martedì 22 maggio 2018

Katarina Janeckova. Chi cerca trova


LaRichter Fine Art ospita la prima mostra personale in galleria dell’artista slovacca Katarina Janeckova.

Dopo aver partecipato alla collettiva COM surrogate (5 dicembre 2017 – 31 gennaio 2018) l’artista presenta la sua ultima serie di lavori. Slovacca di nascita e texana per amore, nel 2013, dopo il Master in pittura, si trasferisce negli States con il suo futuro marito.

Katarina Janeckovasi è guadagnata in breve tempo una posizione distinta tra i migliori talenti della sua generazione,è riuscita nella sua impresa non solo grazie alla sua pittura figurativa tipicamente rilassata, caratterizzata da espressività emotiva, ma soprattutto grazie all'onestà con cui interpreta le sue esperienze quotidiane non convenzionali. Documenta la sua vita a tal punto che le sue opere possono essere percepite quasi come le voci di un diario. I suoi dipinti raccontano la cultura texana, fatta di pescatori locali di un piccolo paese, il suo cortile, le tonnellate di piatti nel lavandino, lavoratori che costruiscono case intorno, il giardino, il deserto, i serpenti, i cowboy, le cowgirl e ovviamente suo marito.

«Chi cerca trova - afferma l’artista - è stata la prima frase che ho imparato in italiano. Mio padre, scomparso sette anni fa, mi ha insegnato questa frase prima del mio primo viaggio in Italia, quando avevo dodici anni, e non l'ho mai dimenticata. Da allora l'ho usata nella mia vita. Appena trasferita in Texas mi ci è voluto un po’ per smettere di compatirmi e rendermi conto che vivere qui può essere un’opportunità per guardare la vita in modo diverso. Ogni giorno di più i soggetti che dipingo diventavano una ricca fonte di divertimento, ispirazione, e infine ammirazione, finchè ho capito di aver trovato quello che stavo cercando».

Ma Katarina Janeckovanon si affida interamente alla realtà esterna, uguale, se non maggiore, è l'attenzione rivolta al suo mondo interiore. Questa fusione di eventi, sentimenti e pensieri soggettivi particolari, crea il raro tipo d’intensità che si irradia dal suo lavoro. È davvero impossibile separare la fantasia dalla realtà, poiché la prima si fonde costantemente con quest'ultima e viceversa. Sebbene spesso basata sulla sua esperienza personale, l'approccio dell'artista non è esclusivamente documentario in modo descrittivo. La sua capacità di esprimersi attraverso simboli ampiamente riconosciuti e facilmente riciclabili spesso conferisce alle sue scene un aspetto allegorico che sposa il razionale con la sensualità, la castità con il desiderio subconscio irrefrenabile, il convenzionale con un comportamento sessuale provocatorio.


Katarina Janeckova (Bratislava 1988). Diplomata all’accademia di belle Arti di Bratislava, si è ben guadagnata una posizione distinta tra i migliori talenti della sua generazione. Lei è riuscita in questa impresa non solo dovuta per la sua pittura caratteristicamente rilassata e marcata da espressività emozionali ma specialmente grazie all’onestà con la quale lei ritrae le sue esperienze non convenzionali. Questa fusione di particolari esperienze, eventi, sentimenti e pensieri rendono una speciale luce ed energia nel suo lavoro. Katarina Janeckova documenta la sua vita a tal punto che le sue rispettive opere possono essere percepite quasi come voci di diario. Comunque lei non si affida interamente alla realtà esterna, ma uguale, se non maggiore, l'attenzione è rivolta sempre al suo mondo interiore.

Tra i principali progetti espositivi si segnala: No pain No gain, Flatgallery (Bratislava 2013), So Many Fish, So Little Time, SOGA, (Bratislava 2014), Bears, Catastrophes and other everyday events, NOVA Galerie, (Praga 2015), SALMON LOVERS, Galerie Wolfsen, (Aalborg 2015), How To Make a Bear Fall in Love, Studio D'Arte Raffaelli, (Trento 2016).

