domenica 27 settembre 2015

Dadamaino - Gianni Secomandi. Visivi

Una mostra che fa dello sguardo, della visione e della percezione il punto focale, per ripercorrere il percorso creativo dei due artisti attraverso l'esposizione di piu' di 40 opere.


Aldo Consonni

Dadamaino, Gianni Secomandi: due artisti fuori dal comune, difficilmente ascrivibili a una precisa corrente artistica. Due visionari, sperimentatori, con una straordinaria sensibilità per il fattore percettivo, filosofi del fare arte, rigorosissimi nella ricerca e nel suo progredire. Oggi molto nota e apprezzatissima tanto dalla critica quanto dal mercato lei, ancora tutto da riscoprire nella sua reale portata storico-artistica lui. Due personalità complesse, che con un po’ di coraggio vogliamo affiancare, mettendo in dialogo i loro linguaggi. In dialogo, non a confronto: non intendiamo, infatti, tracciare possibili parallelismi o trovare punti di accordo tra due artisti tanto autonomi, quanto piuttosto lasciare che le loro opere parlino, trovando comuni spunti di riflessione o chiarendo le molte distanze. Visivi è una mostra che fa dello sguardo, della visione e della percezione il punto focale, per ripercorrere il percorso creativo e concettuale di questi due artisti straordinari. In mostra sono esposte più di quaranta opere che ben rappresentano le principali tappe evolutive della produzione dei due artisti, alcune molto rare, in una panoramica esauriente sulla ricerca di entrambi gli artisti.

Cenni biografici

Dadamaino
Emilia Maino nasce a Milano il 2 ottobre 1930, figlia unica di Giovanni Maino ed Erina Saporiti. Negli anni Cinquanta comincia a frequentare il quartiere di Brera, allor vivacissimo, muovendo i primi passi nell’arte. Nel 1956 partecipa alle sue prime mostre, con opere di matrice informale; si fa chiamare Eduarda, ma per tutti è Dada. Fondamentale è l’incontro con Piero Manzoni, che le presenta Lucio Fontana. Dada comincia così a relazionarsi con un’arte diversa da quella da lei conosciuta fino ad allora: una rivelazione che la spingerà a sperimentare nuove tecniche. Nel 1959 espone a una collettiva di donne artiste presso la Galleria Brera: in catalogo viene pubblicata un’opera informale, ma lei espone anche i suoi Volumi, tele con grandi squarci ovoidali. Lo stesso anno si lega al gruppo di Azimuth, instaurando rapporti con alcuni gruppi internazionali d’avanguardia, come i gruppi Zero, Nul e Motus. Nel 1961, in occasione di una mostra in Olanda, decide di firmarsi Dadamaino. Negli anni successivi aderisce al Gruppo Milano 61, con Manzoni, Castellani e Bonalumi (in occasione dell’XII Premio Lissone) e a Nuova Tendenza. Intanto la sua ricerca sulla percezione visiva progredisce dai Volumi ai Volumi a moduli sfasati, agli Oggetti ottico dinamici e, più tardi, alla serie della Ricerca del colore, delle False prospettive e dei Cromorilievi.

Segue poi un periodo legato all’uso del segno, negli anni di maggior coinvolgimento dell’artista nelle contestazioni politiche della fine degli anni Sessanta. Nel 1980 partecipa alla Biennale di Venezia, con una sala personale. Negli anni successivi si succedono mostre in tutto il mondo, l’ultima delle quali è la grande antologica che le dedica il Museo di Bochum nel 2000. L’artista morirà nel 2003, dopo un periodo di malattia.

Secomandi
Gianni Secomandi nasce a Vercurago nel 1926. Si forma all’Accademia Carrara di Bergamo, dove è allievo di Achille Funi, che lo indirizza a una pittura figurativa classica. Alla fine degli anni Cinquanta si avvicina ad altre forme espressive, passando da opere di clima informale a lavori fortemente sperimentali, come la serie degli Oggetti che ribattono la luce, delle Fumate con specchio e degli Oscillogrammi. Il ruolo della materia e l’interesse per il cosmo cominciano a emergere già da queste ricerche, per dichiararsi in modo esplicito visivi.

