lunedì 18 settembre 2023

Lingua morta, la prima collettiva promossa dalla galleria Divario


Divario inaugura, mercoledì 20 settembre 2023 ore 18:30 - 21:30 (Via Famagosta 33, Roma), Lingua morta, la prima collettiva promossa dalla galleria, a cura di Davide Silvioli, con le opere più recenti di quattro giovani artisti: Alessandro Costanzo (Catania 1991), Jacopo Naccarato (Arezzo, 1995), Francesco Pacelli (Perugia 1988) e Bernardo Tirabosco (Arezzo 1991).

____Lingua morta riunisce lavori che dimostrano spontaneamente di condividere una sensibilità, anziché una tematica o una tecnica. Senza prevedere opere di pittura, la mostra è pensata per raccordare realizzazioni differenti per soluzioni, metodi, contenuti e linguaggio ma che manifestano unitamente, nella resa estetica, la sussistenza di proprietà riferibili per tradizione alla categoria della pittura: gesto, luce, trama, incarnato, profondità, etc.
____La tesi alla base del progetto vuole porre in evidenza come una certa dimensione pittorica sopravviva implicitamente nella contemporaneità artistica, anche mimetizzandosi in maniera magmatica in tecniche e operazioni quantomai diversificate tra loro ed estranee alla nozione più ordinaria di pratica pittorica. L’esposizione, così tratteggiata, ragiona su una cerchia di risultati offerti dalla ricerca artistica recente, in cui, pur rispettando le individualità, si rintracciano unanimemente caratteri estetici di discendenza pittorica, coniugando la sperimentazione artistica del presente con una delle radici storiche della cultura visiva dell’attualità.

 

Divario presents, Wednesday 20 September 2023, from 6.30 pm to 9.30 pm (Via Famagosta 33, Rome) Lingua morta (Dead language), the first group show promoted by the gallery, curated by Davide Silvioli, featuring the most recent works of four young artists: Alessandro Costanzo (Catania 1991), Jacopo Naccarato (Arezzo, 1994), Francesco Pacelli (Perugia 1988) e Bernardo Tirabosco (Arezzo 1991).

____Lingua morta brings together a set of works demonstrating spontaneously to share a sensibility, rather than a topic or a technique. Without including paintings, the show is conceived to connect a group of works different in terms of solutions, methods, contents and language but which unanimously express, in the aesthetic result, the existence of properties traditionally referable to the category of painting: gesture, light, texture, shape, depth, etc.
____The idea at the basis of the project wants to highlight how a pictorial dimension implicitly survives in the artistic contemporaneity, even by camouflaging itself, in a magmatic way, inside techniques and operations being very diversified from each other and distant to classic idea of painting practice. The exhibition, so outlined, reflects on a group of achievements offered by recent artistic research, in which, respecting individual aspects, aesthetic characteristics of pictorial origin are jointly traced, combining the artistic experimentation of the present with one of the historical roots of current visual culture.

Lingua morta
la prima collettiva promossa dalla galleria Divario
Alessandro Costanzo, Jacopo Naccarato, Francesco Pacelli e Bernardo Tirabosco
a cura di Davide Silvioli
dal 20 settembre al 17 novembre 2023

Divario
Via Famagosta 33
00192 Roma 
T +39065780855

pubblica: 

Evocations | A Nomadic Exhibition Project

FABIEN VERSCHAERE_ AQUARELLE (70x50cm)

Ruth Barabash (Israele/Francia) Anya Belyat-Giunta (Russia/Francia) Elzevir (Francia) Aron Gabor (Ungheria) Ugo Giletta (Italia) Marine Joatton (Francia) Allison Hawkins (USA) Danica Lehocká (Slovakia) Lello Lopez (Italia) Christoph Mayer (Austria) Fabien Verschaere (Francia).

Da sabato 23 settembre dalle ore 17.00, la Shazar Gallery presenta “Evocations - A Nomadic Exhibition Project”, a cura di Lorand Hegyi. Undici artisti internazionali mettono in mostra negli spazi di via Pasquale Scura il proprio universo immaginifico usando il linguaggio del disegno contemporaneo, una narrativa guidata dall’empatia, dalla fantasia radicale, dalla interiorità, che rivela le risorse umane di un’epoca del disorientamento intellettuale e morale profondo. Il linguaggio del disegno, con la sua spontaneità e sensibilità, con la libera e immediata espressione di fantasmi e visioni, con la offensiva sensualità, manifesta una possibilità di vero dialogo dall’interno e dall’esterno, del personale e del collettivo. 

Il progetto espositivo itinerante ospitato dalla Shazar Gallery, unica galleria del Sud Italia insieme ad altre nove istituzione internazionali (Shazar Gallery, Napoli - Faur Zsófi Galéria, Budapest - Galerie Petra Seiser, Attersee / Wien - Otto Gallery, Bologna - Galerie Brugier-Rigail, Paris - Hopstreet Gallery, Brussels - Villa Tornaforte, Cuneo - Chelouche Gallery, Tel Aviv - DOX Centre for Contemporary Art, Prague - Museum f Contemporary Art, Belgrade - Galerie Sommer, Graz), promuove e vitalizza le relazioni dirette tra artisti (38 per tutto il programma), gallerie, fondazioni, musei ed istituti culturali in differenti paesi d’Europa e del Mediterraneo nell’arco di un biennio 2023/2024

Le opere sono frutto di “intense e appassionate discussioni tra artisti, galleristi, curatori, scrittori e appassionati d’arte. Lunghe riflessioni sui nostri giorni, dopo la pandemia e le attuali vicende belliche e di crisi politiche, economiche e umanitarie, osservando gli avvenimenti in tutto il mondo e condividendo sentimenti, dubbi, speranze, panico e angoscia provocati dagli eventi” spiega il curatore Lóránd Hegyi.

Il progetto è stato ideato a Cuneo ed è parte dell’attività culturale di “Aragno Humanities Forum”, che vuole contribuire al processo di fondazione di nuove piattaforme di confronto e scambio di idee sulla realtà contemporanea.

Evocations rimarrà aperta fino al 31 ottobre 2023 dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30 e su appuntamento. 

Shazar Gallery
Evocations A Nomadic Exhibition Project
A cura di Lòrànd Hegyi
Opening: sabato 23 settembre 2023 dalle 17,00 alle 20,00
Dal 23 settembre al 31 ottobre 2023

Press officer: Graziella Melania Geraci 

Shazar Gallery
Via Pasquale Scura 8, 80134 Napoli Tel. 081 1812 6773 www.shazargallery.com – info@shazargallery.com
Instagram: shazargallery – FB: shazargallery

pubblica: 

martedì 12 settembre 2023

In Pardis ❀ per FARE tutto ci vuole un FIORE...


In occasione del finissage del secondo progetto quadrimestrale 


In Pardis ❀
Il sensibile nel design e nell’opera di Leila Mirzakhani e Dylan Tripp


SUBSTRATUM 𝗚 𝗔 𝗟 𝗟 𝗘 𝗥 𝗜 𝗔 
invita 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶 𝟭𝟱 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟯 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴.𝟯𝟬 a una nuova esperienza nel giardino paradisiaco sempre nell'ottica esplorativa di un universo umano sensibile e sostenibile.


Per FARE tutto ci vuole un FIORE ❀
Seguendo la poesia il floral designer Dylan Tripp ci farà vivere la sua pratica artistica attraverso una creazione floreale simbolica che riunirà in un unicum l'installazione stabilizzata realizzata In Pardis ❀ con una nuova e vitale composizione. Un immaginario axis mundi naturale, un filo di congiunzione tra sopra e sotto, permanente e temporaneo, vita e morte e ancora vita.


Vi aspettiamo numerosi per vivere e godere insieme di fiori e delizie...In Pardis ❀ 

❀
𝗦𝘂𝗯𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝘂𝗺 è uno studio di architettura con sede a Roma dal 2017, costituito da Giorgia Castellani e Giovanni Tamburro. Il principale oggetto di interesse dello studio è la materia storica, antica o più recente, che si traduce in lavori di restauro di beni storico-artistici, ristrutturazioni di edifici residenziali, disegno di arredi e allestimenti. Si relazionano con l’esistente urbano anche attraverso la progettazione di nuovi edifici. In un senso arcaico Substratum è ciò che sta sotto, talora nascosto, ma pur sempre ciò che tiene, materia fatta di relazioni solide, connessioni costanti, collegamenti persistenti. Esige uno sguardo acuto, dinamico, capace di leggere dal basso verso l’alto e ritorno, di lato e di traverso, fuori e dentro. Un’indagine attenta non solo alle luci ma soprattutto alle ombre, perché sono queste a dare spessore e sostanza, capace di rintracciare segni e disegni, di ricostruire tessuti e trame, di connettere idee ad altre idee, colori a forme, gesti a corpi, sensi a sogni, suoni a forme, forme a idee, e da capo. La filosofia di SUBSTRATUM può essere sintetizzata nelle loro parole: osserviamo il basso per guardare l’alto, ricuciamo il sotto per tessere un sopra.

𝗟𝗲𝗶𝗹𝗮 𝗠𝗶𝗿𝘇𝗮𝗸𝗵𝗮𝗻𝗶 nata a Tehran. Attualmente vive e lavora a Milano. Si è laureata nel 2004 in Comunicazione Visiva all’Università d’Arte di Tehran, prosegue i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma dove si è diplomata in pittura e grafica d’arte. La sua ricerca artistica parte dallo studio di metafore e collegamenti tra la natura stessa e il mondo interiore. Nei suoi disegni il segno diventa l’alfabeto visivo usato per far emergere l’aspetto poetico da ciò che ci circonda. Nel 2008 vince la sesta edizione del “Premio per l’incisione al Centro per l’incisione e grafica d’arte” a Formello e nel 2018 le viene assegnato il “Premio Pavoncella per la creatività femminile” a Sabaudia. I suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive, in istituzioni pubbliche e gallerie nazionali ed internazionali.

𝗗𝘆𝗹𝗮𝗻 𝗧𝗿𝗶𝗽𝗽 è un floral designer americano trasferitosi a Roma nel 2004, città dove vive, lavora e ha sede il suo atelier. Tripp inizia la sua carriera inizialmente nella Moda, lavorando per diversi anni come fashion designer per diversi uffici stile, come Valentino e Fendi. Parallelamente al lavoro nella Moda, Dylan Tripp sviluppa la sua passione per la natura e il mondo floreale che dal 2012 diventa la sua unica strada. Con un occhio speciale per forma, colore e movimento, Dylan dà vita a piccoli mondi botanici che riflettono uno stile dove spontaneità, eleganza e poesia si incontrano, creando un'estetica floreale contemporanea. Questa sua visione "floreale" del mondo, lo porta a lavorare per importanti realtà aziendali che richiedono le sue composizioni per eventi, set design, flower services per boutiques, showroom e hotel.


SUBSTRATUM
𝗚 𝗔 𝗟 𝗟 𝗘 𝗥 𝗜 𝗔

In Pardis
Il sensibile nel design e nell’opera di Leila Mirzakhani e Dylan Tripp

FINISSAGE 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶 𝟭𝟱 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟯 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴.𝟯𝟬

SUBSTRATUM
Via in Selci, 84b, 00184 – Roma
T. 064823658 www.substratum.it
g.tamburro@substratum.it - g.castellani@substratum.it

Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com - info@amaliadilanno.com

Si ringrazia Mobilia Scatena s.n.c. di Battaglini Gabriele & c. Via Montello, 17 – 06024 Gubbio (PG)







Estinzione di Sabino de Nichilo


Lo spazio indipendente 16 Civico di Pescara è lieto di presentare la mostra Estinzione di Sabino de Nichilo, a cura di Nicoletta Provenzano. 

Un climax incalzante, schietto e anti-utopico accoglie radicalmente il groviglio di distruzione e creazione proprio del farsi del mondo, come condizione immanente, irreversibile quanto inquieta, metamorfica e mutante.

Sabino de Nichilo, in un progetto site specific che unisce opere ceramiche e dipinti, ci trasporta in trasformazioni ibride, nate oltre lo scenario della sesta estinzione di massa, dove la materialità di corpi compositi si staglia nei luoghi del quotidiano: in un passato abitativo che appare superstite e lascia emergere il passaggio del tempo, la genesi di nuove forme in materia duttile e lucida, tentacolare, affiorata e assommata in superfetazioni verticali promiscue o alterità parassitali, invade e si appropria degli spazi, ripopolando un habitat di rovine e macerie, lungo i resti di un collasso antropico, sovrascrivendo entità ecologiche tra simbiogenesipluralistiche.

Come scrive la curatrice: «Le sculture ceramiche, articolate come vite silenti e rizomorfe appartenenti alle zone d’ombra, alle profondità dell’humus, si evidenziano come conformazioni intricate e sinuose che dominano e colonizzano prepotentemente anche lo sguardo in diramazioni anarchiche, ma ritmiche, trattenendo il loro enigma, la loro mutualistica esistenza unita al dissimile, formante un ecosistema autonomo e dinamico. L’artista, nella sapienza e padronanza tecnica, approda ad una libertà formale virtuosa e intrigante, esteticamente barocca, che coglie le fragilità e caducità della physisinsieme all’audacia e determinazione concreta con cui si violano i confini dell’equilibrio, dove la distruzione della simmetria e proporzione armonica conduce a nuove cognizioni e congiunzioni d’insieme, tra mirabilia e dramma. Le opere pittoriche nel turbine di cromie e nel tratto fluido di viluppi miceliari appaiono come sistemi radicanti vegetativi trasposti dall’universo ctonio in esuberanze coloristiche vivide, un ordine nascosto di fitte reti intercomunicanti che procedono e prolificano rimescolandosi in turbolenze e connessioni vivifiche imprevedibili. Sabino de Nichilo porta in luce un mondo ignoto e stupefacente in espansioni cromatiche veloci, interludi alla pratica scultorea che raggiungono un’acme linguistica fantasmagorica intrinseca alla ricerca».

La mostra Estinzione si situa nel processo dell’esistere e del divenire, senza soccombere all’astrazione futuribile, ma percorrendo l’inarrestabile continuità della vita, di una natura in perpetua evoluzione. 


Sabino de Nichilo nasce a Molfetta (BA) nel 1972. Si diploma in scultura all’Accademia di belle arti di Roma, la città in cui vive e lavora. Dopo un esordio espositivo nel 2009, si dedica all’organizzazione di mostre (è tra i fondatori nel 2017 del progetto curatoriale Casa Vuota) e si avvicina alla pratica scultorea, all’installazione, alla pittura e alla performance. Metabolizzando le istanze culturali del Post Umano, le sue ultime sperimentazioni sono Esperimenti di estinzione volti a osservare i limiti dei processi evolutivi. Per le sue sculture utilizza la ceramica, a volte assemblata con elementi naturali e sintetici, come medium principale di una ricerca che esplora il confine tra organico e inorganico. Privando l’umano della sua unità e degli attributi che lo definiscono e lo decodificano culturalmente, Sabino de Nichilo modella oggetti carnali che sembrano lacerti di una macellazione o di un’autopsia, osservati però con un distacco ironico e incruento. Attraverso essi, porta alla luce una visceralità sentimentale che addomestica l’alienità di un’anatomia mutante con le cromie spesso sgargianti degli smalti, su cui aggiunge accenti metallici, grazie alla cottura a terzo fuoco. Nel 2018 nelle sale del Museo Archeologico Fondazione “De Palo-Ungaro” di Bitonto (Bari) viene allestita Viscere, la sua prima mostra personale. È del 2019 la sua seconda personale, Organi da asporto, ospitata da L29 Art Studio a Roma, con un testo critico di Lorenzo Madaro. Nel 2023 si tiene Innen und aussen, doppia personale di Sabino de Nichilo e Dario Molinaro alla MoMart Gallery di Matera a cura di Antonello Tolve. Tra le mostre collettive più recenti si segnalano nel 2019 Miradas cruza das alla Fondazione “Horcynus Orca” di Messina a cura di Andrea Iezzi, nell’ambito del progetto La Cultura è Capitale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, e Mediterraneo Keramikòs 2020 al Museo Nazionale della Ceramica “Duca di Martina” in Villa Floridiana a Napoli a cura di Lorenzo Fiorucci, nel 2020 Basic Necessities, un progetto di SpazioY e ABC Collective, a Roma e Pezzi Unici alla Galleria Gallerati di Roma a cura di Noemi Pittaluga, nel 2021 40 days a Quasi Quadro a Torino a cura di Mattia Lapperier e BACC. La forma del vino - Premio internazionale di Ceramicaalle Scuderie Aldobrandini di Frascati (Roma), nel 2022 Points of departurealle Officine Brandimarte di Ascoli Piceno a cura di Linda Sironi e la mostra dei finalisti del Premio Arteam Cupnella Fortezza del Priammar di Savona a cura di Matteo Galbiati e Livia Savorelli, nel 2023 La potenza del pensieroalla Residenza delle arti dell’Ambasciata d’Italia a Berna a cura di Antonello Tolve e Silvio Mignano e Antropomachie al Palazzo dei Capitani del Popolo di Ascoli Piceno a cura di Ado Brandimarte. Nel 2021 riceve la Menzione d’onore al XXVIII Concorso di Ceramica Contemporanea di Grottaglie (Taranto). Nel 2023 vince come Migliore Artista il Premio Sparti 2023 ad Ascoli Piceno.


INFORMAZIONI TECNICHE
ESTINZIONE
Sabino de Nichilo 
a cura di Nicoletta Provenzano 
16 settembre – 14 ottobre 2023
Inaugurazione: sabato 16 settembre, ore 18.30

16 Civico
Spazio per l'arte contemporanea
Strada Provinciale S. Silvestro, 16 - 65129 PESCARA
www.16civico.wordpress.com
16civico@gmail.com
fb:https://www.facebook.com/Sedicicivico
insta: https://www.instagram.com/16civico/
info: 3402537653


lunedì 4 settembre 2023

Fabio Ricciardiello | I codici della trasparenza

Fabio Ricciardiello, Pink Resurrection

Ciò che non vediamo è, talvolta,
più prezioso di quanto la superficie manifesti.

Fabio Ricciardiello, fotografo e scultore, indaga ne I CODICI DELLA TRASPARENZA, site specific per Adiacenze, la dimensione reale e surreale d’un dialogo paradossale e ontologico tra visibile ed invisibile, pieno e vuoto, relazioni e sintonie stupenti e stranianti interpellando energie ancestrali, percezioni speculari, esoterismi di matrice classica e mediterranea, ove persino l’eco di Artemide Efesia si intravvede e guida l’incertezza del sogno, della realtà, dell’azione e della stasi, fenomeni appartenenti alle profondità del nostro ego senza che essi siano palesi.
Forma. Apparenza. Ingegno. Cre_Azione. Ricciardiello delinea quel processo indagatore di verità assopite assunte nella sfera della memoria collettiva e primigenia, sollecitando la riscrittura ideale di un abbecedario capace di rileggere quanto non più nitido. Cosa vediamo quando osserviamo? Cosa immaginiamo? Ogni opera d’arte dovrebbe avere il compito di interrogare, svelare, indicare una nuova strada interpretativa, per essere estetica priva di cosmetica, oltrepassando il luccichio della superficie ed agguantare qualcosa d’altro. La cre_Azione ideale dell’artista ha subìto il fascino umano della materia, della luce, dell’acqua, dei simboli, tale da rendere tangibile e replicabile l’agire mediante una convers_Azione corale, sentenza di nuova nascita. Egli afferma:

‘I codici della trasparenza sono quegli elementi che sommati, formulati,
generano l’intuizione che diventa poi, opera fisica. Un codice che mi permette di vedere
quanto a molti non appare e di maturarlo, tradurlo, a volte, in esperienza fisica.
Una ricetta segreta che si svela per essere tramandata, trasmutata e profondamente percepita.’

I CODICI DELLA TRASPARENZA sono la chiave di volta per fa sì che quanto è invisibile possa trovare salvifico modo d’esser svelato ad ognuno di noi? Cosa vediamo quando nulla appare? La personale di Fabio Ricciardiello per Adiacenze è una storia di immagini, materia, presenza, assenza ed immaginazione quella umana. Non resta che mettere alla prova la propria visione, la propria immaginazione, persino la cieca certezza dell’invisibile per poter toccare con mano tutto ciò che non saremmo capaci di far apparire nella realtà.

Qui! Ora!
È giunto il tempo di decifrare il desiderio della creazione.


BIO
Fabio Ricciardiello (1979), artista e fotografo napoletano, da circa 20 anni vive e lavora a Milano. La sua ricerca artistica si concretizza in diversi ambiti disciplinari: sperimenta la scultura ceramica, tesa verso una nuova forma espressiva della materia, mentre la sua produzione fotografica è proiettata verso la traduzione dell’irreale che, attraverso la finzione fotografica, diviene reale. Accanto a questi due linguaggi, Ricciardiello affianca il disegno e la grafica. Quest’ultima derivazione della sua esperienza nella moda con lo pseudonimo di Fabio Costì, il disegno invece nasce in una sorta di diario segreto, come schizzi e bozzetti, fatti di inchiostro, grafite e pastelli acquerellati.

Corazza

I codici della trasparenza
Fabio Ricciardiello
INAUGURAZIONE: mercoledì 6 settembre 2023 dalle 18
ARTISTA: Fabio Ricciardiello
A CURA DI: Azzurra Immediato
SEDE:Adiacenze, Vicolo Spirito Santo 1/B, Bologna
PERIODO: 6-17/09/2023
ORARI: 16.00-20.00
INFO:+39 3473626448 / + 39 3661194487 - info@adiacenze.it - www.adiacenze.it

1m2 presenta Cinque minuti di celebrità di Barbara Ippedico


Riparte la stagione espositiva di 1m2(Un Metro Quadro), lo spazio che porta l’arte contemporanea nelle vetrine ad oblò, aperte su strada 24 ora su 24. 
Da venerdì 8 settembre alle ore 19.30 presso 1M2_Locorotodo, in via Dura 4, Barbara Ippedico presenta il progetto “Cinque minuti di celebrità”, un viaggio introspettivo che rivela, attraverso un lavoro installativo-fotografico, il susseguirsi e il riaffiorare di ricordi come tappe fondamentali di una crescita interiore. Le superfici che l’artista milanese manipola appaiono ruvide e mosse, la staticità dei volti, tratti da archivi datati, si agita grazie ai differenti livelli, alle altezze difformi, agli sguardi che si infrangono e si disperdono nei protagonisti della storia, i famosi interpreti per un breve lasso di tempo, i fondamentali Cinque minuti nella vita di Barbara Ippedico.
Insieme alla mostra, 1M2 lancia una call per replicare il proprio format e il modulo di successo della vetrina aperta su strada cercando nuovi spazi. 1M2 chiama alla partecipazione gli amanti dell'arte o semplicemente coloro i quali abbiano a disposizione uno spazio utile alla trasformazione nel contenitore d'arte che entrerà a far parte del circuito 1M2. La call prevede l'adesione non solo da tutta la Puglia, compresa la stessa Martina Franca per un cambio sede, ma ha l'obiettivo di allargarsi in tutta Italia e anche all'estero (info@1m2.it).
Dall’8 al 24 settembre gli spazi sperimentali di Martino Pezzolla, Giordano Santoroe Michele D’Amico, 1M2 nei centri storici di Martina Franca e di Locorotondo, mostreranno contemporaneamente i lavori di Barbara Ippedico portando l’arte contemporanea nel quotidiano andirivieni cittadino. 
L’opening si terrà in presenza dell’artista presso 1m2 a Locorotondo in Via Dura 4, venerdì 8 settembre dalle ore 19.30 con brindisi offerti dalla cantina Giustini.

 

                                                                  

1m2
Cinque minuti di celebrità
di Barbara Ippedico

Opening: Venerdì 8 settembre dalle ore 19.30

in Via Dura 4, Locorotondo, BA
Dall’8 al 24 settembre 2023 (in contemporanea 1M2 Locorotondo e 1M2 Martina Franca)

- Via Gian Battista Vico 26, Martina Franca, TA
- Via Dura 4, Locorotondo, BA
info@1m2.it
https://www.1m2.it/
3450853037

giovedì 31 agosto 2023

Quarta operazione del programma OMAR

 


OMAR è un programma estetico fondato sulla coesione di artistə che vogliono sperimentare una pratica basata sull’ibridazione e l'alterità, mantenendo l’eterogeneità delle singole ricerche. Nasce nel 2021 durante la residenza artistica RAMO di Giulianova (TE). La prima operazione nel 2022 "OMAR da Mauro" è stato un instant show a cura di Elisa Cescon Tedesco nell'iconica trattoria di Roma, a cui sono seguiti "OMAR al Trullo" a cura di MIXTA, residenza e mostra collettiva in un trullo di Francavilla Fontana (BR) e “PRIVATE DANCE” a cura di Francesca Rossi Minelli, una viewing room direttamente sul profilo di Onlyfans.

Oggi, la presentazione della quarta operazione. Una nuova residenza artistica con mostra collettiva presso il Victor Country Hotel di Alberobello (BA). Il programma OMAR è lieto di accettare l’invito da parte dei soci della struttura ospitante per tornare in Puglia, rinnovando un'esperienza positiva con il territorio e i suoi abitanti.

Confermando la sua natura partecipativa, OMAR attraverso una nuova OPENCALL, ha selezionato per questa operazione il curatore Francesco Buonerba (Poggiardo,1984) e glə artistə Alessandra Cecchini (Rieti,1990) Serena Grassi (Lecce,1993) Roberto Orlando (Palermo,1996) che vanno ad unirsi ai fondatori del programma: Sebastian Contreras (Buenos Aires,1972), Matteo Costanzo (Roma,1985), Devin Kovach (Arizona,1987), Flavia Carolina D'Alessandro (Caracas,1977), Tamara Marino (Ragusa,1983), Giorgia Mascitti (San Benedetto del Tronto,1995), Giuseppe Mongiello (Vallo della Lucania,1981).

La residenza artistica avrà luogo dal 02 al 11 Settembre 2023 con la seguente mostra collettiva che inaugurerà il 09 Settembre e resterà fruibile al pubblico fino al 30 Settembre 2023.