresentati l’arroganza del lupo, che si contrappone alla mitezza della cicogna che gli salva la vita, dominano gratitudine ed ingratitudine, vita e morte.
I reticoli, le figure, gli oggetti, i granelli di polvere neri sembrano uscire dal suo mondo fantastico, aggredire realmente lo spettatore, fagocitarlo e trascinarlo via. Anche la compenetrazione tra uomo e natura appare evidente come nelle “Luftmenschen”, le caratteristiche figure fluttuanti nello spazio.

Nel percorso espositivo due splendide opere (un olio su tela e una tecnica mista) gettano uno sguardo fugace ma luminosissimo sulle fonti di Chagall, per raccontare “altre storie”.
“Re David suona la cetra” (1949-52) è opera parsimoniosa nell’uso del colore e del tratto e trova nell’essenzialità esecutiva un mezzo perfetto per la narrazione. Il riferimento è certamente biblico, di quella Bibbia che Chagall definì come “la più grande fonte di poesia di tutti i tempi” o come “l'alfabeto colorato in cui ho intinto i miei pennelli”. Il tema è caro a Chagall che nelle illustrazioni della Bibbia (1931-56) lo affronta in ben due tavole, la prima a “citare le scritture” dove il giovane David calma i mali di Re Saul con la musica, la seconda a collocare il Re intento a suonare nella solitudine di un paesaggio vitreo. Nel “Re David suona la cetra” in mostra a Recanati Chagall sceglie la libertà compositiva e la mescolanza in un cielo costellato di riferimenti biblici: Mosè con le tavole della Legge, il Cristo come l’ebreo messo a morte, Adamo ed Eva e gli Angeli. Re David pare suonare per un popolo in marcia (quasi certamente il popolo ebraico), mentre non mancano accenni alla ruralità dell’infanzia, espressa con forza attraverso scorci intimi di maternità.
Interessanti i confronti con la seconda opera esposta dal titolo “Musicien et danseuse” (1965). In una composizione di estrema semplicità e vivacità coloristica si ravvisa innanzitutto la musica. Nell’opera emerge il tema del violinista, che sarà una figura-chiave del linguaggio figurativo di Chagall tanto da divenire allegoria stessa della musica. Un ulteriore elemento di confronto sono i riferimenti all’infanzia russa. In questo caso è la composizione nella sua interezza a rimandare all’universo folkloristico e rurale di Vitebsk, sua città natale.

La mostra “Marc Chagall. Le favole ed altre storie” si pone all’interno di un più ampio programma di valorizzazione del territorio, dei suoi beni culturali e paesaggistici che rientra nel progetto “Recanati verso l’Infinito”. Un viaggio tra mostre ed eventi che animeranno la città in occasione dei 200 anni dalla scrittura e pubblicazione della lirica più suggestiva di Leopardi: L’Infinito. Obiettivo generale è quello di promuovere non la singola realtà museale o collezione, ma il patrimonio culturale nel suo complesso, come un unico museo diffuso da percorrere e scoprire. A tale scopo è stato già creato un circuito museale con biglietto unico che comprende il Polo museale ed espositivo di Villa Colloredo Mels con il Museo dell’Emigrazione Marchigiana, la Torre Civica, il Museo “Beniamino Gigli” e l’Ufficio di accoglienza turistica Iat Tipico Tips.



Ufficio Stampa Sistema Museo
Sara Stangoni
ufficio 075 5738105
mobile 334 1046655
ufficiostampa@sistemamuseo.it
www.sistemamuseo.it


pubblica: 

BITONTO (Ba)_BANDO PER CONCORSO DI IDEE


BANDO PER CONCORSO DI IDEE

MONUMENTO IN MEMORIA DEI CADUTI BITONTINI IN TUTTE LE GUERRE E LE OPERAZIONI DI PACE


Premessa
A cento anni di distanza dalla conclusione della prima guerra mondiale che ha visto perire sul campo di battaglia e marcire nei campi di concentramento il fiore della gioventù del primo Novecento per quella che fu definita ‘una inutile strage’, il Centro Ricerche di storia e arte di Bitonto, con il Patrocinio della Amministrazione comunale, intende proporre alla comunità civile alcune idee, risultato di un concorso pubblico, che siano di stimolo ad una eventuale riproposizione di un monumento capace di rievocare quanti concittadini in pace e in guerra sono caduti al servizio dellaPatria.

Tanto si rende ancora più necessario in considerazione che la città di Bitonto pur possedeva un grandioso monumento, opera dello scultore Filippo Cifariello, collocato al centro della città e immortalato in mille foto. Un monumento, storicamente collocato e plasticamente efficace a significare la vittoria dei fanti italiani nel primo conflitto mondiale.