Inaugurazione 27 settembre ore 18:30

Spazio heart
via Manin 2, angolo via Trezzo, Vimercate
Orari di apertura: venerdì, sabato e domenica 16.00-19.00
ingresso libero


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sabato 26 settembre 2015

Chrischa Venus Oswald. ONE – AN/OTHER




MURATCENTOVENTIDUE ARTECONTEMPORNEA

Chrischa Venus Oswald

ONE – AN/OTHER

La galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea riprende il suo
programma espositivo con “ONE – AN/OTHER”, la prima mostra personale in
Italia di Chrischa Venus Oswald.
Chrischa Venere Oswald è nata in Baviera nel 1984. Ha terminato i suoi
studi di Belle Arti presso l'Università di Arte e Design di Linz (A) nel
2011. Nel 2007 ha ricevuto in Austria il Premio Diesel New Art per la
fotografia, della cui giuria faceva parte Erwin Wurm. Il suo lavoro è
stato esposto e proiettato in varie mostre nazionali e internazionali,
ed è incluso in collezioni private, tra le quali la collezione di video
di Manuel de Santaren.

Sede
Muratcentoventidue-Artecontemporanea
Via G. Murat 122/b – Bari

Inaugurazione
Sabato 10 ottobre 2015, ore 19.30
Periodo
10 ottobre – 30 novembre 2015
Orario di apertura dal martedì al sabato
dalle 17.00 alle 20.00

Info
393.8704029 – 392.5985840
mailto:info@muratcentoventidue.com


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Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere



L’Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere è un progetto a cura di Antonio Ottomanelli / Planar con la collaborazione di IRA-C e Parasite 2.0

Nasce come evoluzione del progetto The Third Island. Un progetto di ricerca documentaria, presentato all’interno della sezione centrale Monditalia - XIV Mostra Internazionale di Architettura - la Biennale di Venezia.

La presentazione del 29 settembre alla Triennale di Milano costituisce il primo momento pubblico di confronto sulle ricerche prodotte dall’Osservatorio. Avrà inizio alle ore 18.00; sarà in forma di tavola rotonda, e divisa in due momenti.

La prima parte prevede l’illustrazione della struttura e dell’attività dell’Osservatorio, relativamente ai temi, ai risultati delle ricerche e della compagna fotografica, svolti durante il suo primo anno di
esercizio.

Saranno presenti i fotografi: Andrea Botto, Gaia Cambiaggi, Martin Errichiello e Filippo Menichetti (PanAut Collective), Marco Introini, Allegra Martin, Maurizio Montagna, Armando Perna, Filippo Romano, Marcello Ruvidotti e Francesco Stelitano.

La seconda parte vede coinvolti numerosi ospiti, provenienti da ambiti disciplinari diversi, invitati a prendere parte a una discussione ampia ed eterogenea sul tema delle Grandi Opere.

Parteciperanno alla Tavola Rotonda (in ordine alfabetico):

Olivo Barbieri - artista, fotografo
Federico Bucci - Prorettore Politecnico di Milano, Polo di Mantova
Pasquale Campanella - artista, Fondazione Wurmkos Onlus
Andrea Cuzzocrea - Presidente Confindustria Reggio Calabria
Rossella Ferorelli - Small - PhD Politecnico di Milano
Marco Ferrari - Prof. IUAV - ISIA Urbino
Giuseppe Frangi - Presidente Associazione Casa Tesori - Direttore di Vita
Vincenzo Matera - Prof. Discipline Demoetnoantropologiche, Bicocca
Fabio Mollo - regista
Paolo Emilio Signorini - Capo Dipartimento per le Infrastrutture i sistemi informativi e statistici, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
Daniele Testi - Direttore Generale Marketing e Comunicazione Gruppo Contship Italia
Jacopo Tondelli - Giornalista, direttore di Gli Stati Generali

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L’Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere si forma in relazione al 50° anniversario dell’avvio dei lavori per il tronco A3 Salerno-Reggio (1965) e il 20° anniversario dell’apertura del porto di Gioia Tauro (1995). Questi anniversari sono movente e campione emblematico per avviare una riflessione relativa alle relazioni tra la presenza tecnologica, infrastrutturale e la condizione del paesaggio odierno, inteso soprattutto come struttura antropologica e culturale, storicamente considerata.

In virtù di questi anniversari, il primo anno di attività dell’Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere è stato completamente dedicato all’analisi e al racconto del territorio Calabrese; del rapporto, storicamente considerato, tra il carattere del territorio e la presenza infrastrutturale. Un’importante campagna fotografica è stata portata avanti insieme ad un dialogo multidisciplinare con l’Università e soprattutto con professionisti, ricercatori, intellettuali che hanno costruito un racconto inedito e complesso dei territori in esame.

Il compito dell’Osservatorio è quello di riformare la concezione ottocentesca della “Grande Opera” intesa come capitalistica rappresentazione della realtà fatta a spettacolo. Ripensare la Grande Opera come strumento per la costruzione di gradi sempre più alti e comuni di conoscenza; nel migliore dei casi occasione di formazione, di integrazione, educazione al dialogo.

L’Osservatorio ha una duplice funzione: opera a livello puntuale, tornando nei territori oggetto di grandi interventi infrastrutturali realizzati nell’ultimo secolo, informando e riportando sulla condizione dei luoghi; opera a livello globale promuovendo una riforma del significato di “Grande Opera”, considerata non solo da un punto di vista fisico ma sopratutto in termini culturali quindi politici.

L’Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere opera nei territori attraverso due strumenti: una rassegna di approfondimento e formazione, ed una campagna fotografica.

L’Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere realizza la sua attvità di ricerca e divulgazione grazie al sostegno di Contship SpA. L’Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere cura e produce una collana editoriale edita da Quodlibet. Il primo volume sarà pubblicato a Novembre 2015 e dedicato interamente alla regione Calabria, raccontando le principali opere infrastrutturali del territorio ed il loro conmplesso rapporto con i caratteri identitari dei luoghi. Il volume è realizzato in collaborazione con il Dipartimento dArTe dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.


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venerdì 25 settembre 2015

James Tissot – dal 26 settembre 2015 al 21 febbraio 2016 – Chiostro del Bramante, Roma






 
James TissotPer la prima volta in Italia, l’attesissima mostra sul grande pittore francese James Tissot (Nantes, 1836 – Buillon 1902). Le sue opere si potranno finalmente ammirare al Chiostro del Bramante di Roma (26 settembre 2015 – 21 febbraio 2016) dopo le importanti esposizioni dedicategli in tutto il mondo come James Tissot al Petit Palais (Parigi – 1985), Victorian Life Modern Love (Yale Center for British Art, New Haven Connecticut – Musée du Québec, Québec City, Canada – Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, New York, tra il 1999 e il 2000), James Tissot et ses Maîtres a Nantes presso il Musée des Beaux-arts (2005) e infine la mostra The Life of Christ del Brooklyn Museum of Art (2009). Raffinato protagonista dell’élite del suo tempo, invidiato e amato in pari misura, James Tissot è un pittore la cui arte è ancora oggi per alcuni aspetti un enigma, tra influenze impressioniste e istanze preraffaellite. Francese di nascita ma britannico di adozione, vissuto a suo agio tra conservatori e liberali, Tissot celebra nei suoi quadri la vita dell’alta borghesia – il ceto portato in auge in epoca vittoriana tra rivoluzione industriale e colonialismo – trasformando la quotidianità in imprese eroiche e celebrative, mutando ogni gesto in un cliché non privo di originalità. Dart – Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, con il Patrocinio dell’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Roma, hanno fortemente creduto nella necessità di presentare al pubblico italiano un artista ancora poco celebrato. In mostra 80 opere provenienti da musei internazionali quali la Tate di Londra, il Petit Palais e il Museo d’Orsay di Parigi, che raccontano l’intero percorso artistico del pittore e l’influenza che su di lui ebbe l’ambiente parigino e la realtà londinese, dando conto della sua vena sentimentale e mistica, del suo incredibile talento di colorista e del suo interesse per la moda. Tra le opere esposte, capolavori quali La figlia del capitano e La figlia del guerriero entrambe del 1873 accanto alla Galleria dell’HMS Calcutta (1886) che illustrano i temi principali della sua arte sempre trattati con profondità psicologica e che attestano il suo talento di colorista e fine osservatore del suo tempo. La mostra è organizzata con il sostegno eccezionale del Museo d’Orsay, vede come sponsor Generali Italia e come partner dell’iniziativa Trenitalia. L’evento è consigliato da SKY Arte HD.
L’ARTISTA Jacques Joseph Tissot (Nantes, 1836 – Buillon, 1902), figlio di un commerciante di stoffe (Marcel Théodore) e di una modista disegnatrice di cappelli (Marie Durand) – da qui la sua accortezza per i dettagli dei vestiti – si colloca all’interno della corrente del Realismo sviluppatasi in Francia nel 1840, accanto a Courbet, Daumier e Millet. Il nome francese, naturalizzato inglese, sintetizza gli influssi storico-artistici della sua stessa arte. Al principio i suoi quadri, prevalentemente di carattere storico, risentono dell’influenza della scuola olandese e, accolti benevolmente dalla critica, esposti al Salon del Louvre nel 1859. Presto Tissot cambia però il soggetto delle sue opere, dedicandosi alla rappresentazione di ambienti e personaggi della Parigi mondana, esprimendo magistralmente il fascino femminile. La sua precisione è così realistica da far apparire i suoi ritratti come fotografie: costumi e accessori, sono resi con dovizia e ricchezza di particolari, e rivelando i gusti dell’aristocrazia, ostentano lo status sociale dei suoi soggetti. È questa l’epoca in cui Tissot, fedele agli insegnamenti di Ingres e in sintonia con i futuri impressionisti, si libera della tradizione francese e si fa esempio della modernità nonché emblema dell’atmosfera intellettuale che lo circonda, affermandosi come uno dei ritrattisti più talentuosi della sua generazione. I suoi quadri diventano i soggetti per copertine di libri e riviste. Nel 1873 Tissot decide di trasferirsi a Londra per lasciarsi alle spalle gli orrori di Parigi dopo la guerra franco-prussiana e l’assedio della città (1870-71), e fuggire alle feroci esecuzioni di massa che avvenivano proprio vicino la sua casa. Egli accetta alcune committenze offertegli da amici in Inghilterra, producendo opere pensate appositamente per il mercato inglese, da vendere ed esporre. A Londra si avvicina alla tecnica dell’acquaforte: disegna caricature, dipinge ritratti e soggetti caratterizzati dalla fedeltà realistica e dalla morbida resa cromatica. Inizia a dipingere eventi sociali, gli ambienti e i personaggi, venendo però spesso tacciato di eccesso di precisione realistica. Sempre di questi anni (1876) è l’incontro con Kathleen Newton, giovane donna irlandese con alle spalle una storia di adulterio che, dopo aver divorziato dal marito Ufficiale dell’Esercito Inglese, una volta tornata a Londra, era stata esclusa dalla buona società vittoriana. Kathleen diventa modella e amante di Tissot che, per amor suo, trascura i salotti londinesi. Malata di tisi, Kathleen muore suicida nel 1882. Tissot non si riprenderà mai più della sua perdita: vende la casa di Londra ad Alma-Tadema e torna a Parigi. La crisi mistica che deriva dal lutto per Kathleen segna la sua arte: la definitiva conversione al cattolicesimo lo porta a passare il resto della sua vita a illustrare la Bibbia e a viaggiare per dieci anni in Medio Oriente e in Palestina. Rientrato in Francia, lavora a una serie di soggetti del Vecchio Testamento che non porterà mai a termine: 80 di queste opere saranno esposte a Parigi nel 1901, un anno prima di abbandonare improvvisamente il mondo nell’agosto del 1902. Tissot ha goduto in vita di un notevole successo. Negli anni ottanta del Novecento la critica anglosassone ha definitivamente attestato il valore della sua opera. La Francia gli ha dedicato importanti personali (da quella a Parigi al Petit Palais nel 1985 a quella di Nantes al Musée des Beaux-Arts nel 2005), presentando il lavoro di questo artista così celebre in Inghilterra ma fino ad allora trascurato in patria. Negli ultimi decenni altre esposizioni in tutto il mondo hanno dato modo agli studiosi di tornare con maggiore accuratezza sulla cronologia e la collocazione delle sue opere, con un’attenzione particolare alle implicazioni sociali e culturali della sua poetica.
LA MOSTRA Otto sezioni tematiche disegnano il percorso artistico e spirituale dell’artista di Nantes, attraverso un viaggio cronologico che ne racconta passioni, tormenti e vissuto.
Prima e seconda sezione – Gli inizi a Parigi: pittore di storie Tissot inizia la carriera a Parigi proponendo scene di storia ispirate al Rinascimento. Commiati (Il figliol prodigo, 1862), rapimenti (Tentativo di ratto, 1865), duelli o giochi di seduzione (Margherita e Faust, 1860) riflettono il suo interesse per i soggetti drammatici in cui è centrale la figura femminile (Una storia interessante, 1872 ca.) intesa come oggetto del desiderio sempre misteriosa e inaccessibile. La partecipazione di Tissot ai Salon parigini si rivela un successo, tanto che il pittore, ormai benestante, si fa costruire un palazzo a Parigi.
Terza sezione – La vita moderna In questo periodo inizia a collezionare arte giapponese che influenza il suo lavoro (La giapponese al bagno, 1864), frequenta Whistler e Degas, moltiplica i ritratti – tra i quali Mademoiselle L.L. (1864) che attesta un cambiamento nel suo stile – e si interessa sempre di più alla vita mondana. Nel 1869 si dedica a produrre caricature dell’élite inglese e nel 1870 – allo scoppio della guerra franco-prussiana – crea una serie di opere che rivelano un’immagine diversa, un Tissot più coinvolto di quanto si sia sempre pensato nei dibattiti politici dell’epoca.
Quarta sezione – Un pittore di Londra L’arrivo a Londra, dopo la capitolazione della Comune di Parigi (28 maggio 1871), gli dà l’opportunità di crearsi una clientela cosmopolita e di frequentare personaggi quali Millais, Hayden, Alma-Tadema, Heilbuth e De Nittis. Durante gli undici anni del soggiorno londinese (1871-1882) si dedica ai ritratti – (Il principe imperiale e la madre, 1874; Mrs Lloyd, 1876), La figlia del capitano (1873), L’arsenale di Portsmouth (1876), e la straordinaria Galleria dell’HMS Calcutta (1886) – che attestano il suo talento di colorista e fine osservatore. Nei lavori di questo periodo i costumi della capitale britannica sono descritti con ironia (La figlia del guerriero, 1873) e i codici della società vittoriana vengono scherniti in dipinti a doppio senso. A Londra Tissot si avvicina anche alla tecnica dell’incisione così da poter duplicare e diffondere le opere che hanno maggior successo.
Quinta sezione – Il volto ideale di Kathleen Newton In esilio volontario, Tissot possiede una marcata sensibilità per le questioni sociali dell’epoca: nonostante l’agiatezza e l’egoismo spesso biasimato dai contemporanei, ha saputo mostrarsi sensibile nei confronti delle classi svantaggiate, dei poveri e delle donne di cui è stato un acuto osservatore. Innamoratosi di Kathleen Newton, irlandese divorziata dalla bellezza mozzafiato, la accoglie con i suoi due figli nella casa di Saint John’s Wood, che si trasforma così in un nido familiare. Kathleen diventa la musa di Tissot e interpreta per il pittore – posando secondo precisi parametri – la figura della donna misteriosa (La lettura nel parco, 1881) o malinconica (Sulla riva del mare, 1880), la donna nelle mani del destino (La convalescente, 1880-1882) o la seduttrice orgogliosa della propria femminilità (Signora con l’ombrello, 1878-1880). Sono questi gli anni (1875) in cui Tissot si rivolge all’incisione. Frequenta l’Hanover Square Club di Londra dove incrocia gli incisori Frederick Goulding e Seymour Haden ma anche l’italiano Giuseppe de Nittis che fa parte della nuova generazione di artisti a cavallo fra Parigi e Londra e che – come Tissot – esalta fino al  lirismo lo spettacolo  delle eleganze femminili e parigine, e la speciale atmosfera, fine e cangiante, di quegli ambienti dell’alta società. In mostra – nella quinta sezione – cinque opere di questo grande artista tra cui Signora di spalle in giardino (1883), Signora in giardino (1883) e Sulla neve (1875), a raccontare la penetrante personalità di Giuseppe De Nittis, il « pittore delle parigine », come lo consacrerà la critica francese a lui contemporanea, e approfondire il clima sociale oltre che mondano, ispiratore dell’arte di De Nittis e di Tissot.
Sesta sezione – La figlia del guerriero Acuto osservatore della vita londinese, Tissot dipinge nel 1879 La figlia del guerriero particolareggiata e originale descrizione dei costumi britannici dell’epoca. Sulla tela si vede una giovane donna – che somiglia a Kathleen – accompagnare il padre, un vecchio costretto su una sedia a rotelle; sullo sfondoCumberland Terrace a Regent’s Park, elegante quartiere della capitale inglese. Lo sguardo penetrante che la fanciulla rivolge all’osservatore distoglie l’attenzione dall’omaggio all’eroe di guerra. I dettagli lussuosi della figura dell’uomo come il plaid, la pelliccia e il cappotto scozzese non bastano a distrarre dalla vera protagonista del dipinto. Tissot, tacciato spesso dai suoi colleghi di dipingere con spregio e sarcasmo i suoi soggetti, sfida in quest’opera l’osservatore con la sua una graffiante ironia: il contrasto tra la figura paterna – grigia e austera come la terrazza vittoriana sullo sfondo – e l’elegante fanciulla – la cui bellezza è esaltata ancor più dalla spilla che indossa – produce turbamento in chi guarda da fuori e non certo nel vecchio padre, ben lontano  da qualsiasi percezione della vita interiore della figlia probabilmente assorbita da un amore assai diverso da quello filiale.
Settima sezione – Il filgliol prodigo nella vita moderna Per tutta la vita Tissot si considera come un “figliol prodigo”, tema che ricorre nella sua opera a distanza di anni, tra il 1862 e il 1880. Con il crescere della propria religiosità dovuto anche all’incontro con Kathleen, Tissot conduce una vita sempre più sobria, e dopo la morte della compagna, rientrato a Parigi, è sempre più abbattuto, depresso e in preda ai dubbi. È in questo periodo che Tissot completa il secondo ciclo di dipinti sul tema del figliol prodigo, ambientati questa volta in epoca moderna, tornando dopo vent’anni a trattare la stessa parabola cristiana incupito dalle difficoltà della vita che si riversano sulla tela.
Ottava sezione – Il viaggio interiore e la partenza La prematura morte di Kathleen, avvenuta nel 1882 quando aveva 28 anni, induce Tissot a tornare a Parigi e a riprendere la sua carriera itinerante. Grande viaggiatore da sempre, di origine nantese e quindi abituato all’andirivieni delle navi nel porto, Tissot ha spesso trattato il tema della partenza raffigurando banchine ferroviarie e portuali: Il vedovo (1876) è una splendida allegoria della departure vista come preludio a un futuro rinnovamento; come in una sorta di autoritratto, l’autore dipinge profeticamente la morte della compagna mentre il bambino simboleggia la speranza che rende possibile la partenza verso un’altra esistenza.
Nona sezione – James Tissot, pittore della moda Da lungo tempo gli studiosi rilevano l’influenza dell’impressionismo su Tissot: sebbene non abbia mai esposto con gli impressionisti, era più che sensibile alle ricerche di questo movimento. Amico di Degas, ma anche di Whistler, Legros e Manet, Tissot sostiene tutte le battaglie condotte all’epoca contro l’accademismo. Le sue mostre alla Grosvenor Gallery di Londra gli danno occasione di entrare in contatto con i preraffaelliti, ma anche con l’élite artistica dell’epoca. Dai dipinti di questo momento traspare una certa simpatia per le opere di Manet, Degas e Toulouse-Lautrec. Nella serie dedicata alla “Donna a Parigi” (1883-1885) declina la sua visione del mondo moderno: da Le Dame sui cocchi (1885) a La più bella donna di Parigi (1883-85), dalla Misteriosa alle Mogli d’artisti (1883-85), Tissot realizza uno straordinario ritratto della tipica parigina e partecipa a pieno titolo ai dibattiti artistici e letterari del tempo. I suoi amici Maupassant e Goncourt, Daudet e Halévy allora lo consideravano un pittore particolare, geniale e inclassificabile.
INFO E PRENOTAZIONI T +39 06 916 508 451
Ufficio Stampa Arthemisia Group
Adele Della Sala  ads@arthemisia.it – M +39 345 7503572
Anastasia Marsella am@arthemisia.it – T +39 370 3145551
Salvatore Macaluso  press@arthemisia.it – T +39 06 69380306
pubblica:
Massimo Nardi

CULTURA: A ROMA OPERE NEO POP IN MOSTRA IN "PSEUDO 1"

 
Non poteva non ripartire alla grande la stagione espositiva romana. Tra le novità di questo autunno “PSEUDO 1”, esposizione d’arte contemporanea legata alla corrente estetica Cuteness, diffusa anche nel design, nel merchandising e nella pubblicità, che verrà inaugurata venerdì 25 settembre 2015, presso lo spazio espositivo CORE, in Via dei Fienaroli 31, a Roma. Alla mostra si potranno ammirare opere edite e non dei principali artisti della Cuteness italiana, tra cui Gabriels alias Paolo Gabrielli, uno dei migliori esponenti di questa corrente, che ha partecipato recentemente al progetto artistico di Luciano Benetton “Imago Mundi”, Elio Varuna, l'unico artista italiano invitato al Museo d'Arte Contemporanea di Shanghai nell’ambito della Biennale 2009-2010, censurato dal governo cinese per un dipinto che affrontava il tema della libertà di culto. Spazio anche a oggetti estranei alle fine art che mostrano per assonanza, come spiega il curatore della mostra Giancarlo Carpi "la riduzione dell'opera a una merce da parte degli artisti visivi, e la loro consapevole identificazione con essa attraverso uno stereotipo formale: il Kindchenschema (la morfologia infantile)”. Saranno esposti il romanzo tratto dal celebre cartone animato giapponese Candy Candy e la graphic novel «Dimentica il mio nome» di Zerocalcare, candidata al premio Strega 2015. “Nel regno delle arti visive – chiarisce Carpi - come in quello della letteratura la popolarità o la potenzialità commerciale del soggetto o dello schema stereotipico sono più importanti per gli autori del prestigio tradizionale dei linguaggi alti: la pittura e la scrittura. Proprio mentre assistiamo alla candidatura di una graphic novel al premio Strega – continua - l’idea che il valore di un’opera creativa dipenda dal linguaggio in cui è espressa è messa in crisi o indebolita”. In questo desiderio di un’arte post-mediale alligna una sottomissione – a volte consapevole – della creatività personale e della propria identità allo stereotipo commerciale, alla sua riconoscibilità che sembra essere diventata più potente e spendibile della riconoscibilità e del prestigio dei singoli linguaggi. La mostra, in programma fino al 10 novembre, è allestita presso lo spazio espositivo CORE, una struttura polifunzionale all’interno della quale troveranno spazio non solo mostre d’arte Neo Pop ma anche le tante attività della casa editrice Lantana Editore, che avrà qui la sua nuova sede. -- Federica Aruanno

TIME ZONES – Sulla via delle musiche possibili: 30^ Edizione



A tutti gli effetti uno dei più innovativi, sorprendenti e multidisciplinari festival italiani, "TIME ZONES – Sulla via delle musiche possibili" raggiunge la sua trentesima edizione e festeggia questo eccezionale traguardo con un programma di altissimo livello. Oltre 25 performance distribuite in ben 16 appuntamenti, tutti realizzati nella città che ha da sempre ospitato questa mitica rassegna: Bari.

L'edizione targata 2015 spazia dunque dal rock al jazz, si incrocia con la canzone classica e si sporca con il rumorismo, si apre alla poesia sonora per poi immergersi nella sperimentazione, utilizza testi letterari per elaborare nuove narrazioni multisensoriali, si sposta nel sottobosco underground per poi arrivare ai massimi vertici della musica mondiale.

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PROGRAMMA

Venerdì 23 Ottobre
Auditorium Showville
LENNONIANA

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Sabato 24 Ottobre
Auditorium Showville
Ore 21,00 – BBRT New Language
Ore 22,00 – NICOLA CONTE | Time Zones Project
In collaborazione con Puglia Sounds nell’ambito delle manifestazioni collaterali Medimex 2015


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Sabato 31 Ottobre
Teatro Petruzzelli
DAVID LANG
Il poeta del suono
In collaborazione con Puglia Sounds nell’ambito delle manifestazioni collaterali Medimex 2015

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Domenica 1 Novembre
Auditorium Vallisa
VOICES CHOOSE FROM ANOTHER TIME
– TRIO MEDIAEVAL
– DEAN BOWMAN & Screaming Hendrix Or So

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Venerdì 6 Novembre
Teatro Forma
– TOMAGA
+
– PIERRE BASTIEN

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Domenica 8 Novembre
Teatro Forma
TARANTA FUTURE
In collaborazione con il Conservatorio di musica di Bari Nicolò Piccinni – Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali
+
BREWED JUNK
SEAN NOONAN, STEVEN DE BRUYN, JASPER HAUTEKIET
+
COLIN SELF

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Venerdì 13 Novembre
Auditorium Showville
ALEC EMPIRE
+
CHRISTIAN FENNESZ & Ozmotics

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Sabato 14 Novembre
Auditorium Showville
THE BAD PLUS
+
LUZ

***

Venerdì 20 Novembre
Teatro Petruzzelli
BENJAMINE CLEMENTINE

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TIME ZONES
OFF
15 ottobre @ Pellicano
Ore 21,30 – Santa Muerte | Ore 22,30 – Putan club
16 ottobre @ Pellicano
Ore 21,30 – Shilpa Ray
17 ottobre @ Pellicano
Ore 21,00 – My Be I’m |- Ore 21,30 – Dirty Trainload | Ore 22,30 Aidan Smith

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TIME ZONES
LITERATURE
Auditorium Vallisa
4/11 LA GERUSALEMME LIBERATA con Alessandra Celletti
9/11 LA FOLLIA DI ORLANDO con Francesco Scagliola
12/11 IL RACCONTO DI ENEA con Marco Malasomma
15/11 IL VIAGGIO DI ULISSE con Ignacio Plaza & Marcello Magliocchi





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giovedì 24 settembre 2015

MIRABILIA

MIRABILIA
IMMAGINI dal TERRITORIO
EVENTO ESPOSITIVO
ideato e organizzato da
Glooscap - Visioni contemporanee
Per Cavo Fest - Parco archeologico di Santa Geffa, Trani

MIRABILIA
mette in mostra i progetti fotografici realizzanti durante il Workshop di fotografia volto all'osservazione, alla conoscenza, alla rappresentazione e all'interpretazione del paesaggio.

 OGGETTO DELLA RICERCA
L'oggetto della ricerca fotografica di Mirabilia è il luogo in cui il workshop si è svolto.
L'area di interesse è quella che ospita il Parco Archeologico di Santa Geffa a Trani,
che comprende una chiesa ipogea del XII secolo e si estende dalla zona extra-urbana "Sant'Elia" fino alla lama "Palmareto".
IL CONTESTO
Il workshop nasce nell'ambito della programmazione culturale di CAVO Fest (Subterranean Fest of electronic music, visuals, photography, video art and archeology), finalizzata alla valorizzazione del Parco Archeologico, attraverso la contaminazione di linguaggi artistici differenti, dalla musica elettronica, alla fotografia e alla video arte.
DOCENTE
Michele Cera, autore di rilievo internazionale che assume come centro della sua ricerca la rappresentazione 
del paesaggio, in stretto riferimento all’insediamento umano e al Sud come luogo e dimensione culturale 
http://michelecera.com/

CURATRICE Michela Frontino


FOTOGRAFI
Antonia Bufi
Corrado Catania
Francesco Colella
Francesco Cuccaro
Costantino Forte
Maria Marrazzo
Enrico Mastropierro
Rossella Tursi


DOVE
  Parco Archeologico di Santa Geffa di Trani 

(http://parcosantageffa.blogspot.it/ )  
3° Km Via Delle Tufare, Trani- BT - Italia

 https://goo.gl/maps/GY6B7
QUANDO 22/09/15
  h 21:00


IN COLLABORAZIONE CON CAVO FEST, T. a. Rock Records, Xiao Yan, Parco Santa Geffa, Lab – Laboratorio di Fotografia di Architettura e di paesaggio
Info

http://cavofest.weebly.com/

pubblica: Massimo Nardi