giovedì 17 febbraio 2011

Arte contemporanea a Bari: dal collezionismo al museo.


Martedì 22 febbraio alle ore 17,30 a Bari presso l’ex convento di Santa Scolastica, sede della mostra Il giardino segreto Opere d’arte dell’ultimo cinquantennio nelle collezioni private baresi (aperta sino al 27 febbraio), si terrà un incontro dal titolo Arte contemporanea a Bari: dal collezionismo al museo.
Nel corso dell’ incontro, la curatrice della mostra Lia De Venere presenterà il libro L’arte di collezionare arte contemporanea (Castelvecchi Editore) di Ludovico Pratesi, critico d'arte e curatore, collaboratore di “Repubblica” e direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro. Sarà presente l’autore.




Seguirà un dibattito cui prenderanno parte:



- Silvia Godelli, Assessore alla Cultura della Regione Puglia

- Trifone Altieri, Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Bari

- Marilena Bonomo, gallerista


- Vito Labarile, collezionista

- Pietro Marino, critico e giornalista

Introdurrà Pasquale Bellini, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bari

Coordineranno gli interventi



Lia De Venere e Antonella Marino.

mercoledì 16 febbraio 2011

WARNING PLANET 2nd edition - 05 / 2011


Antimuseo Labtop

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A cura di : Noemi Silvera García

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Maggiori informazioni http://warningplanetbook.blogspot.com/
RULES IN THIS LINK
for info contacto: info.smallart@gmail.com

DEADLINE: 15/ 04 / 2011
...Exhiibition: 07 / 05 / 2011

FUNDAMENTATION & SOCIAL RESEARCH

ENGLISH

Who is not worry about planet earth situation? Warming global, water war, earthquakes, tsunamis, twisters are our firsts enemies
We mean, anyone can ignore , to human been must be an emergency speak about, learn about, discuss and learn to new generations everything as at all of weather changes
Warning Planet is an alert, is about Art and Education in 21 century, ONLY ARTISTS CAN DO AWAKE EVERY MIND and make something to our future and planet earth future!! So, do it!!

ESPAÑOL

Quien no esta preocupado por la situacion de nuestro planeta Tierra? Calentamiento global, guerra del agua, terremotos, tsunamis, tornados, son nuestros primeros enemigos
Pensamos que nadie puede ignorar estos hechos, para los seres humanos debe ser una emergencia hablar de todo esto, discutir y enseñar a las nuevas generaciones todo sobre los cambios climaticos, prevencion y resguardo. Es necesario!!!
El Protocolo de kyoto deberia ser conocido y respetado!!!
WARNING PLANET es sobre ARTE Y EDUCACION EN EL SIGLO 21, es sobre SER seres humanos en este planeta!!!
SOLO LOS ARTISTAS PODEMOS HACER ALGO DE FUERTE IMPACTO, SOLO LOS ARTISTAS podemos hacer comprendere este compromiso a la sociedad! HAGAMOSLO!




ITALIANO

Chi non è preoccupato per la situazione del pianeta Terra? Scaldamento globale, guerra dell'acqua, terremoti, tsunami, tornadi, sono i nostri primi enemici in questo nuovo secolo
Ci pensamo che nessuno può ignorare questo, per gli esseri umani deve essere una emergenza, parlare su di questo, sapere su di questo, discutere e insegnare alle nuove generazioni tutto, tutto su i cambiamenti climatici
WARNING PLANET ci sarà la colletiva di un gruppo di artisti che vogliono parlare di questi temi perche hanno concienza dell'importanza che ha, perche il Protocolo di Kyoto deve essere conosciuto e rispetato
La educazione è molto importante, tutti devono sapere cosa capita, ma la verità!! non bugie...
SOLO GLI ARTISTI POSSONO SVEGLIARE E PARLARE SENZA PREGIUDIZZI, SOLO GLI ARTISTI POSSONO FARE QUALCOSA DI FORTE IMPATTO ed aiutare alla società a capire questo nuovo compromesso sociale!
Artists:
Rodolfo Cubeta, Italia
Guadalupe Rodriguez, Venezuela
Kathleen McHugh, US
Domenico Severino, Italia
Massimo Nardi, Italia
Paolo Chirco, Italia
Maria Victoria d'Incoronato, Italia
Leonardo Basile, Italia
Cinzia Mastropaolo, Italia
Bayu Angora,
Indonesia
Prabu Perdana, Indonesia
Nugraha Hadiwijaya, Indonesia
Noemi Silvera, Uruguay
Arianna Tramontano,
Italia
Horacio Carrena, Argentina







Noemi Silvera

ROBERTO VECCHIONI: UN POETA AL FESTIVAL


Gianni Morandi ha voluto fortissimamente la sua presenza al Festival e ha avuto ragione. Roberto Vecchioni è riuscito a trasmettere forti emozioni, sentimenti sinceri e struggenti raggiungendo la parte più intima di ognuno di noi, come solo i grandi poeti riescono a fare.

Il professore, che tutti noi avremmo voluto avere a scuola, ha ammaliato la platea dell’Ariston e i telespettatori.

“Chiamami ancora amore” è la canzone che il cantautore Roberto Vecchioni, presenta a Sanremo 2011.


«Vado a Sanremo per dimostrare, o per ribadire, che la canzone d’autore non può più essere una canzone di nicchia, destinata ai soliti appassionati. Il festival ti consente di arrivare ad un certo numero di persone di ogni età e di ogni formazione. In fondo è un modo per gettare semi dappertutto. Sono sempre stato convinto che ogni espressione d’arte, e quindi anche la canzone, deve cercare codici, registri, canali per penetrare in contesti sempre più ampi. Mi pare che questa sia stata e sia una delle funzioni essenziali della cultura».

Roberto Vecchioni


Testo Chiamami ancora amore


E per la barca che è volata in cielo
che i bimbi ancora stavano a giocare
che gli avrei regalato il mare intero
pur di vedermeli arrivare;
per il poeta che non può cantare
per l’operaio che non ha più il suo lavoro
per chi ha vent’anni e se ne sta a morire
in un deserton come in un porcile
e per tutti i ragazzi e le ragazze
che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze
perché stanno uccidendo il pensiero;
per il bastardo che sta sempre al sole
per il vigliacco che nasconde il cuore
per la nostra memoria gettata al vento
da questi signori del dolore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire,
perché la riempiremo noi da qui
di musica e di parole;
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
anche restasse un solo uomo
Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Perché le idee sono come farfalle
che non puoi togliergli le ali
perché le idee sono come le stelle
che non le spengono i temporali
perché le idee sono voci di madre
che credevano di avere perso,
e sono come il sorriso di Dio
in questo sputo di universo
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire,
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole;
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Continua a scrivere la vita
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
che è così vera in ogni uomo
Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire,
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole;
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
anche restasse un solo uomo
Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Perché noi siamo amore.



PRESS OFFICE DANIELA LOMBARDI

ARTE GIOVANE alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

ARIANNA SARTORI
ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 - 46100 MANTOVA
Tel 0376 32.42.60 - info@sartoriarianna.191.it

ARTE GIOVANE
Nicola Biondani - Rossano Cortellazzi - Maurizio Florulli - Barbara Ghisi - Andrea Recchia - Daniela Savini - Francesca Schiavon

dal 19 febbraio al 3 marzo 2011

Galleria "Arianna Sartori"
Indirizzo: Mantova - via Ippolito Nievo, 10 - tel. 0376.324260
ARTE GIOVANE: Nicola Biondani - Rossano Cortellazzi - Maurizio Florulli - Barbara Ghisi - Andrea Recchia - Daniela Savini - Francesca Schiavon
Date: dal 19 febbraio al 3 marzo 2011
Inaugurazione: Sabato 19 febbraio, ore 17.30.
Orario di apertura: 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi.

Sabato 19 febbraio 2011, la Galleria “Arianna Sartori Arte & object design” di Mantova, in via Ippolito Nievo 10, inaugura alle ore 17.30 la rassegna ARTE GIOVANE: Nicola Biondani - Rossano Cortellazzi - Maurizio Florulli - Barbara Ghisi - Andrea Recchia - Daniela Savini - Francesca Schiavon alla presenza degli artisti. L’esposizione, cu-rata da Arianna Sartori, rimane aperta al pubblico fino al 3 marzo, con i seguenti orari: 10.00-12.30 / 16.00-19.30, chiu-so festivi.

Nicola Biondani

Nasce a Mantova nel novembre del 1976, terminati gli studi artistici all’istituto d’Arte di Guidizzolo (MN)si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Verona nella sezione scultura. Fin da subito incomincia a partecipare a concorsi e ad esporre in collettive e personali d’arte. Nel 2004 entra come assistente scenografo nel reparto scultura dell’Ente lirico veronese dove realizza alcuni impianti scenico-scultorei per opere liriche come La Traviata e Madame Butterfly (Zeffirelli). L’anno successivo apre nel centro di Mantova un laboratorio dove realizza i propri lavori scultorei adoperando i materiali più disparati come l’argilla il bronzo e il marmo, e iniziando così una fitta collaborazione con gallerie d’arte (Gagliardi, Anna Breda, Entroterra), musei e fondazioni. Alcune sue opere sono entrate a far parte di importanti collezioni private in Italia e all’estero, e musei come quello della ceramica di Nove e il MAM di Gazzoldo degli Ippoliti (MN). Tra le cose più importanti da segnalare in ordine di tem-po sono: Primo classificato al concorso "Proposta a giovani artisti 2006" organizzato dalla Fondazione Toniolo - Associazione Amici di Don Angelo Marini. Nel numero di marzo, il 116, della rivista “StileArte” Biondani compare a pagina intera sulla copertina con la scultura “Ritratto con maschera” più l’editoriale interno. Nel 2008 seguono tre importanti pubblicazioni, quali il “Catalogo degli scultori italiani 2009/2010 – Ed. Giorgio Mondadori”; Il trittico “Le 3 facce” è pubblicato nel libro scolastico “Il bello dell’arte A” a cura di Anna Strada, Gabriella Cazzaniga e Luisa Scotti - Ed. Bruno Mondadori. La scultura “Dedalo” diviene la copertina della rivista Ratio, trimestrale di settore per commercialisti. Nel 2010 realizza per il nuovo show room Corneliani, sito in Via Monte Napoleone a Milano, un’installazione permanente dal titolo “Il Sarto” ope-ra scultorea in terracotta policroma. Sempre nello stesso anno apre un secondo atelier a Milano presso la fornace Curti.

Rossano Cortellazzi

Classe 1972, vive e lavora a Campitello (MN) dove svolge l'attività di pittore e decoratore. Ha iniziato il suo percorso artistico alla fine degli anni '90; frequenta vari corsi di tecniche pittoriche e disegno seguiti in diverse città italiane; in questi anni, la sua formazione deve molto alla tenacia e all'amore per l'arte che lo spingono sempre avanti nella ricerca e nel perfezionamento del proprio stile. Partecipa a mostre e concorsi a Desenzano (BS), Moglia (MN) 2° premio, Breda Cisoni (MN): segnalazione; nel 2007. Rassegna "Arte in Arti e Mestieri" Suzzara (MN): opera vinci-trice sezione pittura; nel 2007, Rassegna "Rintracciarti" Palazzo della Ragione Mantova; nel 2008, Mostra Personale "Immagini recondite" Galle-ria 2E Suzzara (MN); nel 2009, Mostra Personale Torre Civica Castellucchio (MN) e Mostra personale al MAM di Gazoldo degli Ippoliti (MN); nel 2009, Rassegna "Arte in Arti e Mestieri" Suzzara (MN): opera vincitrice sezione pittura; Mostra Personale Palazzo Guerrieri Gonzaga Volta Mantovana (MN); Mostra Personale "L'ostinato silenzio delle cose" Galleria Napoleone Cacciani Boretto (RE); alla Mostra Collettiva "Non siamo fenomeni" Galleria Ferrari Arte Mantova; alla Mostra Collettiva "Auguri in galleria" Galleria Napoleone Cacciani, Boretto (RE); nel 2010 alla Fiera Arte Moderna di Massa Carrara.
Atmosfere padane
Parlare di Rossano Cortellazzi mi riesce abbastanza facile: Oltre che dalle doti pittoriche, di primo acchito si rimane colpiti dalla sicurezza del segno, che, unito all'utilizzo di una gamma coloristica di tonalità semplice, definisce con pochi elementi il paesaggio a cui è ispirato questo pe-riodo. Le vedute che ci si presentano innanzi riprendono la città storica di Mantova e i suoi dintorni: tutte vie e architetture rivisitate dal suo pensiero, dal suo sguardo, osservate da punti di vista all'apparenza anche strani, diversi, ma che in realtà non sono altro che il punto di vista di un semplice osservatore. Ed è proprio grazie a questo modo di "guardare" che nelle vedute architettoniche di Cortellazzi si insinua la presenza umana; sottintesa, ma allo stesso tempo tangibile. …In ultima analisi, notiamo nei dipinti di Rossano un elemento piuttosto ricorrente nell'ul-timo periodo: il "non finito", un nuovo modo, per Cortellazzi, di interpretare le sue composizioni. Tecnica che permette al pittore di rendere maggiormente complice lo spettatore, che, da osservatore estraneo alla scena, si trova coinvolto nella stessa per completare il pensiero dell'arti-sta… (Sarah B. Le Brun)

Maurizio Florulli
Classe 1967, residente a Mantova. Le tavole realizzate da Maurizio Florulli sono tutte rigorosamente in bianco e nero, scelta voluta - come ci spiega l’artista - perché nero e bianco sono due estremi che esprimono perfettamente l’interazione dei contrari, la luce e il buio, il bene e il ma-le. Minute figure realizzate a china su carta, maschere e visi inquietanti, corpi o solo parti umane. E poi, ancora, scenari di città, piccoli omini danzanti, occhi che guardano. “Dipingo quello che vedo”, ci racconta Maurizio sorridendo, ad intendere che i sentimenti e le sensazioni della vita di tutti i giorni vengono elevati a simbolo nell’arte: carnalità, angoscia, amore, vita e morte. Temi classici, si dirà, ma decisamente umani e per questo imprescindibili da ogni espressione artistica. Ci vengono mostrate tavole appartenenti a diversi periodi e notiamo come la “confu-sione” delle figure si riduca in alcuni periodi. C’è qualche legame tra questo cambiamento grafico e la vita reale? Maurizio, rimanendo sapien-temente sul vago, risponde che i suoi disegni, rispecchiando la sua visione simbolica del mondo, sono necessariamente legati anche alla vita reale dell’artista. Alcuni intrecci di figure ci ricordano le opere del noto incisore Escher, altri scorci li accostiamo ad immagini del surrealismo. Un surrealismo qui tracciato nelle sue linee principali, accennato. Come spesso capita di fare, godendo del caos in movimento delle tavole di Florulli, tendiamo a darne interpretazione e a sottolineare alcuni particolari. Cosa significano le sagome umane danzanti e recise, spezzate? L’anima del poeta frammentata e spalmata sul foglio? E i corpi femminili nudi? L’antica simbologia mitologica di una sessualità femminilizzata che rappresenta la vita e il suo vorticare? Ma interpretare significa indubbiamente accostare opinioni in parte arbitrarie alle opere di un artista. In che altro modo godere dell’arte se non cercandone significati, anche solo se negli occhi di coloro che guardano? Alcune tavole sono formate da immagini più compatte e il nero e le forme piene predominano. In queste prevale un senso claustrofobico, evidenziato da facciotti-mostri che si incastrano a protuberanze scure. In altre, al contrario, prevale l’aerazione, il disegno si compone di tanti minuti pezzettini. Il nostro pro-blematico mondo reale, proprio di ognuno di noi, ritorna qui, in un certo senso somatizzato, riordinato o meglio riversato all’esterno e gettato sulla superficie, come quando capita di svuotare le tasche di un cappotto ricolme di oggetti per cercare le chiavi. In queste brevi riflessioni sull’opera di Florulli abbiamo privilegiato la domanda e la descrizione. Non ce ne voglia l’autore se abbiamo peccato di visione soggettiva. Co-gliere la solitudine dell’artista e il suo universo di significati ci sembra cosa impossibile. Ma forse questo riguarda ogni uomo. (da: “L’Eretico”, maggio 2009)

Barbara Ghisi

Nasce a Poggio Rusco (MN) nel 1971; vive e lavora a Castelnovo Bariano in provincia di Rovigo. Frequenta il Liceo Artistico a Bologna e nel 1987 vince il terzo premio di Scultura istituito dal Lions Club Bologna San Lazzaro. L'opera premiata viene esposta alla storica Galleria Mare-scalchi di Bologna. Durante gli anni liceali la pittura diventa l’espressione più consona alla sua sensibilità. All’Accademia di Belle Arti di Bolo-gna svolge una tesi sulla pittura Romantica Europea, che sarà una delle principali fonti di ispirazione e di creatività nelle sue tele. Grazie all’uso di resina liquida, esplora il tema dei Fondali marini, utilizzando anche conchiglie, sabbia, spugne, pietre e polveri d'oro nella resina. Dopo ulte-riori nuove sperimentazioni nascono i Campi di grano, dove all'interno della resina spighe vere creano decorazioni in rilievo rendendo le opere tridimensionali. Negli ultimi anni in contemporanea alle sperimentazioni, l'artista torna alla realizzazione dei ritratti su commissione. 2008: Col-lettiva multiculturale, Palazzo Ducale di Revere (MN). Personale "Mondi sommersi" Galleria Hotel Alexander Museum Palace, Pesaro. Perso-nale alla mostra mercato della Fiera di Franciacorta di Mirandola (MO). Collettiva "Arte in rosa" Galleria ArteArte di Legnago (VR). 2009: Per-sonale I luoghi dell'anima, Palazzo Ducale di Revere (MN). Biennale Nazionale di Pittura Città di Soliera (MO). Expò mostra-mercato "En plein Air" Prato della valle- Padova. Collettiva, Il cammino delle donne, Palazzo Corte Castiglioni, Mantova. Collettiva di maestri dell’arte Moderna e Contemporanea organizzata dalla Galleria ArteArte a Villa Poma (MN). Expò IMMAGINA ARTE, fiera d'arte di Reggio Emilia. 2010: Perso-nale Magiche atmosfere, Studio d'arte e cornici Il sagittario, Mantova; Personale Toso arredamenti e design, Mantova; Personale alla Trattoria Sta-zione di Casteldario (MN). Fiera d'arte AAM Arte Accessibile Milano, Palazzo Il Sole 24Ore, Milano; Expò ad Haccadueo di Ferrara, presso Stand-Idropurex Impianti Srl. Collettiva, Galleria Art-Time di Lignano Sabbiadoro (UD). Collettiva "L'altra metà dell'arte" presso Villa Schiavi, Sermide (MN). Expò IMMAGINA ARTE, fiera d'arte moderna e contemporanea di Reggio Emilia. 2011: Personale "Luci su Mantova" presso Studio d'arte Il Sagittario, Mantova. Da diversi anni l'artista cura la rubrica culturale ed artistica di "Mantova chiama Garda" diretta da Marco Morelli. Una mostra permanente delle sue opere si può visitare presso l'Antico Giardino di Ravalle (FE).

Andrea Recchia

Le nuove frontiere dell’arte
Il dominio della tecnica sorpassa la longitudine sulla quale l’onda sonora del pensiero accorda le speranze. Così i popoli acclamano la scienza e l’arte si inabissa nella metamorfosi che pone l’individuo tra il computer e il sogno. Andrea Recchia Rizzardi ingloba l’uno e l’altro reinventando l’animo del tema per adempiere a un richiamo interiore ma anche per compilare la scheda contemporanea, che indica le nuove frontiere, perché in arte abbia luogo la crescita individuale nell’ottica universale, e si inserisca, cellula preziosa, nel poema dell’uomo. Le opere attingono alla fon-te del sapere, tra ingegno e inventiva, e adottano la formula - linguaggio che vede trionfare il Mouse, il Floppy disk, il Cd Rom. Anche la pelli-cola crea un istante di conquista, sovrapposta sulla tela che, a sua volta, appare incisa con porzioni ribaltate, tipo strisce metalliche, in sinergie geometriche che incastonano gli oggetti rappresentando il tempo degli accordi, tra un emisfero e l’altro, dove passano il suono e la parola, e lo stesso fuoco, in linee intersecate, emette l’energia che unifica e collega. In arte i simboli sono la ragione. Per essa passano le idee e si alimentano del medesimo scopo che le emette: dimostrare il tempo, proclamarlo; testimoniare il canto e il pianto, elencare i mezzi con i quali conduciamo il secolo. Il nostro, emette potere attraverso piccoli congegni che sfidano l’uomo dopo che egli li trae dalla sua stessa gloria: la ragione applicata. Su tele doppie, le emozioni in equilibrio formano l’esterno e l’interno in cui l’occhio penetra mediante piccole aperture dove l’acrilico ha deco-rato a spruzzo per il solo motivo di creare ritmo. Similitudini e diversità si intersecano e producono quel tanto di emozione giustamente valida poiché derivante dai punti in equilibrio, non solo per l’estetica ma anche per l’aspetto suggestivo, nel quale l’inventiva e la ragione si conferma-no. La ragione in modo particolare, poiché presuppone l’agire secondo un principio edificante: nulla si distrugge, tutto si trasforma. In tal mo-do i simboli di una scienza giovane producono linguaggio senza emettere sillaba. E’ l’alba del millennio in cui vedremo ribaltarsi i programmi. L’arte non è più tradizione ma effetto individuale. Ciascuno compie il rito del compiacimento, assorbendo dal pensiero universale e dal princi-pio cosmico, che pone in vigore ciò che crea un mito ed entra nella memoria, come cardine provvisorio. Il computer diverrà antico e le opere rimarranno, anch’esse, situate nel perenne come sfida emblematica, mosaico scientifico, proclamazione di un’epoca basata sulle pellicole che incarnano i sogni e gli eventi, traducono il messaggio e lo divulgano. Elementi sensazionali in cui l’uomo si muove e vive, diramando se stesso, moltiplicandosi nella propria formula. Andrea Recchia Rizzardi compie un passo da gigante. L’arte contemporanea ha prodotto opere di ogni tipo. La celebrità spesso ha lambito le sponde di elementi discutibili. La nostra presentazione vuole introdurre un Artista dalla chiave d’oro: apre la barriera e si introduce con gli stessi elementi che sconvolgono la società. La folla incontra se stessa in ciò che Rizzardi rappresenta, emulando il principio della Creazione. Tutto converge, tutto si sviluppa in un’analisi prospettica in cui il magico si fonde con il tecnico, e la tela esulta, estasiata dallo stesso tema che incarna la moltitudine. Anche i colori formano la danza nella quale si entra, in un vibratile idillio di oggetti misteriosi, che rispondono al tempo e lo infiammano. Maria Teresa Paletta

Daniela Savini

Nata a Teramo nel 1975 vive e lavora a San Giorgio di Mantova. Si diploma in Maturità artistica, nel 1994 presso il Liceo artistico Statale di Teramo; riceve l’attestato di Decoratore di ceramica, conseguito nel 1994 presso l’E.N.F.A.P. di Teramo. Si laurea in Conservazione dei Beni Culturali, corso di laurea della Facoltà di Lettere e Filosofia, conseguita presso l’Università degli Studi di Parma, nell’anno accademico 2005-2006. Diploma di Archivistica, Paleografia e Diplomatica conseguito presso l’Archivio di Stato di Mantova al termine del biennio 2005-2007.
Il suo operato si divide da un lato verso il paesaggio abruzzese -sopratutto-, la montagna metafora della vita, del viaggio che è da compiersi per raggiungere la propria meta, il sacrificio, allo stesso tempo essa è sinonimo di forza tenacia energia ed è proprio per questo che sente il bisogno di rappresentarla come linfa vitale per portare avanti le altre opere figurative, dall'altro -appunto- le figure legate dallo stesso filone ideologico -il viaggio dell'uomo- uomo come essere esistente sia uomo donna e bambino, la sua solitudine davanti al mondo armato solo di se stesso e del-la determinazione alla vita; quindi la ricerca di un equilibrio tra coscienza-consapevolezza della vita e mondo fisico recuperando e tenendo stretto la propria memoria, le radici e gli affetti. Mostre e collettive recenti: 2008 "Daniela Savini", Eco d'Arte Moderna - Galleria del Cande-laio, Firenze. 2009 -"Sintesi. Dipinti 2007-2009", Circolo Ufficiali di Verona; "Daniela Savini", Galleria d’Arte Moderna “Alba”, Ferrara; "Frammenti dell'esistenza", in seno alla “Settimana d’arte di Cecìna” promossa dall’Associazione "Cecìna Promotion" con Eco D’Arte Moder-na, presso il palazzo “Il Cremonese” a Maderno sul Garda (BS); “Gioia di un bimbo”, promossa dalla Galleria “La saletta di viale Gorizia”; Associazione Centro di Aiuto alla vita Marisa; Comune di Trieste, Sala “Arturo Fittke” Trieste (catalogo);
 Rassegna “Arte in arti e mestieri 9° edizione 2009”, Fondazione Scuola di Arti e Mestieri “F. Bertazzoni”, Suzzara (MN); “Contaminazioni”, Associazione Arte X, Euro Hotel di Cascina (PI); “Natura…lmente è Arte”, Galleria “La Saletta di viale Gorizia”, Lignano Sabbiadoro (UD); Premio Italia per le Arti visive XXIV edizione, Palazzo Stiozzi-Ridolfi, Certaldo (FI), (Premio mostra: personale nell’ambito di rassegna in sede pubblica). 2010 - Caffé Novecento, Teramo; "Passa il tempo", Spazio espositivo Feltrinelli, Mantova; Premio “Gioia di un Bimbo”, a cura dalla Galleria "La saletta di viale Gori-zia", Centro di Aiuto alla Vita Marisa associazione onlus, Sala Comunale d’Arte “A. Fittke”, Trieste; “Presenze Assenze di Corpi”, a cura di Sara Carbone e Mimmo Di Marzio, Spazio Taccori, Milano; "Immagina" Fiera di Reggio Emilia, Galleria del Candelaio di Firenze; 10° Premio Nazionale d'Arte Città di Novara, Salone Arengo del Broletto, Novara; "Nel cassetto dei ricordi" Concorso Nazionale "La spadarina" 2010, La Spadarina Esposizioni d'Arte, Piacenza; "Dedicated to - dedicato a Paolo Baracchi", a cura di Eco D'Arte Moderna, Galleria Gadarte, Firenze; “Premio Italia per le Arti visive XXV edizione”, Palazzo Pretorio, Certaldo (FI), (Premio editoriale: inserimento pubblicitario sulla rivista "Eco d'Arte Moderna”); "Paesaggi d'Italia", a cura di Associazione Artistica Culturale Dionysos, Palazzo Duchi di S. Stefano, Taormina (ME);
 Galleria "La Telaccia", Torino.

Francesca Schiavon

Nata aVerona dove vive e lavora.
DONNE. Il coté umano che cerca di catturare Francesca Schiavon è quello delle emozioni. Eppure non è sempre stato così. A contare per lei fino a non molto tempo fa era l'esattezza dell'anatomia, la precisione infallibile del disegno, controllata da una razionalità dominante. Una ra-zionalità che costringe la rappresentazione all'interno di una griglia incontestabilmente veritiera, ma dominata dalla presunzione di una verità assoluta. Era contro questa presunzione che si scagliò il rivoluzionario motore delle avanguardie storiche, ma Francesca Schiavon questa illu-sione di verità la inseguiva per formazione, per lavoro e per precisa richiesta dei suoi committenti. Francesca Schiavon faceva l'illustratrice scientifica per testi di botanica, zoologia e soprattutto medicina, e da illustratrice si pretendeva da lei che sapesse restituire nell'immagine con esattezza millimetrica la superficie delle cose. Magari anche la loro stratificazione interna, ma solo quella materiale, muscoli, vene, ossa, viscere. Liberarsi da questa precisione non è stato per nulla facile per lei, ne era stata catturata, imprigionata. Ma uscirne era l'unica via per incontrare e raccontare qualcosa di diverso, qualcosa che sta sotto la superficie delle cose, degli animali e delle persone. Qualcosa che il tratto preciso a ma-tita o a china non solo non può raccontare, ma uccide definitivamente. Qualcosa che si trova solo se ci si affida al cuore e non alla ragione. Qualcosa che si può mettere in mano al gesto e al colore, alla fluidità di movimenti più che alla precisione delle linee. E' stata una sfida per Francesca Schiavon, combattuta in nome di un femminile che riemerge di nuovo, in lei e nei suoi fogli. Nei suoi dipinti forme flessuose di cor-pi di donne raccontano, nel loro fondersi con gli elementi della natura, l'aria, l'acqua, la luce, le colline e la terra delle campagne, la loro capacità di sognare e di incontrare le energie del cosmo, e del maschile. La cosa più utile in questo percorso liberatorio, come lei stessa racconta, è stato lavorare con i bambini. Insegnando loro a disegnare, in realtà ha imparato di nuovo a farlo, nel senso nuovo che cercava, sono i bambini che le hanno permesso di ritrovare un contatto con pulsioni mai sopite e con una parte di sé che credeva perduta nel labirinto spigoloso della raziona-lità. Uscita da un mondo tutto maschile, dominato dal controllo e dalla precisione, Francesca ha ritrovato il suo femminile e sembra in cerca di riappropriarsene. Una faccenda da cui i maschi sono per ora esclusi, i suoi dipinti non ne prevedono quasi mai la presenza, o soltanto in parte marginale, le sue donne esprimono una fisicità strabordante che è soprattutto espressione di emozione, di capacità di fondersi con madre natu-ra nelle forme tonde, morbide e grandi, di lasciarsi andare alle emozioni. Il recupero del femminile passa anche attraverso la negazione di uno stereotipo, duro a morire, che vuole il corpo femminile “da copertina” chiuso dentro forme innaturali e ristrette, che negano il suo potenziale creatore. Il recupero del femminile passa anche attraverso una cromia morbida anch'essa, che si espande all'acqua, che si diffonde senza defini-zioni precise, che muta e vira costantemente come i colori naturali all'azione della luce. Appare una donna collina, una donna aria e acqua, una donna gatto, istintiva e ferina, flessuosa e sensuale. Una donna che saprà presto riappacificarsi con il maschile.
Camilla Bertoni
segnala:
Arianna Sartori

martedì 15 febbraio 2011

Lino Tagliapietra in mostra a Palazzo Cavalli Franchetti. Succede a Venezia


DA MURANO ALLO STUDIO GLASS. OPERE 1954 - 2011

dal 19 febbraio a cura di Rosa Barovier Mentasti e Sandro Pezzoli Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti - Palazzo Cavalli Franchetti Venezia


Si svolgerà a Venezia dal 19 febbraio al 22 maggio a Palazzo Cavalli Franchetti la prima mostra realizzata in Italia dedicata a Lino Tagliapietra, l'artista veneziano più noto e apprezzato nel mondo per la sua creatività e l'eccezionale qualità delle sue opere in vetro, autore di forme soffiate di straordinaria eleganza, realizzate con tecniche decorative sviluppate sulla base della tradizione veneziana, dagli effetti assolutamente moderni.

La mostra, curata da Rosa Barovier Mentasti e Sandro Pezzoli, dal titolo LINO TAGLIAPIETRA. Da Murano allo Studio Glass. Opere 1954 - 2011 è promossa dall'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti e Civita Tre Venezie, si avvarrà del contributo della Regione del Veneto, del patrocinio della Provincia di Venezia e del Comune di Venezia. La mostra è realizzata con la collaborazione di Venezia Iniziative Culturali. Partner ufficiale della mostra è la Galleria «Scaletta di Vetro».

La mostra comprende una vasta selezione di pezzi unici dell'ultimo decennio, tra cui alcune grandiose installazioni di stupefacente impatto formale e cromatico, proposte in esclusiva per la mostra veneziana, oltre ad una sezione storica che ricostruisce l'opera di Lino Tagliapietra fin dai suoi esordi.

Lino Tagliapietra
Nato a Murano nel 1934, è riconosciuto come uno dei maggiori interpreti del vetro contemporaneo. Nel 1956 è stato maestro nella vetreria Galliano Ferro e dopo varie collaborazioni con le vetrerie Venini e La Murrina è entrato nel 1976 alla Effetre International, in qualità di direttore artistico, dove ha avuto modo di elaborare nuovi tessuti vitrei che ha impiegato nella realizzazione di straordinari vetri ottenuti attraverso tecniche personalissime. A partire dal 1979 ha tenuto corsi di tecniche vetrarie muranesi alla Pilchuck Glas School di Stanwood e in altre scuole in America, Francia, Giappone e Australia, venendo a contatto con altri artisti del vetro con i quali a volte ha collaborato. Riconosciuto come uno dei maggiori interpreti del vetro contemporaneo, Tagliapietra indaga le diverse possibilità della materia attraverso l'uso ricorrente di canne vitree che egli stesso compone secondo singolari cromatismi, dando vita a opere inedite e suggestive ottenute spesso intervenendo sulla superficie con particolari rifiniture alla mola. Negli ultimi anni l'artista ha sviluppato la propria ricerca realizzando anche una serie d'installazioni dove l'unione di elementi singoli in sé compiuti diviene un nuovo linguaggio espressivo. Più recentemente l'artista ha adoperato il vetro per ottenere pannelli di grande dimensione composti da canne di grosso spessore, variamente sezionate, che si dispongono a formare un coloratissimo tessuto paragonabile negli esiti a straordinarie opere pittoriche. Le sue opere fanno parte delle collezioni dei più importanti musei internazionali come il Victoria & Albert Museum di Londra, il Corning Museum of Glass di New York, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi. Lino Tagliapietra ha dato avvio ad un nuovo Rinascimento nell'arte vetraria e le sue opere destano lo stupore dei cultori del vetro e degli esperti.


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LINO TAGLIAPIETRA Da Murano allo Studio Glass. Opere 1954 - 2011
dal 19 febbraio al 22 maggio 2011
Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti. Palazzo Cavalli Franchetti
Campo Santo Stefano 2842 - 30124 Venezia
Orario: Dal martedì alla domenica 10,00 - 19,00 (la biglietteria chiude alle 18.00) Chiuso il lunedì
Biglietti individuali: Intero 7,00 euro. Ridotto 5,00 euro per studenti; gruppi superiori alle 15 unità, i residenti e i nati nel Comune di Venezia; titolari di apposite convenzioni, ultrassessantenni. Gratuito bambini e ragazzi fino ai 14 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, accompagnatori di disabili, disabili, due insegnanti accompagnatori per classe, docenti universitari
Prenotazione 1,50 euro
Visite guidate su prenotazione: Massimo 25 partecipanti Gruppi 80,00 euro
Scuole 50,00 euro - In lingua straniera 100,00 euro

Venezia rende omaggio al maestro del vetro e Marsilio raccoglie in un elegante catalogo le sue opere più sorprendenti. In occasione della mostra veneziana, Marsilio pubblicherà Lino Tagliapietra. Opere (Marsilio Editori, pp. 144, 150 ill. a colori, formato cm 24 x 29, Euro 35,00), curato da Rosa Barovier Mentasti in collaborazione con Sandro Pezzoli. www.linotagliapietravenezia.com
tel. 199199111

Organizzazione generale, promozione e servizi in mostra:
Civita Tre Venezie Dorsoduro 3488/U 30123 Venezia
Tel: 39 0412201215 - 39 0412201297

Ufficio Stampa
Sara Salmaso mailto:s.salmaso@guest.marsilioeditori.it/
041 2406536 - 320 0214995
Anna Zemella mailto:annazemella@annazeta.it/
041 5208493 - 335 5426548

Come raggiungerci: A piedi: circa 30 minuti da Piazzale Roma / Ferrovia circa 15 minuti da Piazza San Marco direzione Campo Santo Stefano / Accademia

In vaporetto: da Piazzale Roma / Ferrovia:
linea 1 direzione San Marco, fermata Sant'Angelo o Accademia.
linea 2 direzione San Marco, fermata S. Samuele o Accademia.

In vaporetto: da San Zaccaria / San Marco:
linea 1 direzione Piazzale Roma / Ferrovia, fermata Santa Maria del Giglio o Accademia.
Linea 2 direzione Piazzale Roma / Ferrovia, fermata Accademia o S. Samuele
segnala:

exibart

lunedì 14 febbraio 2011

Anna Sciacovelli



Presso la Sala Consiliare della Provincia di Bari Lungomare Nazario Sauro, 19 Bari l'Associazione Mondo Antico e Tempi Moderni Onlus e la WIP EDIZIONI organizzano un Incontro per la presentazione dei libri della poetessa, scrittrice e giornalista ANNA SCIACOVELLI

titoli: Bari che scompare (Congedo Editore 1986), Baresismi detti e stradetti della nostra Città (Wip Edizioni 2006), Baresismi baby (Wip Edizioni 2010). Interverranno alla presenza dell’Autrice: il prof. Nicola Cutino, Presidente Seminario di Studi sul Dialetto Barese; Vito Signorile e Mario Mancini, attori; Rodolfo Ventrella compositore e cantautore folk; Stefano Ruocco, editore. Moderatore: Lucio Marengo. Ingresso libero.

dr.ssa Giorgia Cutino
Addetto Stampa
Mondo Antico e Tempi Moderni
Tel. 080 5492549


Durante la serata, i libri offriranno diversi spunti per conoscere meglio il dialetto barese e la sua scrittura, i detti, gli stradetti, gli usi, i costumi, le tradizioni autentiche della nostra Città.
Con osservanza. prof. Nicola Cutino, Presidente di Mondo Antico e Tempi Moderni e del Seminario di Studi e di Approfondimento sul Dialetto Barese. cell. 340.4720686
http://www.mondoanticoetempimoderni.it/

Stefano Ruocco


Responsabile WIP Edizioni

70125 – Bari
Via L. Franchetti 29
Tel. +39.080.557.60.03
Fax +39.080.552.30.55
http://www.wipedizioni.it/
info@wipedizioni.it

sabato 12 febbraio 2011

DESFILE NUEVA COLECCION INGRID BRATT NOD 321


INGRID BRATT TIENE EL PLACER DE INVITAROS A LA PRESENTACIÓN DE SU NUEVA COLECCIÓN NOD 321.

El desfile que se presentara como antesala a Cibeles,y cuenta con el Patrocinio de Grey Goose, Patrocinadores también de Madrid Fashion Week en CIBELES, Promodelia eventos y Agencia de Comunicación y la Sala Kudetá.



La colección de Ingrid Bratt esta inspirada en Cantantes de Rock y cuenta con unas líneas mezcla entre neo punk y clásicas.

ESTA VEZ LA SORPRESA ES QUE INGRID BRATT INCLUYE TAMBIÉN ROPA PARA HOMBRES!!



SI! POR QUE TODOS LO ESTABAIS ESPERANDO! DEDICADO A VOSOTROS!



El evento será todo un Espectáculo!

Quizás haya mas sorpresas asi que estad pendiente de la información actualizada!

No os lo podeis perder.



Estais invitados el DIA 17 DE FEBRERO DE 2011 en la Sala Kudetá. Carretera de la Coruña kilometro 8.7. Madrid. 23 horas. (posibilidad de cambio de horario,estad pendientes)



mas información:
http://www.facebook.com/l/82229iZ5PUU710SnlAbYdRyBMjA;www.ingridbratt.jimdo.com/news