Per una serie di eventi tale monumento di bronzo, inaugurato pur tra forti polemiche nel 1925, nel 1940 fu scomposto e donato alla Patria per farne armi.

L’idea di porre un argine a quella ferita è stata coltivata nel tempo con una prima installazione nel 1978, non molto gradita alla cittadinanza che ora richiede con insistenza un qualcosa di significativo che riporti alla memoria delle presenti e future generazioni i sacrifici di molti bitontini che in maniera diversa hanno dovuto pagare con la vita il servizio allaPatria.

Art. 1 Finalità
Il Centro Ricerche di storia e arte Bitonto, interprete di tali richieste, con il Patrocinio della Amministrazione comunale, al fine di onorare la memoria dei caduti di cui sopra, indice un concorso di idee per la possibile realizzazione di un monumento da collocarsi in una piazza centrale della città.

Art. 2 Tema del concorso
Il tema specifico da ideare è il seguente: Memoria e Onore alle vittime della guerra e della violenza.

Art. 3 Oggetto dell’elaborato
I partecipanti dovranno provvedere alla elaborazione grafica del bozzetto di un monumento. Tale elaborato, unitamente alla domanda di partecipazione redatta secondo lo schema allegato al presente bando, dovrà pervenire alla sede del Centro Ricerche di storia e arte Bitonto, via Santi Medici 7, 70032 Bitonto, entro il 30 settembre 2018. Il presente bando è pubblicato sul sito del Centro Ricerche: www.centroricerchebitonto.com e su altri canali di informazione. I lavori o tramite raccomandata o per via diretta dovranno pervenire presso la sede del Centro Ricerche improrogabilmente tra il 15 e il 30 settembre 2018.

Art. 4 Caratteristiche
La scelta dei materiali da indicare per la realizzazione del monumento e le dimensioni sono lasciate alla libera interpretazione del concorrente, purché compatibili con l’ambiente circostante e fortemente legati alla tradizione locale.

L’elaborato potrà essere realizzato con qualsiasi tecnica artistica e su supporto grafico tradizionale nelle dimensioni massime di 60X80 cm.

Art. 5 Requisiti
Possono partecipare al concorso quanti, artisti, ingegneri, architetti, studenti dell’Accademia, ecc., ritengono opportuno cimentarsi in questo ambito.

Art. 6 Valutazione
Gli elaborati pervenuti presso la sede del Centro Ricerche entro il termine previsto dall’art.3, corredati da una scheda sintetica che descriva l’opera, saranno sottoposti al giudizio di una apposita giuria composta da:
IL Presidente e due rappresentanti del Centro Ricerche Il Sindaco del Comune di Bitonto
L’assessore ai beni culturali del Comune di Bitonto La Direttrice della Galleria nazionale De Vanna Uno storico dell’Arte.
La giuria si riunirà entro il 10 ottobre.
La giuria in mancanza dei requisiti qualitativi minimi degli elaborati pervenuti, potrà riservarsi di non assegnare il premio.

Art. 7 Premiazione
Per la realizzazione dell’elaborato, Il Centro Ricerche fissa la somma di € 1.500,00 per il vincitore. Il Centro Ricerche si riserva di assegnare un ulteriore premio di minore consistenza a seguito della votazione eseguita dai visitatori alla Mostra degli elaborati che sarà tenuta nel mese di novembre presso la Galleria Nazionale “De Vanna”.
Nel prossimo numero della rivista Studi Bitontini (n. 105) sarà riservata apposita sezione agli elaborati pervenuti.

Art. 8 Informazioni
Per ogni informazione e delucidazione rivolgersi a:
- Referente del concorso arch. Antonio Stellacci(toninostellacci@libero.it)
- segreteria del Centro ricerche(info@centroricerchebitonto.com)
- presidenza del Centro Ricerche(stemilillo@gmail.com)
- la presidenza di questo CentroRicerche.

Bitonto, 13 giugno 2018





Via Santi Medici n. 7 – 70032 Bitonto (BA) – Italy - C. P. 143
Tel/ fax 0803745206 – tel. 0803520327 – c/c postale n. 15922701
www.centroricerchebitonto.com e-mail: info@centroricerchebitonto.com
Cod. Fisc. e P. Iva 80014160727

mercoledì 4 luglio 2018

Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo


"Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo" è il titolo della mostra fotografica e performance dell'artista Mina D'Elia, con inaugurazione martedì 10 luglio h 20 presso piazza Aldo Moro a Villa Baldassarri (LE)

L’evento rientra nel programma "Art Performing Festival”, ideato e curato dal critico d'arte Gianni Nappa, quest’anno, alla sua terza edizione e spostandosi da Napoli nel Salento, con tappe a Galatina, Lecce, Minervino, Matino, Porto Badisco e Villa Baldassarri.
Un progetto di arte relazionale e pubblica che vede come attori particolari, gli abitanti del luogo, il risultato di un "laboratorio esperienziale" iniziato dall'artista nella primavera del 2017 e che si concluderà per strada, là dove è iniziato!
Eleggendo a proprio campo di indagine e d'azione la periferia estrema e oramai a rischio estinzione, l'artista la trasforma in un contenitore culturale ed artistico, coinvolgendo gli abitanti in un’azione condivisa.
L'intento è dar voce, in maniera reale e simbolica, ad una realtà rimasta rurale ma depositaria di memoria storica e di quel un grande senso dell'ironia che ben racconta il legame salvifico con la natura.
Consapevole della linea di confine che separa il quotidiano dalle contaminazioni dei linguaggi e delle esperienze, Mina D'Elia ha utilizzato la strada come set fotografico per poi tappezzarla di ritratti degli abitanti del paese con in mano un soffione, fiore simbolo di infanzia e di innocenza, di rinascita e libertà, di gioco e leggerezza, facendo delle strade del paese una galleria a cieloaperto.
Una performance collettiva nella piazza concluderà il progetto.
La mostra fotografica e il video della performance saranno fruibili dal 10 luglio al 16 settembre per le strade di Villa Baldassarri.
L'evento sarà presentato dal curatore e critico d'arte Gianni Nappa.

Inaugurazione: martedì 10 luglio ore 20
INGRESSO LIBERO

CHI GETTA SEMI AL VENTO FARA' FIORIRE IL CIELO
(I. Trisoldi)

Mostra fotografica e atto performativo di Mina D’Elia
10luglio-16 settembre 2018 
Villa Baldassarri (Lecce)

INFO: 
+39 347 608 7815 
mina.delia.mina@gmail.com

martedì 3 luglio 2018

My Work Tells My Story. Mi racconto in un'opera #4: Maria Adele Del Vecchio



dirartecontemporanea2.0 Gallery
MY WORK TELLS MY STORY
Mi racconto in un’opera

d2.0-box
Maggio/Ottobre 2018
#4

In questo ultimo incontro del 7 di Luglio alle ore 20:00, prima della pausa estiva per poi riprendere il 15 di Settembre, Enzo Battarra incontra MARIA ADELE DEL VECCHIO per il quarto appuntamentodel progetto My Work Tells My Story. Sarà un piccolo e prezioso lavoro del ciclo o momento degli specchi ( Mirrors ) a fornire gli inputs all’incontro; un lavoro che l’artista così descriveva a Giulia Scuro in un’intervista/articolo su Racna Magazine ( 28 Marzo 2015 ): - “Uno dei miei ultimi lavori è di presentare degli specchi dai quali ho grattato l’argento sul retro per restituire loro la trasparenza. In questo modo guardarsi allo specchio diviene un modo per guardare attraverso lo specchio, oltre di esso. Il mio rapporto con lo specchio, e con la possibilità di affermare o meno ciò che si è, parte dall’assertività apparente di quel tipo di supporto per cui io mi rifletto e posso pensare: Io sono e quel che vedo è vero. In realtà lo specchio è anche misterioso, è la finestra su qualcosa che è comunque ancora arbitrario chiamare realtà e inoltre si tratta di una replica in movimento, una replica dello sparire più che dell’apparire della realtà”.

Breve nota biografica:
Maria Adele Del Vecchio (1976, Caserta), vive e lavora a Roma.
L'opera di Maria Adele Del Vecchio è eterogenea, così come i temi che affronta, dalla politica alla storia, dalla letteratura alla sociologia, ma tutti legati da un principio comune: superare la tendenza all'ipnosi di massa, cancellare quelle automazioni che alterano il comportamento dell'essere umano. Tutta la sua ricerca fa riferimento a un approccio specifico che implica il desiderio di restituire un rinnovato carattere di essenzialità alla contemplazione estetica: l'idea è di lavorare sulle relazioni, le "corrispondenze emozionali" che nascono dalla quotidiana esperienza, dal contatto diretto con oggetti che diventano essi stessi opere, nel tentativo di formulare un nuovo linguaggio che contribuisca alla crescita della consapevolezza di sé e dell'altro nello spazio. Ha frequentato nel 2005/06 la Staedelschule di Francoforte, e nel 2003 la Fondazione Antonio Ratti di Como. Gallerie di riferimento: Tiziana Di Caro, Napoli. Supportico Lopez, Berlino.

Personali:"Whitin rather than above", Gallerie Tiziana Di Caro, Napoli, 2015; "Tonite let's all make love in London", Supportico Lopez, Berlino, 2014; "Qui sembra ancora possibile", a cura di Maria Rosa Sossai, Parco del Pineto, Rome, 2011; "No end is limited", a cura di Stefania Palumbo, Galleria Enrico Fornello, Prato, 2008.

Collettive: "Per_formare una collezione: The Show Must Go_ON", a cura di Andrea Viliani, Museo Madre, Napoli, 2017, "Made in Naples", Collezione Agovino, Banca Widiba, Polo dello Shipping, Napoli, 2017; "Par tibi, Roma, nihil" organizzata dalla Nomas Foundation, Stadio Palatino, Roma, 2016, Pane Per Poveri, Teatro Marinoni, Venezia, 2015; "Journey to the end of the word", curata da Antonello Tolve, Galleria Tiziana Di Caro, Salerno, 2014; "Se il dubbio nello spazio è dello spazio", curata da Maria Adele Del Vecchio e Nemanja Cvijanovic, Museo MACRO, Roma 2014. "Die Dritte Dimension", Frutta Gallery, Roma, 2013; "Door to Door", curata da Maura Picciau, city centre, Salerno, 2012; "Badtime Stories Badtime Stories", Supportico Lopez, Berlino, 2011; "Classroom #1", curata da Salvatore Lacagnina, Museo MADRE, Napoli, 2008; "Sistema Binario", curata da Adriana Rispoli e Eugenio Viola, Stazione di Mergellina, Napoli, 2008; "A long time ago, last night", curata da Francesca Boenzi, Galerjia Kortil, Rijeka, Croazia, 2008. "Falansterio", Supportico Lopez, Napoli, 2006. "Luogo/non-luogo = nuovo luogo", visiting professor Richard Nonas, Fondazione Antonio Ratti, Como, 2003. Par tibi, Roma, nihil organizzata da Nomas Foundation (2016), Museo Mandralisca in Cefalù (2015), Quartiere Intelligente, Naples (2014); MACRO, Rome; Pan, Napoli (2014), Napoli, Parco del Pineto, Roma (2011), Project Room Museo MADRE, (2008)

"My Work Tells My Story", ovvero "Mi racconto in un'opera", è un ciclo di sette incontri con altrettante protagoniste della scena artistica nazionale e internazionale che hanno scelto di vivere nel vulcanico territorio campano. Un sabato, un'artista, un'opera. Il d2.0-box, lo spazio fisico della dirartecontemporanea2.0Gallery di Caserta, ospiterà in sette appuntamenti un'unica opera, una pièce unique, e sarà il critico d'arte Enzo Battarra a incontrare di volta in volta l'artista, in un dialogo che sarà soprattutto il racconto di sé, la propria storia, la favola realizzata di un attraversamento del mondo dell'arte. Le sette artiste sono Marisa Albanese, Chiara Coccorese, Maria Adele Del Vecchio, Raffaela Mariniello, Daniela Morante, Gloria Pastore e Rosy Rox.

Sarà un viaggio all'interno dei linguaggi artistici femminili in sette tappe, in sette stazioni. E il tutto avverrà nella città della Reggia, all'ombra del monumento vanvitelliano, che è un simbolo e un'icona della potenza espressiva napoletana e campana in genere, della fertile creatività meridionale. Le sette donne, dinanzi all'opera che avranno scelto per meglio rappresentare la loro vita artistica, saranno sette regine che narreranno la loro storia personale in un'intervista-confessione al critico Enzo Battarra, spesso loro compagno di strada fin dagli inizi del percorso. Ne nascerà un resoconto sui movimenti artistici, sugli obiettivi raggiunti e sulle aspirazioni della ricerca visiva in Campania, visti e interpretati dalla parte delle donne. Le date e gli orari: Chiara Coccorese il 26 maggio ore 19:30, Daniela Morante il 9 giugno ore 20:00, Gloria Pastore il 23 giugno ore 20:00, Maria Adele Del Vecchio il 7 luglio ore 20:00, Marisa Albanese il 15 settembre ore 20:00, Rosy Rox il 29 settembre ore 19:30 e Raffaela Mariniello il 13 ottobre ore 19:30.

d2.0-box-Via Tommaso Campanella, Caserta-Fraz. San Clemente
333-44 61479 - dirarted20@gmail.com - www.dirartecontemporanea.eu
Per raggiungerci: