mercoledì 16 ottobre 2019

LO SCHERMO DELL'ARTE FILM FESTIVAL - XII EDIZIONE


Ettore Spalletti (2019)
Still dal film documentario, courtesy LaGalla23 Productions


Dal 12 al 17 novembre 2019 si terrà a Firenze la XII edizione dello Schermo dell’arte Film Festival. 
Non solo film, ma anche incontri, tavole rotonde e una mostra andranno a comporre il ricco programma del festival, che porta nella città toscana una comunità internazionale di artisti, registi, curatori, direttori di museo, produttori, distributori che lavorano con le moving images. Un momento molto atteso anche dal vivace pubblico del festival che riunisce giovani, studenti, amanti dell’arte contemporanea, cinefili, collezionisti. 

In programma una selezione di documentari e film d’artista con un importante approfondimento sulla produzione italiana. Al centro dei film il crescente interesse degli artisti verso i cambiamenti e le tematiche sociali, geo-politiche e ambientali che interessano il mondo contemporaneo.

La prima mondiale di Romanistan di Luca Vitone (2019), progetto promosso dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, vincitore della IV edizione del bando Italian Council (2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. Il film, che sarà presentato in concomitanza con l’inaugurazione della personale dell’artista al Centro Pecci (7 novembre 2019 – 2 febbraio 2020), racconta il suo viaggio in auto intrapreso tra maggio e luglio 2019 con una troupe, per ripercorrere a ritroso il tragitto di emigrazione iniziato nell’VIII secolo dal popolo Rom, dall’India nord occidentale all’Europa. 

La prima italiana di That Which Is To Come Is Just A Promise del collettivo Flatform (2019), presentato nella Quinzaine des Realisateurs all’ultimo Festival di Cannes. In un lungo piano sequenza sull'isola di Funafuti si avvicendano fluidamente lo stato di siccità e quello di allagamento, senza interruzioni. L’isola, nell'arcipelago polinesiano di Tuvalu, è teatro da qualche anno di un fenomeno unico dalle conseguenze drammatiche: per effetto dell'innaturale surriscaldamento del mare, l'acqua salata risale dal sottosuolo, sgorga attraverso le porosità dei terreni e li allaga, mettendo a rischio il futuro della vita sull'isola e lasciando gli abitanti in un continuo stato di attesa e sospensione. 

Tra i documentari, l’anteprima italiana di Ettore Spalletti di Alessandra Galletta (2018) che, da un lato, si sofferma sulla realtà quotidiana, metodica, contemplativa dell’artista definito “l’artista degli artisti” anche per il suo uso leggendario del colore, e dall’altra lo accompagna in Abruzzo per immergersi nell’inesauribile espandersi delle sue opere, tra Roma, Napoli, Bologna, Parigi, Londra, Madrid e Strasburgo.

Il Focus on 2019 sarà dedicato all’artista Turner Prize 2004 Jeremy Deller che torna al festival, dopo il successo di Bom Bom’s Dream nel 2017, con un talk con il pubblico e una selezione dei suoi lavori, in cui emerge la connessione tra musica e arte ma anche l’interesse per i meccanismi che regolano la società contemporanea e i rapporti fra gli individui. Tra le opere che saranno presentate, il film commissionato e prodotto da Frieze e Gucci Everybody in the Place: An Incomplete History of Britain 1984-1992(2018) in cui Deller esplora l’eredità contemporanea della “Summer of Love”, raccontando la nascita del fenomeno culturale della musica house nel Regno Unito e mettendolo in relazione con i grandi cambiamenti sociali che hanno sconvolto il paese negli anni Ottanta. Materiali d’archivio rari o inediti raccontano la storia, dai movimenti di protesta ai rave party nei capannoni abbandonati, l’agitazione degli operai che tracima nello sfogo caotico sulla pista da ballo (Courtesy of the Artist, Gucci, Frieze and The Modern Institute/Toby Webster Ltd, Glasgow). E ancora The Bruce Lacey Experience, realizzato con Nicolas Abrahams nel 2012, ispirato alla originale figura dell’artista e performer inglese Bruce Lacey, inventore, pittore, scultore e regista d’avanguardia che ha collaborato con moltissime band musicali, tra cui i Beatles.

Si conferma l’impegno del Festival verso le nuove generazioni con la VIII edizione di VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images, curata da Leonardo Bigazzi, rivolta ad artisti under 35 che lavorano con video e cinema. Nell’ambito del progetto, sarà assegnato il VISIO Young Talent Acquisiton Prize della Seven Gravity Collecton e si terrà una mostra con le opere degli artisti partecipanti.

Lo schermo dell'arte è realizzato con il contributo Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, FST Mediateca Toscana Film Commission, e con il sostegno di In Between Art Film, ottod’Ame, Findomestic, Unicoop Firenze, Famiglia Cecchi, B&C Speakers.

FIRENZE. Lo Schermo dell'arte film festival 
Dal 12 Novembre 2019 al 17 Novembre 2019

Maggiori info HERE

lunedì 14 ottobre 2019

DENIS RIVA | Avanzato stato di composizione


Uomo e animale camminano insieme, in rispettoso silenzio, o parlando il linguaggio universale della natura.

Cellar Contemporary apre la stagione autunnale in galleria con la mostra personale di Denis Riva, Avanzato stato di composizione, in cui l’artista presenta una serie di lavori inediti su carta – la sua materia d’elezione –, su tela, e su tavola.

Sono luoghi (mentali) i soggetti preferiti dall’artista, che articola le sue narrazioni visive all’interno di scenari onirici, in cui si oltrepassa la dimensione del dipinto per allargarsi idealmente a tutto l’ambiente circostante. Uomo e animale camminano insieme sulle rive di fiumi e laghi (di carta), in rispettoso silenzio o parlando il linguaggio universale della natura. Così Denis Riva descrive il suo momento presente, fatto intrecci temporali in cui la creatività accumulata “avanza” incessantemente per essere proiettata nel futuro.Attese, spostamenti e richiami intitolano le opere; la serie dei “Laghi di carta” e alcune opere su tela ci accolgono in galleria, per culminare nel dittico “Verso la caduta del cielo”. Al piano sotterraneo, grandi opere su carta si alternano a lavori su legno di recupero e alla tela “Acqua che vuoi diventare”, tra movimenti fluidi e cromatismi rarefatti. La pittura e il collage ricoprono la superficie di quasi tutte le opere, originando interessanti contrasti materici.

La mostra inaugura giovedì 17 ottobre alle 18:30 da Cellar Contemporary in presenza dell’artista. Accompagna l’esposizione un libro edito da Il Rio, la cui pubblicazione è parte del Premio A.T. Cross Company indetto da Lorenzo Motta e vinto da Denis Riva durante la scorsa edizione di SetUp Contemporary Art Fair.

Denis Riva, detto Deriva, è nato nel Ganzamonio nel 1979.
Disegnatore, pittore, raccoglitore, osservatore, assemblatore, ricercatore, installatore, sperimentatore, non attore. Non partecipa a premi. Non si è diplomato all'accademia di belle arti di. Vive sotto il peso terribile dell'arte che trasporta quotidianamente con sé. Nessun Master, anche se utilizza spesso la parola Maztèr. Non è docente all'università. Frequenta continuamente due cani. Nonostante la moltitudine di lavori fatti in questi ultimi anni è convinto di essere appena all'inizio della propria ricerca ma comprende che potrebbe anche essere alla fine. Nel 2017 ha compiuto vent'anni di mostre.
Vive e lavora nel a Forllina.

CELLAR CONTEMPORARY
DENIS RIVA | Avanzato stato di composizione
17.10.2019 - 29.02.2020
Opening 17.10.2019 | ore 18:30


Cellar Contemporary
Via San Martino, 52 - Trento
www.cellarcontemporary.com
+ 39 349 2552040
camilla@cellarcontemporary.com

venerdì 11 ottobre 2019

Del tempo e degli specchi di Angelo Iodice


Sabato 26 ottobre alle ore 18 ultimo appuntamento della stagione espositiva 2019 del TOMAV - Torre di Moresco Centro Arti Visive con Del tempo e degli specchi, personale di Angelo Iodice a cura di Milena Becci.

Protagonista dell’ultima mostra del 2019, che chiude per quest’anno il percorso del TOMAV, è Angelo Iodicecon Del tempo e degli specchi. Torna, per questa occasione, il format TAW_TOWERARTWEEKEND, ideato dal direttore artistico Andrea Giusti, che prevede un'unica apertura nelle due giornate di sabato 26e domenica 27 ottobrecon una sorta di flash show in cui, oltre alla visione delle opere, sarà possibile godere della presenza dell’artista. Intervistato dalla curatrice Milena Becci, Angelo Iodiceparlerà al e con il pubblico della propria ricerca, apportando un valore aggiunto fondamentale nella costruzione di un ponte diretto tra i visitatori e l’arte contemporanea. 

Chi percorrerà i quattro piani della caratteristica torre eptagonale, ubicata nel centro storico del piccolo borgo marchigiano di Moresco (FM), si troverà davanti ai lavori di un artista che opera nel segno di un intervento scientifico su una stratificazione prettamente classicheggiante. Iodice anagramma accadimenti, chimicamente e fisicamente perfetti, per rileggerli alla luce di lontane ossessioni che lo portano a creare forme e visioni che incantano. 

Il progetto fotografico Del tempo e degli specchiriprende un concetto di Jorge Luis Borges secondo il quale lo specchio è un duplicatore del mondo, è un’immagine consapevole che non è altro che un artefatto della realtà. Un gioco complesso di rimandi e piani di lettura, quindi, che ben si sposa con l’architettura che ospita la personale, accogliendo le combinazioni cromatiche che Iodice realizza usando la sua fotocamera e facendole apparire come una totalità appagante e stimolante, ma anche sfuggente, sbirciata attraverso il buco di un caleidoscopio. Gli specchi riproducono il mondo duplicandolo, normalmente invertono la destra e la sinistra, mostrano un ambiente irreale che appare come uno spazio collegato a tutti gli altri che lo circondano. Passato e presente divengono la stessa cosa, viaggiano paralleli come le opere dell’artista e la struttura del XII secolo che svetta nel territorio marchigiano, ospitando ciò che è, ora. Iodice indaga l’altro creando il dubbio nell’interlocutore che è ignaro di ciò che potrebbe trovare una volta varcata la soglia. L’indeterminato e l’indefinito incuriosiscono e confondono, l’uno è moltiplicato e le cromie vogliono catturare lo sguardo. 

Una traccia audio creata dalla sound artist Roberta Busechian, registrazione di onde elettromagnetiche realizzata in studio, guiderà l’intero percorso espositivo fino a giungere al suo apice nel quarto livello della torre. 

Del tempo e degli specchi di Angelo Iodice a cura di Milena Becci inaugura sabato 26 ottobre alle ore 18 e sarà visitabile anche domenica 27 ottobre dalle ore 18 alle ore 20.


BIOGRAFIA
Angelo Iodice nasce a Barletta nel 1980. Dopo la laurea in Chimica si trasferisce prima in Veneto e poi ad Ancona, dove attualmente vive e lavora. Nel 2019 ha concluso una residenza presso Palazzo Monti, a Brescia, in cui ha sviluppato Paraclausithyron, con uno scritto critico di Laura Parente e un’intervista a cura del semiologo Enrico Galvagni per Rapsodia Magazine. Il lavoro attualmente è presente nella collezione privata Monti. A novembre del 2019 sarà ospite con una personale al Vaku Project Space di Bergamo in cui verrà presentato un progetto inedito a cura di Alberto Ceresoli in collaborazione con The Blank. È stato finalista nel 2018 ad ART PRIZE CBM (Premio Bonatto Minella), a cura di Antonio D’amico e Karin Reisovà. Il suo lavoro è stato esposto all’interno della mostra Le Forme dell’Attesapresso la Fondazione Bottari Lattes di Torino e poi alla London Art Fair con Area Creativa 42 di Casa Toesca. Nel 2017 con Sul braccio delle giganti è stato finalista del Premio Matteo Olivero, a cura di Anna Daneri ed Ettore Favini, lavoro poi esposto alla Fondazione Amleto Bertoni di Saluzzo. Iodice è stato selezionato durante il Festival del Gioco 2017 dalla Fondazione Fotografia Modena. Il lavoro La misura della distanzaè stato protagonista di Aliquid, a cura di Gabriele Perretta, presso la Galleria Gino Monti Arte Contemporanea, Ancona. Dal 2017 collabora con Spazio (T)raum e con la sound artistRoberta Busechian, attualmente residente a Berlino. Nel 2016 ad ArtVerona è stato selezionato per Artes, xmq of pit, ready for the mosh!, progetto a cura di Valentina Lacinio e Andrea Bruciati. Ha creato due libri d’artista: La misura della distanzae Del Tempo e degli specchi, quest’ultimo a cura di Luca Panaro, ad ora in collezione permanente al NOUA ATELIER di Bodø, Norvegia e alla Chippendale Studio di Milano; il volume è stato presentato nel 2018 al WOPART di Lugano, all’Arctic Arts Festival in Norvegia, alla Milano Photo Week, al Capodilucca | Hub Creativo Bologna Art Book ed in altri spazi indipendenti.

Del tempo e degli specchi
di Angelo Iodice

Titolo: Del tempo e degli specchi
Artista: Angelo Iodice
A cura di: Milena Becci
Inaugurazione: sabato 26 ottobre 2019 ore 18
Luogo: TOMAV- Torre di Moresco Centro Arti Visive - Piazza Castello, Moresco (FM)
Direzione Artistica: Andrea Giusti
Durata: 26-27/10/2019
Orari di apertura: ore 18-20
Patrocinio: Comune di Moresco- Assessorato alla Cultura
Graphic Design : Monica Simoni

Info:
Tel_0734 259983 / Cell_351 5199570
Web site_www.comune.moresco.fm.it
E-mail_tomav@libero.it
Facebook_www.facebook.com/TorreMorescoCentroArtiVisive/


martedì 8 ottobre 2019

Franco Cenci – Ex Camera

camera helia

E anche voi foste in qualche prigione,
le cui mura non lasciassero giungere
ai tuoi sensi alcun rumore del mondo -
non avreste allora ancora la vostra
infanzia, quel bene prezioso, regale,
quel forziere che sono le vostre memorie?

R. M. Rilke
I quaderni di Malte Laurids Brigge


Inaugura mercoledì 16 Ottobre 2019 alle ore 18.30, presso gli spazi di 28 Piazza di Pietra Fine Art Gallery, la mostra Ex Camera di Franco Cenci, con la cura di Michela Becchis.

Ex Camera nasce come progetto nel 2013. Prende spunto dalla volontà di ritrovare qualcosa che nella realtà si è perduto, ma che è ancora vivo nella mente e nel cuore. La prima camera che si chiede agli intervistati di ricostruire (attraverso il loro racconto) è un luogo intimo, ridisegnato dalla memoria, una memoria che pulisce e leviga la quotidianità come un osso di seppia. Gli interni, i dettagli architettonici e decorativi diventano specchio dell’anima di chi li narra, sospesi tra bozzetto socio-culturale e mitica ricreazione. 

Le interviste
La prima operazione è consistita nel raccogliere – attraverso una serie di interviste - i ricordi di amici e conoscenti, un campione eterogeneo che spazia tra classi sociali, professioni e generazioni diverse. Le interviste individuano oggetti, giochi, mobili e decori, colori e fantasie, che hanno costellato e determinato l’aspetto della propria stanza. Vi sono anche le stanze di alcuni personaggi letterari: prendono così vita interni e particolari suggeriti dalle parole del romanziere, ma mai visualizzati se non nella mente di ogni lettore.

I bozzetti
L’operazione successiva consiste nel ricostruire, partendo dai ricordi, ogni singola camera su un supporto piano. Il materiale scelto è la pasta legno. I mobili e gli oggetti a volte sono in lieve aggetto, la pianta si arricchisce di una tridimensionalità appena accennata. E’ come se qualcosa di quei pensieri si facesse corpo, acquistasse un volume, affiorando nel presente, tornando indietro da un tempo congelato dentro di noi.

Gioco feticcio
Uno degli elementi che si chiede di ricordare è un oggetto feticcio o un gioco che era rituale nell’infanzia. Questo viene ripresentato imitandone l’originaria forma. Nascono da qui i soldatini, cowboy e pellerossa di Fausto, il faretto-barattolo di Citrosodina di Armando, il triciclo di Stefano

Tecniche 
Le tecniche utilizzate spaziano dal collage agli stencils fino alla narrazione in brevi testi per la raccolta delle “storie”.

Allestimento
Alle pareti ci sono 4 collage su pasta legno, delle dimensioni cm 72x103 rappresentanti le camere e collage di piccole e varie dimensioni che rappresentano I giochi dell’infanzia degli intervistati. Nel piano sottostante è ricostruita una camera con mobili dalla strutture esili e specchi che riflettono misteriose presenze.

Franco Cenci – Ex Camera
a cura di Michela Becchis

28 Piazza di Pietra Fine Art Gallery | Roma
Inaugurazione 16 ottobre 2019 ore 18.30
Finissage 10 Novembre 2019 ore 18.30

INFO
28 Piazza di Pietra Fine Art Gallery
info@28piazzadipietra.com. +39 06 94539281. http://28piazzadipietra.com

artecinema 2019

Courtesy Festival Artecinema, San Carlo Theatre

La 24ª edizione di Artecinema, Festival Internazionale di Film sull’Arte Contemporanea, a cura di Laura Trisorio, sarà inaugurata mercoledì 9 ottobre 2019, alle ore 18.00, presso il Teatro San Carlo e proseguirà nei giorni 10-11-12-13 ottobre presso il Teatro Augusteo di Napoli, dalle ore 16 alle 24 con ingresso gratuito. 

Attraverso la proiezione di 30 documentari sui maggiori artisti, architetti e fotografi della scena internazionale, sarà offerta al pubblico una preziosa occasione per comprendere la poetica degli artisti, per vederli al lavoro nei loro atelier e per mostrare l’evoluzione dei linguaggi dell’arte contemporanea. Artecinema è riconosciuto in ambito internazionale come una delle manifestazioni più significative del settore e anno dopo anno continua a richiamare un pubblico sempre più numeroso. Il Festival ha consolidato negli anni il proprio impegno nel sociale lavorando in sinergia con altre istituzioni cittadine. Oltre alle consuete proiezioni presso i due teatri, sono previste:

proiezioni per gli studenti delle scuole secondarie di Napoli e provincia presso l’Istituto francese
proiezioni per i detenuti presso la Casa Circondariale di Nisida
proiezioni per le scuole superiori del Comune di Anacapri
incontri e proiezioni per gli studenti dell’Università Suor Orsola Benincasa
proiezioni e dibattito per gli studenti del Liceo Artistico del Suor Orsola Benincasa

La serata inaugurale al Teatro San Carlo sarà dedicata alle proiezioni in anteprima italiana del film Ai Weiwei: Yours Truly, del primo film realizzato sulla vita di Cy Twombly, sarà inoltre proiettato in anteprima mondiale il più completo documentario su Carlo Alfano, prodotto da Artecinema in collaborazione con l’Archivio Alfano. Sono in programma, tra gli altri, documentari sugli artisti Daniel Spoerri, Fernando Botero, Yayoi Kusama, Maurits Cornelis Escher, Joan Miró, Sean Scully, Victor Vasarely, Christo, Luchita Hurtado, Olafur Eliasson, Rebecca Horn, Peter Greeenaway, James Turrell; sull’installazione Katastwóf Karavan realizzata dall’artista Kara Walker in collaborazione con il compositore Jason Moran, in memoria della deportazione degli schiavi africani nelle colonie europee; sulla preparazione della mostra A view of a landscape dell’artista Kevin Beasley al Whitney Museum of American Art; sulla nascita della pubblicità moderna attraverso la storia dei primi manifesti pubblicitari; sulla storia e lo spirito del Bauhaus a cento anni dalla fondazione di una delle scuole architettoniche più influenti del nostro secolo; sulla mostra Josef e Anni Albers: VIBE – Voyage Inside a Blind Experience che è riuscita a rendere accessibile a un pubblico non vedente l’arte astratta dei due grandi artisti del Bauhaus; sull’arte come strumento di solidarietà e condivisione nella comunità di recupero di San Patrignano; sull’affascinante storia del collezionista d’arte J Paul Getty, fondatore del famoso Getty Center di Los Angeles, e della sua famiglia; sul tema della conservazione e del restauro delle opere d’arte contemporanea secondo il punto di vista di Christian Scheidemann, noto come Art Doctor e considerato tra i più grandi esperti della materia; su Hitler e l’ossessione dei nazisti per l’arte, che li portò a fare razzia di opere nei musei dei territori occupati e nelle case di collezionisti ebrei; sui fotografi Cecil Beaton e Stefano Cerio, sugli architetti Mario Botta e Renzo Piano.

Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con traduzione simultanea in cuffia.
I registi e alcuni artisti interverranno personalmente per presentare i film.
Sarà pubblicato un catalogo italiano/inglese con testi critici, sinossi dei film e brevi biografie dei registi.
Il programma completo della manifestazione sarà disponibile sul sito

24th artecinema – International Festival of Films on Contemporary Art
artecinema, Naples / Italy
October 9–13, 2019
Orari
9 ottobre / Teatro San Carlo / ore 18.00
Per la partecipazione alla serata inaugurale al Teatro San Carlo sarà necessario accreditarsi on line sul sito www.teatrosancarlo.it o direttamente presso il botteghino del teatro pagando un diritto di prenotazione di € 15

10 - 11 - 12 - 13 ottobre / Teatro Augusteo / ore 16 - 24
Piazzetta Duca d'Aosta, 263. Ingresso gratuito.

Si ricorda di munirsi di carta d'identità per l'utilizzo delle cuffie per la traduzione simultanea.

lunedì 7 ottobre 2019

Medardo Rosso al Museo Nazionale Romano Palazzo Altemps

Medardo Rosso, Parigi 1890, autoritratto nello studio


La mostra vuole essere l’occasione di una riflessione ampia sulla scultura, che potrà avvalersi dell’accostamento delle opere di Medardo con alcuni dei massimi capolavori della classicità custoditi nel Museo di Palazzo Altemps, in un percorso di lettura del repertorio e della modernità dell’artista reso perciò ancor più stimolante e inedito.


L’esposizione, nelle sale del primo piano, non prevede un percorsocronologico ma tematico, attraverso alcuni dei soggetti trattati dell’artista di cui verranno presentate differenti versioni, in una scelta determinata da ragioni non solo iconografiche, ma soprattutto compositive e tecniche: la straordinaria originalità di Rosso nello sperimentare utilizzi assolutamente inediti dei materiali e la conseguente varietà della resa materica saranno restituite attraverso la selezione di opere in cera, gesso e bronzo, i materiali a lui congeniali nella resa di quello che egli stesso definì “spazio fuggitivo della frazione di un secondo”.
Saranno esposte anche le fotografie di Rosso. Infatti a partire soprattutto dalla fine dell’Ottocento, la fotografia assume per Rosso il senso di una ricerca autonoma e compiuta, parte integrante e insostituibile di un incessante lavoro di ripresa di poche, essenziali immagini, che ha, non a caso, un equivalente in quella continua rielaborazione delle sculture da lui ideate entro i primi anni del Novecento che caratterizza gli ultimi decenni della sua carriera. La fotografia era per Rosso occasione di uno studio sulla materia e sulla luce, ormai svincolato dal confronto col vero.

Il percorso della mostra intende offrire anche un’occasione di dialogo con l’antichità, inserendo all’interno di questi straordinari ambienti alcune testimonianze del rapporto di Rosso con l’antico, non ancora propriamente indagate in sede espositiva.



Medardo Rosso al Museo Nazionale Romano Palazzo Altemps 

Dal 09 Ottobre 2019 al 02 Febbraio 2020

piazza di Sant'Apollinare 46

Orari: da martedì a domenica 9.00-19.45. Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura del Museo
a cura di Francesco Stocchi e Paola Zatti

Promosso da Electa

HEIMAT | SHARING THE LAND di Jasmine Pignatelli


In occasione della XV Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI, il MUSMA presenta HEIMAT | SHARING THE LAND di Jasmine Pignatelli, a cura di Tommaso Evangelista.
Inaugurazione sabato 12 ottobre 2019 ore 18

Sabato 12 ottobre alle 18, in occasione della XV Giornata del Contemporaneo, il MUSMA presenta HEIMAT | SHARING THE LAND di Jasmine Pignatelli, a cura di Tommaso Evangelista.

Heimat è un'opera ad alta intensità poetica che tocca la sfera individuale, collettiva e critica. 

Su invito dell'artista, tredici manciate di terra sono state raccolte in tredici luoghi simbolo della recente storia d'Italia da altrettanti, emblematici, interlocutori. Sono piccoli cumuli di terra che si mescolano e che appartengono a luoghi della memoria, portatori di immagini e storie che hanno contribuito a creare una identità e una coscienza collettiva italiane. Nel cuore del Museo di Matera si mescolano, tra le altre, le terre del pozzo di Alfredino, della scuola di Barbiana, di Riace e Lampedusa, del quartiere Tamburi di Taranto, la terra su cui sorge l’albero dedicato a Giovanni Falcone e di un luogo d’arte come Morterone. Uno “sharing the land” collettivo e condiviso in cui si celebra l’appartenenza a una ideale Heimat, complessa parola tedesca traducibile come “Patria” e dalla forte componente emozionale, emotiva e sentimentale.

"Il nostro Zeitgeist - scrive il curatore della mostra, Tommaso Evangelista - è formato da disastri e chiarori, trionfi e lamenti, i quali oltre a segnare i corpi caratterizzano le terre. Jasmine Pignatelli ha lavorato su questo confine immobile facendo da catalizzatore di terreni dalle diverse regioni d'Italia. Ha messo in moto uno scavo del vissuto, un corteo di polvere e ombre denso come una lamentazione collettiva confluita in un semplice cubo di acciaio, in forma creatrice e disfatta, sonora e rigenerante"
L’opera consiste, infatti, in un cubo in ferro che custodisce e mescola in una unica terra, in una unica memoria collettiva, le terre provenienti dai vari luoghi d’Italia. Su una faccia del cubo sono incise le coordinate geografiche delle terre di provenienza, raccolte e sigillate al suo interno con una performance dell’artista. 
Ma Heimat è soprattutto un’opera video generata dal contributo di tutte le performances delle parti invitate, che ritraggono l’azione della raccolta della terra, del “rito” della condivisione, dell’atto del donare. Volti e voci, luoghi e azioni, nel procedere del video, finiscono per sovrapporsi fino quasi a creare un unico volto, un unico suono, un’unica memoria, un’unica terra, un’unica Heimat. Un importante apporto alla realizzazione di Heimat è stato dato degli allievi della sezione F del Liceo Classico Giuseppe Tarantino di Gravina di Puglia (BA), impegnati al MUSMA in un progetto di Alternanza scuola – lavoro. Guidati dai tutor scolastici prof. Tommaso Evangelista e prof.ssa Rosa Maria Spartà e dalla referente dell’Impresa culturale Synchronos, dott.ssa Simona Spinella, i ragazzi hanno avuto la possibilità di lavorare a stretto contatto con la Pignatelli.
Attraverso un confronto dialettico e pratico degli studenti con l’artista e con il museo si è definita, nell’arco di tra anni, l’idea di mostra e di ricerca. Tale ricerca, che ha visto il supporto dei ragazzi chiamati in causa nella realizzazione dell’opera e nella stesura dei testi critici, è stata un momento di presa di coscienza individuale e collettiva, una riflessione di ordine artistico e storico nata dall’azione del mettersi in gioco partecipando attivamente alla costruzione del senso.

Jasmine Pignatelli
Nata in Canada nel 1968, vive e lavora tra Bari e Roma. Dopo il liceo artistico e la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, si avvicina all'arte contemporanea con un approccio storico-critico, collaborando con gallerie e riviste del settore, e intraprende un personale percorso artistico nella scultura. Tra le principali esposizioni ricordiamo le tre installazioni alla mostra La Scultura Ceramica Contemporanea in Italia presso la GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma e, nello stesso anno, la mostra personale a Bari Directionless, con testo di Marilena Di Tursi nel doppio spazio di Misia arte e Cellule Creative. Del 2016 è la mostra personale a Roma Dimensionless a cura di Francesco Castellani e, del 2017 la doppia personale a Ferrara Echo of Hidden Places. Sempre nel 2017 espone al Museo Pio Monte della Misericordia di Napoli nella collettiva Criss Cross. Nel 2017 inaugura la scultura pubblica permanente Locating Laterza, Segnali d’Arte realizzata nell’ambito di un progetto del Segretariato Regionale MiBACT vinto con bando pubblico. Il 2018 vede la mostra personale Boundless, Sharing the Land presso Casa Sponge nelle Marche. Del 2019 è Sono Persone 8.8.1991, grande opera pubblica, installata sul Lungomare di Bari, in ricordo dello sbarco della nave Vlora, nel porto del capoluogo pugliese, l’8 agosto 1991. 



HEIMAT | SHARING THE LAND di Jasmine Pignatelli 
A cura di Tommaso Evangelista
12 ottobre 2019 – 12 gennaio 2020 
MUSMA, Palazzo Pomarici

pubblica:
amalia di Lanno
www.amaliadilanno.com