Premi: Painting of the Year 2012, VUB Foundation Award, 3rd. place 2012
2nd place at Gruppo Euromobil Award / Premio Under 30, Arte Fiera Bologna 2017
2017, mostra collettiva, ComSurrogate, galleria Richter Fine Art.
2018 Untitled Art Fair, San Francisco, rappresentata dalla Allouche Gallery.
2018 mostra collettiva, Redness, the Copper house gallery Dublin, Ireland.



Nell’ambito della stessa sera siamo lieti di annunciare l’inaugurazione congiunta con:

z2o Sara Zanin Gallery | Gabriel Hartley
6 Giugno > 31 Luglio 2018

Vademecum:
Titolo: Chi cerca trova
Artisti:Katarina Janeckova
galleria Richter Fine Art, vicolo del Curato, 3 – Roma
Durata mostra: dal 6 giugno al 21 luglio
Orari: da giovedì 7 giugno a venerdì 21 luglio dalle 13.00 alle 19.00 dal martedì al sabato

Sito internet: www.galleriarichter.com
Email:tommaso.richter.85@gmail.com
Fb account: Galleria Richter Fine Art

Ufficio Stampa:
Chiara Ciucci Giuliani mob. +39 3929173661
email: chiaracgiuliani@gmail.com

lunedì 21 maggio 2018

Farid Rahimi | Empty Walls


Empty Walls è il titolo della mostra personale di Farid Rahimi alla Galleria Marcolini e include una serie di quadri e lavori su carta che l’artista ha realizzato dal 2014 a oggi: un’indagine sulle potenzialità della spazialità in pittura, basata su un’improvvisazione controllata e sulla ripetizione di un unico soggetto, che può diventare, in alcuni casi, sfuggente e impalpabile.

Il tema o motivo al centro del lavoro, ripetuto e variato incessantemente, è dunque un angolo formato da due pareti, “una lieve depressione”, per usare una definizione dell’artista, che può suggerire un’ipotesi di spazio quando non proprio la presenza a vere e proprie stanze: un’immagine scarna, essenziale, mai troppo definita e definitiva.

Ogni dipinto sembra il risultato di un incontro (o di un combattimento) tra forze contrastanti: una più assertiva definisce la possibilità di un ambiente; un’altra complica e frammenta la rappresentazione, manifestandosi attraverso tremolii, cancellature, esitazioni e pentimenti.
Così può accadere che la disposizione di alcuni elementi (per lo più aperture, porte e finestre) sovvertano l’essenziale costruzione prospettica che organizza l’immagine, sfuggendo all’organicità della visione; che l’immagine della parete si moltiplichi dando vita a un’atmosfera densa, cioè a complesse sovrapposizioni e stratificazioni capaci di contaminarsi a vicenda; che l’angolo sia coperto da linee e campiture che ne cancellano la presenza; che l’angolo sia un centro energetico e non uno spazio concreto; che la stanza si apra su un paesaggio potenzialmente sconfinato (una porzione di azzurro) o si chiuda in rettangoli neri che fanno retrocedere lo sguardo verso il primo piano; che alcune campiture o forme irriconducibili al reale si dispongano su un piano “di superficie” attenuando la profondità dello spazio pittorico; che tratti e pennellate “asignificanti e di sensazione” (Deleuze) facciano virare alcuni dipinti verso l’astrazione. Empty Walls include anche una serie di foto recenti (immagini che risultano dalla sovrapposizione di centinaia di scatti allo stesso paesaggio da punti di vista leggermente diversi) che fa da contrappunto al lavoro pittorico e anche, idealmente, ai video/film degli esordi, basati sul tentativo di appropriarsi di un paesaggio attraverso uno sguardo multiplo, movimentato, vibratile, incerto: “più l’immagine è imperfetta”, ha affermato l’artista in un’intervista di qualche anno fa, “più rispecchia la sua naturale predisposizione ad apparire e a rivelarsi.”



Farid Rahimi è nato a Losanna nel 1974 e vive a Milano.
Attraverso l'utilizzo di differenti media, dal video alla pittura, dal disegno alla fotografia, la sua ricerca esprime un costante interesse verso il paesaggio come luogo mentale di sperimentazione. Il tentativo di compiere esperimenti così come la sospensione durante la contemplazione di un’immagine sono elementi che spesso ritornano in quadri, disegni, video e suoni. Ogni singola opera, infatti, potrebbe essere il tentativo di mettere a fuoco un paesaggio, di fissarne un dettaglio: naturale, urbano, emotivo. Farid Rahimi ha tenuto mostre personali in gallerie come Studio Guenzani (Milano, 2006), Zero…, (Milano, 2007), Fabio Tiboni (Bologna, 2009) e spazi indipendenti come MARS (Milano, 2011) e CLER (Milano, 2018). Ha partecipato a numerose collettive in Italia e all’estero. Nel 2005 ha curato l’edizione italiana del libro “Bruce Nauman. Inventa e muori”, ed. A+M Bookstore e Gian Enzo Sperone.


Empty Walls. Farid Rahimi
curated by Davide Ferri
25 May 2018 – 06 October 2018


Galleria Marcolini
Via Francesco Marcolini 25/A,
47121 Forlì, Italia
+39 388 3711896

Info:

Martedì e mercoledì dalle 16.00 alle 19.30
Venerdì e sabato dalle 11 alle 19.30

Charles March. Fotografie 1980-2017


La Galleria del Cembalo ospita per la prima volta in Italia un’importante selezione di opere di Charles March, Duca di Richmond, patron del percorso automobilistico di Goodwood, personalità di fascino internazionale ma, soprattutto, fotografo di straordinaria inventiva, dal virtuosismo della fotografia pubblicitaria alla più recente e originale ricerca d’autore, come raccontano le 90 fotografie in mostra, molte inedite e di grande formato, divise in due sezioni speculari per rigore formale e qualità.


Fotografie 1980-2017
Opere di Charles March

Charles March nasce nel 1955 e a 12 anni si avvicina alla fotografia. Ad attrarre il suo obiettivo è la bellezza della tenuta di famiglia, tra boschi, campi e alberi secolari. Spirito indipendente, a 16 anni March lascia il college di Eton – “non ci piacevamo a vicenda”, commenta – e, grazie a un incontro fortuito con il regista Stanley Kubrick, partecipa alla realizzazione di uno dei suoi capolavori, Barry Lyndon. La fotografia, che March utilizza per documentare le possibili ambientazioni del film, paesaggi, dimore, oggetti, diventa il mezzo di espressione ideale. Dinamica, libera, quasi un’autobiografia. Tanto che Charles, diciottenne, si ritrova in Africa per quasi un anno, a fianco di un’organizzazione umanitaria. Il ritorno a casa è segnato dalla scelta di una nuova vita, professione fotografo, e un diverso cognome, Charles Settrington, firma che presto diventa familiare nelle più famose agenzie pubblicitarie, per le quali il fotografo realizza campagne di notevole successo e complessità tecnica, presentate per la prima volta nella mostra romana come “opere originali”, testimonianze di un’epoca e di un fare fotografia ineguagliabile. Omaggio al tema della natura morta, l’immagine Shadows, realizzata per Osborne & Little, viene inserita nella mostra del Centre Pompidou dedicata alle migliori cento immagini pubblicitarie dal 1930 al 1990. Tra i molti premi, Charles Settrington ha ricevuto la medaglia d’argento dell’Association of Fashion and Advertising Photographers, il più alto riconoscimento della stampa britannica. Ma, verso la fine degli anni ’90, lo spirito di elegantissima ribellione torna a farsi sentire e, in parallelo alle nuove responsabilità di famiglia e al lancio del circuito automobilistico di Goodwood, Charles March, lasciata la fotografia pubblicitaria, ritrova la piena libertà espressiva in una ricerca d’autore che unisce le passioni di sempre: originalità, individualità, velocità. Non più banco ottico e messa a fuoco perfetta, non più art director e clienti ma, al loro posto, l’incredibile energia della natura, la sua ricchezza cromatica, la sua riverberante empatia. Charles March ritrova lo stupore di fronte alla natura che circonda la sua meravigliosa residenza nel Sussex e, grazie alla nuova tecnologia digitale, si immerge nel flusso vitale del paesaggio. A guidarlo, due tradizioni pittoriche lontanissime tra loro, la scuola inglese di acquarello e il Manifesto Futurista di Filippo Marinetti: la grazia settecentesca, come un pennello che dipinge la tela, e il dinamismo del Novecento, che coglie il ritmo fluido della modernità.

La mostra presenta una selezione di opere “in movimento”, tratte dalle principali serie, anzitutto Nature Translated, del 2012, punto di svolta dalla precisione delle nature morte degli anni ’90 a una nuova scioltezza fisica ed emotiva, quindi Abstract & Intentional, Seascape, e l’inedito omaggio all’isola scozzese di Jura, nelle Ebridi, già amata da George Orwell per la forza e l’intensità dei paesaggi tra terra, cielo e acqua. Per l’occasione verrà presentato un volume, edito da Distanz, a quattro mani, dialogo tra le fotografie di Charles March e i versi del poeta scozzese Ken Cockburn, invitato personalmente per questo progetto. Le opere di Charles March sono state esposte a San Pietroburgo, al Palazzo di Marmo, a Mosca, in occasione della Biennale di Fotografia, a Londra, presso la Somerset House e la Hamilton’s Gallery, e a New York, presso la Galleria Venus over Manhattan.

La mostra è organizzata in collaborazione con Leica


Charles March
Fotografie 1980-2017


apertura al pubblico dal 25 maggio al 30 giugno 2018
inaugurazione giovedì 24 maggio - ore 18.30

Galleria del Cembalo
Palazzo Borghese
Largo della Fontanella di Borghese, 19 - Roma
Tel. 06 83796619

ORARIO
dal mercoledì al venerdì: 15.30 - 19.00
sabato: 11.00 - 19.00
oppure su appuntamento

pubblica: 

venerdì 18 maggio 2018

A Lecce apre Antica Saliera, Studio | Gallery | Ipogeo


Gina Affinito è lieta di presentare il nuovo studio/gallery sito nel centro storico di Lecce.
Si inaugura sabato 19 maggio 2018 ore 19.00

ANTICA SALIERA
Studio | Gallery | Ipogeo

La storia
Camminando per le vie del centro storico di Lecce è possibile udire lo scroscio dell’acqua vicino i tombini. E’ il fiume Idume he attraversa silenziosamente tutta la città e, nei sotterranei di alcuni palazzi storici è possibile osservarne la falda acquifera. In passato venne utilizzato come vasca di abluzione da comunità ebree; il passaggio di questi culti è testimoniato dalla presenza di alcune iscrizioni in ebraico, poste sui muri dei sotterranei.
Secondo alcune leggende, il fiume Idume sarebbe magico, sacro alle ninfe, abitato da spiriti fanciulleschi che spesso sarebbero stati uditi. Allegre risate sarebbero giunte proprio dai numerosi pozzi presenti in città, che attingono dalle acque del fiume.

Antica Saliera
Studio | Gallery | Ipogeo
In Via degli Antoglietta, nel cinquecentesco centro storico di Lecce, sorge un edificio risalente all’anno 1200: parte di un convento annesso al complesso dei Gesuiti, con pianta quadrangolare a corte.
Vi si accede dalla Piazzetta Longobardi, nei pressi del Corso Vittorio Emanuele, un tempo chiamata “Piazzetta del sale” poiché qui vi si lavorava.
Con un attento intervento di recupero conservativo oggi parte della struttura è lo studio della curatrice Gina Affinito ed ospita lo spazio “Antica Saliera”, fruibile come galleria dedicata a mostre personali e collettive, sala polivalente per presentazioni, conferenze o riunioni, saletta per corsi, shooting fotografici ed eventi culturali in genere.
Nei sotterranei dell’edificio è stata rinvenuta una sala ipogea di interesse storico e antropologico; riportata alla luce ospita una galleria per opere scultoree e ceramiche.

Lo spazio “Antica Saliera” si sviluppa su tre livelli:
piano interrato: sala ipogeo
piano terra: galleria e sala polivalente
primo piano: galleria e sala per corsi

La prima esposizione di opere d’arte, in occasione dell’apertura, è dedicata ai Maestri

Lucio Calogiuri
Daniele Dell’ Angelo Custode

Giovanni Mangia
Maurizio Muscettola
Pablo Peron


Saranno in esposizione, inoltre, le opere di
Domenico Ruccia
e l’installazione site specific di
Mina D’Elia

Ospiti:
Maria Altomare Agostinacchio, giornalista e critico d'arte
Katia Olivieri, curatore darte
Teresa Stacca, storico dell’arte
Massimiliano Cesari, storico dell’arte

L’esposizione è fruibile fino al 17 giugno nei gg: martedì/giovedì/sabato/domenica, ore 11.00 < 19.00.
Gli altri giorni su appuntamento.

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INGRESSO LIBERO
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Via degli Antoglietta 11/A - Lecce
antica.saliera@gmail.com
327 346 3882

giovedì 17 maggio 2018

Leonardo da Vinci dall’Antico al Moderno

Giancarlo Marcali - Do not belong - 2018 - 70 X 300 cm - installazione, spilli e pvc


Artemilo1941&Consulting e Frattura Scomposta 
presentano la prima tappa museale del tour:

Leonardo da Vinci dall’Antico al Moderno
Scuderie del Castello di Vigevano

18 Maggio – 24 Giugno 2018
inaugurazione 18 Maggio ore 19
alla presenza delle autorità e degli artisti partecipanti

a cura di Professore Gian Ruggero Manzoni

L’intero “percorso emozionale” è affidato a 12 artisti:

Franco Anselmi, David Bacter, Dario Brevi, Massimo Caccia, Renato Chiesa, Giuseppe Ciracì, Maurizio Gabbana, Loredana Galante, Milo Lombardo, Giancarlo Marcali, Valentinaki, Vania Elettra Tam 


Un’importante rilettura collettiva dell’opera pittorica e tecnica del genio Leonardo Da Vinci. Un progetto organizzato da Artemilo1941&Consulting in collaborazione col magazine d'arte contemporanea Frattura Scomposta. 

L’evento espositivo raccoglierà opere di artisti contemporanei e allestimenti cross-mediali interattivi dedicati all’Ultima Cena.

Alcuni estratti del testo del critico d'arte Gian Ruggero Manzoni, curatore della mostra:

[...] "Universale e irraggiungibile sono forse gli aggettivi più adatti per descrivere il talento quindi l’intelligenza di Leonardo da Vinci, uno degli uomini più interessanti e studiati della storia dell’umanità, artefice di una profonda rivoluzione in campo artistico e scientifico le cui opere pionieristiche continuano ancora oggi a stupirci per la loro attualità e a ispirare creativi e ricercatori in ogni angolo del pianeta." [...]


[...] "L’artista, sia esso pittore, scultore, letterato, musicista, architetto, designer, tramite il suo fare ha inoltre la prerogativa e per lo più la fortuna di non essere inquadrato in schemi rigorosi, né, il suo rendersi libero, può venire analizzato completamente, in quanto il suo agire, come diceva Kant, risulta frutto di spontaneità, autenticità, immediatezza, conditi con quel tanto di mistero, che risultano attributi che nella nostra era di transizione necessitano, a mio modesto avviso, di una applicazione inconfondibilmente originale e scevra da imposizioni o da futili forzature provocatorie (infatti cosa può risultare “scandaloso” in un sistema sociale in cui qualsiasi “trasgressione” ormai pare legittimata?)." [...] 



Enti patrocinatori:
MIBACT - Regione Lombardia - Comune di Vigevano - Provincia di Pavia - 2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale – Io sostengo Matera 2019 – Ambasciata della Repubblica di Lettonia - 100 Anni dell’Indipendenza della Lettonia - Rete cultura Vigevano – Museo della Leonardiana – InfoPoint Lombardia.

Partner Ufficiali:
Effepierre Multiservizi Srl , OmLog The Art of Logistics, Rivista Ozero komo Журнал “Озеро Комо”, Arte Capitall, Clasci Viaggi, Michelangelo Fotografo, Outartlet Gallery, 900, Lhub Creative Source, Studio Grafico Sonia Balzan, The International Propeller Clubs Milano, Associazione Italia - Hong Kong, Museu a Cèu Aberto.



INFO:
Leonardo da Vinci dall’Antico al Moderno
a cura di Gian Ruggero Manzoni

artisti: Dario Brevi, David Bacter, Franco Anselmi, Giancarlo Marcali, Giuseppe Ciracì, Loredana Galante, Massimo Caccia, Maurizio Gabbana, Milo Lombardo, Renato Chiesa, Valentinaki, Vania Elettra Tam

Scuderie del Castello
Piazza Ducale 20 – Vigevano
18 Maggio – 24 Giugno 2018

Inaugurazione 18 Maggio 2018 ore 19:00

Ingresso libero

dal martedì al venerdì: Mattino 9.30 – 13.00 / Pomeriggio 14.30 – 17.00 
sabato e domenica: Mattino 9.30 – 13.30 / Pomeriggio 14.00 – 18.00

Infopoint Vigevano
tel. 0381691636
Infopointcastello@comune.vigevano.pv.it

Artemilo1941&Consulting Association
Presidente Valerio Lombardo
Tel. 3385933641 artemilo1941@gmail.com

Frattura Scomposta contemporary art magazine
Direttore ed editore Sergio Curtacci
www.fratturascomposta.it
info@fratturascomposta.it

Emmanuele De Ruvo. Metha-Phora, dal fisico al morale

sedie in equilibrio, 2018 



Montoro12 Contemporary Art, è lieta di presentare la seconda mostra personale in galleria di Emmanuele De Ruvo dal titolo Metha-Phora, dal fisico al morale.

Le opere ideate e progettate per questa mostra sono unite da un unico filo conduttore: la metafora.
Le leggi fisiche che regolano il funzionamento delle opere esposte, nell'atto della contemplazione, rimandano a questioni di tipo emotivo e morale. Il processo creativo ed espressivo delle opere, consiste nel basare una similitudine sottintesa, un rapporto analogico, per cui delle forze fisiche sono usate per esprimere un concetto, o rapportare la materia alle condizioni morali, *in-materia* di esseri umani. Ad esempio, attraverso il riposizionare un oggetto in una nuova condizione di equilibrio si può parlare, a chi si trova difronte all'opera, di come rimanere in piedi nell'affrontare la vita. L'uomo è così al centro di ogni opera esposta, ed ogni opera esposta è concepita in funzione dell'uomo, per le sue virtù, le sue miserie, per le sue gioie e le sue angosce, sfogliando il catalogo delle emozioni umane. La metafora, che si addice maggiormente al linguaggio di tipo scritto e orale, diventa di tipo materico o fisico per l'appunto, ma includendo nel significato anche la sua accezione puramente scientifica. Le condizioni delle opere, perlopiù statiche, rappresentano azioni o decisioni che l'uomo deve prendere o affrontare. L'intento è quello di scatenare nel fruitore una reazione di tipopercettivo che, passando per l'organismo e dilatandosi ai sensi, genera pensiero. È quest'ultimo il vero protagonista della mostra, ossia il transfert fra l'opera e il fruitore (meta-phora/ trasferimento).

La mostra vedrà esposti lavori per la maggior parte inediti.

Emmanuele De Ruvo si è diplomato dall’Accademia di Belle Arti di Napoli con lode ed ha esibito estensivamente sia in Italia che all’estero. I suoi lavori sono entrati a far parte di importanti collezioni in Europa tra le quali troviamo il Museo MUSMA di Matera, la Fondazione San Gennaro, la Fondazione Irene Brin, Bordighera, così come in moltissime collezioni private internazionali, tra le quali la collezione della Fondazione Otazu in Spagna, la Galila’s collection in Belgio e la collezione Funcke in GermaniNel 2011 è stato selezionato tra i migliori artisti giovani laureati nelle Accademia d'Arte Italiana tra il 2000 e 2010, per partecipare alla 54° Biennale di Venezia. Nel 2012 ha vinto il Premio Internazionale della Scultura Mastroianni ed ha esposto i suoi lavori in una mostra personale presso il Museo della Scultura Contemporanea di Matera. Nel 2013 è stato tra gli undici artisti selezionati per il premio “Un lavoro per il castello” presso il Museo Castel Sant’Elmo di Napoli. Nel Gennaio 2014 ha vinto il premio Euromobil per l’opera d’arte più votata dai visitatori di Artefera a Bologna, dove i suoi lavori sono stati esposti presso lo stand della galleria Montoro12 Contemporary Art. Nel 2016 le sue opere sono state selezionate per esser esposte nella mostra “Ist das Universum noch bei Trost?” presso la KunstVoll, Neu-Isenburg, in Germania. 

Emmanuele De Ruvo
Metha-Phora, dal fisico al morale
Inaugurazione: martedì 22 maggio 2018, 18.00-20.30 
22 maggio 2018 – 23 giugno 2018

Via di Montoro, 12 - 00186 Roma
Mobile +39 392 9578974

Rue de la Regence, 67 1000 Brussels info@montoro12.it


FRZ | Transparent Revolution | Solo show


FRZ | Transparent Revolution, evento organizzato in collaborazione con Memorie Urbane e Street Art Place, è la prima mostra personale in Europa dello stencil artist Iraniano FRZ . Già nel 2016 lo staff di Memorie Urbane ha portato l’artista in Italia riuscendo a convincere il consolato italiano a Teheran a rilasciare il visto. Le sue opere, infatti, sono visibili nelle strade di Gaeta, Valmontone, Roma, Napoli e Milano. Nel 2018, le opere di FRZ tornano in Italia con questa mostra antologica "Transparent Revolution" . In questa occasione saranno esposte opere ( su tela, legno, plexiglass e carta ) che ripropongono i suoi lavori più famosi realizzati in Iran.

Come manifesto della mostra il curatore, Davide Rossillo, ha scelto l’opera Chelisa, che vede Che Guevara a braccetto con la Monna Lisa di Leonardo da Vinci.

Numerose poi le opere sull'Iran ed in particolare quelle realizzate attraverso le trasparenze del vetro e del plexiglass. Per l’occasione, inoltre, verrà proiettato un video realizzato dallo staff di Memorie Urbane, con la testimonianza di FRZ, che, attraverso il lavoro dell'artista, denuncia la profonda crisi interna della società iraniana. Transparent Revolution raccoglie , infatti, molte delle opere censurate in Iran in quanto ritenute illegali. Purtroppo, per problematiche legate al terrorismo che impediscono agli iraniani di uscire dal loro paese ed ottenere un visto per una nazione occidentale, FRZ non potrà essere presente all'evento.

dMake, studio interdisciplinare di architettura arte e design, situato nello storico rione di Monti, ospita, in collaborazione con Memorie urbane e Street Art Place, la prima personale in Europa dello stencil artist Iraniano FRZ . Già nel 2016 lo staff di Memorie Urbane, che per la prima volta è riuscito a strappare un visto al consolato italiano a Teheran, è riuscito a portare l’artista in Italia. Le sue opere, infatti, sono visibili nelle strade di Gaeta, Valmontone, Roma, Napoli e Milano. Nel 2018, le opere di FRZ tornano in Italia con questa mostra antologica " Transparent Revolution " . In questa occasione saranno esposte opere ( su tela, legno, plexiglass e carta ) che ripropongono i suoi lavori più famosi realizzati in Iran. Come manifesto della mostra il curatore, Davide Rossillo, ha scelto l’opera Chelisa, che vede Che Guevara a braccetto con la Monna Lisa di Leonardo da Vinci. Numerose poi le opere sull'Iran ed in particolare quelle realizzate attraverso le trasparenze del vetro e del plexiglass. Per l’occasione, inoltre, verrà proiettato un video realizzato dallo staff di Memorie Urbane, con la testimonianza di FRZ, che, attraverso il lavoro dell'artista, denuncia la profonda crisi interna della società iraniana. Transparent Revolution raccoglie , infatti, molte delle opere censurate in Iran in quanto ritenute illegali. Purtroppo, per problematiche legate al terrorismo, che impediscono agli iraniani di uscire dal loro paese ed ottenere un visto per una nazione occidentale, FRZ non potrà essere presente all'evento. dMake , inoltre, supporta il progetto REBELARCHITETTE a favore di una architettura equa ed inclusiva. 


FRZ
a cura di Davide Rossillo

via Giovanni Lanza 174 – Roma
dal 12 al 24 maggio 2018

pubblica: