venerdì 12 febbraio 2010

DIGITAL LIFE

3 marzo 2 maggio 2010
DIGITAL LIFE
Roma, La Pelanda
MACRO (ex Macelli)
Ingresso piazza Orazio Giustiniani 4

Anteprima per la stampa: martedì 2 marzo 2010 ore 12
Inaugurazione: martedì 2 marzo 2010 ore 19.30


Roma, 10 febbraio 2010 – Si intitola DIGITAL LIFE la grande rassegna dedicata al futuro digitale e alle contaminazioni fra tecnologia, nuovi media ed espressioni artistiche contemporanee, con cui prende avvio il prossimo 3 marzo 2010 la programmazione del nuovo spazio pubblico per l'arte e la produzione culturale contemporanea La Pelanda, restaurato per la città dal Comune di Roma nell’area dell’ex Mattatoio a Testaccio.

DIGITAL LIFE nasce da un’iniziativa della Camera di Commercio di Roma nell’ambito di un più articolato progetto focalizzato sull’innovazione tecnologica come fattore cruciale di sviluppo economico e dedicato al sostegno delle attività culturali. L’ideazione e l’organizzazione di DIGITAL LIFE è a cura della Fondazione Romaeuropa, istituzione di respiro internazionale, che proietta -in stretta continuità con i progetti Romaeuropa Webfactory e Capitale digitale, entrambi in partnership con Telecom Italia- la sua costante ricerca e monitoraggio delle diverse forme di creatività italiana ed internazionale nel nuovo orizzonte digitale, in cui trova piena realizzazione l’incontro fra tecnologia e arte. DIGITAL LIFE è realizzata con il sostegno dell’Assessorato alle politiche culturali del Comune di Roma e del Macro.

La direzione artistica di Digital Life è affidata a Richard Castelli che ha selezionato per l’evento espositivo alcuni fra gli artisti più innovativi del panorama mondiale contemporaneo: Ryuichi Sakamoto, Shiro Takatani, Jeffrey Shaw, Ulf Langheinrich, Michel Bruyère, Erwin Redl, Thomas McIntosh, Emmanuel Madan, Mikko Hynninen, Julien Maire, Christian Partos, Li Hui.

Gli artisti invitati danno vita con i loro lavori a un percorso esperienziale inedito e unitario, scandito dal susseguirsi di installazioni e proiezioni video realizzate con strumenti tecnologici di ultima generazione, capace di mettere in luce una concezione avveniristica e multisensoriale dell’opera d’arte e di suggerire nuove modalità di coinvolgimento e partecipazione del pubblico. Le opere in mostra sono tutte presentate per la prima volta in Italia, se non in anteprima europea o mondiale, o concepite site specific per lo spazio della Pelanda.

Obiettivo della mostra: accendere i riflettori sulle frontiere verso cui dirige la contemporaneità, dove tecnologia, interdisciplinarietà, polisensorialità si intersecano dando origine a nuovi modi di fruizione dell’arte.
Nell’epoca del “real time”, ovvero della simultaneità, della diretta assoluta, il futuro delle arti è indissociabile dall’uso delle nuove tecnologie, invenzioni e formati che sono destinati a modificare radicalmente il nostro rapporto con l’opera e a creare nuove esperienze partecipative e sensibili. L’uso del web, i nuovi sistemi di audiovideo in 3D e gli sviluppi in ambito cinematografico prefigurano modalità del tutto innovative nella realizzazione artistica e nella loro fruizione sempre più indirizzata verso l’immersione multisensoriale. Ricerca scientifica e tecnologia costruiscono la base per la creatività di domani, rendendo possibile un più ampio rapporto tra aziende, università, centri di ricerca e artisti. Ciò che caratterizzerà l’arte del futuro sarà la capacità di produrre una vertigine nei punti di riferimento comuni o spostamenti inaspettati rispetto alla nostra presenza nel mondo e al nostro sguardo sulle cose.

Alcune delle opere in mostra sfruttano l’innovativo sistema di proiezione e sonorizzazione AVIE: un ambiente di visualizzazione interattivo e immersivo a 360 gradi, appositamente sviluppato dall’artista Jeffrey Shaw per l’Università del South Welles (Australia), attualmente in funzione presso il cinema della stessa facoltà, alla ZKM – Zentrum für Kunst und Medientechnologie di Karlruhe e nel 2010 sarà allestita anche presso l’Università di Hong Kong. AVIE consente di mettere le più recenti tecnologie al servizio dell’ideazione artistica, esplorando un principio non solo interattivo, ma anche immersivo di partecipazione del pubblico all’evento artistico. Attraverso AVIE vengono create esperienze audiovisive tridimensionali, combinando immagini da più proiettori e suoni da diverse fonti. Inoltre, grazie a un sistema di cineprese a infrarossi, in tempo reale un software genera modelli di movimenti e posture del pubblico all’interno dell’ambiente, interagendo con esso.

Con l’opera La Dispersion du Fils, che sarà presentata a Roma in prima mondiale nella versione definitiva, Jean Michel Bruyère esplora tutte le potenzialità del sistema AVIE, proiettando su una architettura tridimensionale le immagini di oltre 500 film, per lo più inediti, messi a disposizione dagli archivi de La Fabriks, gruppo pioneristico dell’azione multimediale internazionale,fondato dallo stesso Bruyère. La Dispersion du Fils sfrutta e trasforma quasi tutto il materiale video realizzato dal gruppo performativo teatrale LFKs negli ultimi dieci anni, regalando allo spettatore la duplice possibilità di una percezione complessiva oppure scomposta dello spazio virtuale proiettato.

Nell’installazione realizzata dal musicista e compositore giapponese Ryuichi Sakamoto e dal video artista Shiro Takatani, leader del gruppo artistico Dumb Type, lo spettatore si trova in uno spazio completamente buio nel quale nove vasche di vetro contenenti acqua e nebbie artificiali sono sospese sopra la sua testa. Filmati d’archivio, spezzoni di film, immagini, effetti di luce, suoni e parole si muovono all’interno di ciascun cubo e pervadono l’ambiente. Le nove composizioni stereofoniche di Sakamoto, una per ciascun cubo, si intrecciano con il lavoro video artistico di Takatani, mentre un sofisticato sistema di sincronizzazione impedisce che una data combinazione di suoni e immagini possa ripetersi esattamente identica a se stessa.

Sempre basato sulla tecnologia AVIE, il lavoro di Ulf Langheinrich, a Roma in anteprima mondiale, immerge il visitatore in un’esperienza acquatica polisensoriale sfruttando le contaminazioni sonore e visive.

Erwin Redl coinvolge lo spettatore in una delle sue architetture ambientali costruite con la luce e gli allestimenti luminosi della serie Matrix. Il lavoro di Redl crea nello spettatore una sorta di seconda pelle, pensata come “il corrispettivo sociale dello strato ultimo del nostro corpo”.

Thomas McIntosh, Emmanuel Madan, Mikko Hynninen collaborano alla realizzazione di un’installazione scultorea, Ondulation, che utilizza il suono per produrre immagini tramite l’acqua e la luce: in una vasca rettangolare l’acqua, immobile, viene lasciata progressivamente muoversi per effetto della rifrazione delle onde sonore prodotta da una partitura musicale riprodotta da casse molto potenti direttamente sulla superficie del liquido. Ne esita una sorta di scultura onirica, in continuo divenire, realizzata con acqua, suoni ed immagini riflesse.

Julien Maire, sfruttando un sistema di proiezione sperimentale a bassissima risoluzione, presenta tre installazioni sospese tra video, fotografia e macchine come sculture.

Christian Partos utilizza per creare un’immagine i riflessi prodotti da cinquemila specchi rifrangenti opportunamente illuminati. M.O.M., titolo dell’opera, è la composizione su una parete vuota del volto della madre e alludendo anche alla tecnica utilizzata (Multi Oriented Mirror), nasconde e al contempo rivela l’oggetto al centro della rappresentazione.

Con l’utilizzo di laser rossi e specchi, Li Hui disegna un corridoio luminoso che conduce a una porta illuminata. Attraverso questa installazione spaziale, l’artista propone una riflessione concettuale attorno esperienze esistenziali di libertà e costrizione, quasi a suggerirci l’idea che molti degli obblighi che sentiamo di dover rispettare siano solo autoimposti e percepiti, quindi non reali.


La mostra è corredata da catalogo multimediale realizzato da SPQR network con testi firmati dagli artisti, consultabile su romaeuropa.net/fondazione/digitallife.


giovedì 11 febbraio 2010

KUNSTART 2010 5 – 7 MARZO




7th EDIZIONE

FIERA D’ARTE INTERNAZIONALE

BOLZANO

Bolzano ospiterà dal 5 al 7 marzo la settima edizione di KunStart, Fiera d’Arte Internazionale, una grande vetrina sul mercato dell’arte contemporanea, ma anche un interessante anello di congiunzione tra arte e industria, grazie alla presenza di settori alternativi come quello del design che vuole valorizzare l’idea di funzionalità dell’arte, coniugando l’estetica alla quotidianità. In occasione della fiera verranno presentati una serie di eventi collaterali tra cui il concorso internazionale per giovani artisti "The Glocal Rookie of the Year", promosso dalla Cassa di Risparmio di Bolzano ed "Arredo 2010", un importante evento per l’arredamento e il design. La città, che unisce tradizioni diverse nella pluralità della lingua e della cultura, rappresenta un ponte geografico che unisce i confini culturali tra l’Italia e l’Europa. Nel 2008 Bolzano ha ospitato Manifesta 7, una tra le più grandi Biennali Europee di Arte Contemporanea, per la prima volta in Italia, un interessante appuntamento itinerante nato nel 1996 a Rotterdam in Olanda. Il Trentino rappresenta oggi, una realtà importante di grande fervore culturale che annovera prestigiose fiere ed istituti museali, come il MART di Rovereto, la Galleria Civica di Trento e la Kunst Merano arte, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Merano.


Antonella Colaninno

mercoledì 10 febbraio 2010

QUADRATI MAGICI


Auger "portale 1


Matteoli "percorso giallo"


Dal 15 febbraio al 5 marzo 2010 RossoCinabro presenterà a Roma la mostra curata da Cristina Madini: ‘Quadrati magici’.
Simbolo geometrico che esprime l’orientamento dell’uomo nello spazio e nell’ambito vitale in base ad una suddivisione del mondo in parti governate da custodi soprannaturali, il numero quattro è, in un certo modo , il numero della perfezione divina; più in generale, è il numero dello sviluppo completo della manifestazione, il simbolo del mondo stabilizzato. Le età del mondo, la vita umana e i mesi lunari sono ritmati sul numero quattro, mentre le quattro fasi del movimento ciclico vengono espresse dal cerchio; la divisione con la croce di due diametri perpendicolari è la vera quadratura del cerchio. Parliamo del simbolo cristiano del gammadion, (in pratica, un quadrato che racchiude una croce) che è la sintesi di due aspetti del numero quattro: la croce raffigura Cristo circondato dai quattro Evangelisti, o dai quattro animali che ne sono emblemi.
Il quadrato ha assunto in diverse tradizioni popolari la funzione e il significato del Quadrato Magico, un mezzo per captare e mobilitare virtualmente un potere, racchiudendolo nella rappresentazione simbolica del nome o della cifra di colui che detiene naturalmente questo potere. I quadrati magici hanno affascinato l'umanità durante i secoli e fanno parte della civiltà da oltre 4.000 anni. Essi si trovano in un certo numero di culture, compresa quella dell'Egitto e dell'India, incisi sulla pietra o sul metallo vengono considerati dei talismani. L’opinione diffusa è che i quadrati magici abbiano qualità astrologiche e divine. Uno degli esempi più famosi è sicuramente il quadrato magico di tipo simmetrico che compare nell’incisione di Albrecht Dürer, Melancolia I. Si ritiene che esso sia il primo quadrato magico a comparire nell’arte occidentale. È molto simile al quadrato di Yang Hui, che fu generato in Cina circa 250 anni prima del tempo di Dürer. L’artista tedesco non spiegò mai il simbolismo contenuto in questa sua opera, ma la maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che essa rappresenti lo stato d'animo depresso del pensatore, incapace di passare all'azione. Nel Rinascimento il temperamento malinconico era ritenuto una caratteristica del genio creativo. I quadrati magici di quarto ordine furono collegati con Giove dagli astrologi del Rinascimento credendo che combattessero la malinconia di origine saturnina.
Il quadrato come formato nelle opere è però presente solo a partire dall’arte moderna.
Con queste parole Malevic spiega la sua ricerca: ‘Il quadrato non è una forma subconscia. E’ la ragione della forma intuitiva. Il volto della nuova arte! Il primo passo della creazione pura in arte’. Come modulo geometrico perfetto, emblematico, al suo quadrato nero, parte della critica fa risalire la nascita del concettualismo.
In questa mostra, dipinti, fotografie, disegni, grafica tutti rigorosamente quadrati accompagneranno il visitatore in una girandola di opere in cui realtà e fantasia, moderno e antico si strizzano l'occhio e regaleranno momenti di viva emozione.
Opere di: Annick Solange Augier, Annamaria Biagini, Elena Candoli, Susanna Casale, Antonio Chierici, Jacqueline Domin, Lisbeth Dal Pozzo d’Annone, Marco Folchi, Giohà, Silvia Giusti, Giuffrè Giuseppe, Inihccor, Enrico Lazzini, Cristina Madini, Laura Matteoli, Laura Merola, Nino Ninotti, Luigi Perrella, Umberto Salmeri, Carlotta Schiavio
A cura di Cristina Madini
Inaugurazione: 15 febbraio 2010, ore 17.00
Via Raffaele Cadorna, 28
Tel. 06.60658125
Orari: da lunedì a venerdì dalle 12.00 alle 19.00
Ingresso: gratuito
Sito: http://www.rossocinabro.com/

Per informazioni e foto ad alta definizione:
Ufficio stampa Tomaso Costa
E-mail: rossocinabro@gmail.com

mercoledì 20 gennaio 2010

La strana teoria della luce e della materia


25 gennaio - 12 febbraio 2010

"Quelli che s'innamoran di pratica sanza scienza son come'l nocchier ch'entra in naviglio sanza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada" (Leonardo da Vinci)


Parlando di colore inevitabilmente parliamo di luce dal momento che senza di essa non vi può essere colore. La luce non è solo onda (come sosteneva Newton) ma anche particella. La luce arriva confezionata in forma di ‘quanti’, ognuno dei quali contiene un quantitativo di energia proporzionale alla frequenza. Questi quanti di luce sono detti ‘fotoni’. Albert Einstein propose nel 1905 questo concetto eretico, che più tardi gli valse il Nobel.
Difficilmente possiamo vedere in natura radiazioni colorate, se non in pochi fenomeni, come in quello dell'arcobaleno, i cui colori vengono generati dalla rifrazione. Questo esempio di diffusione di luce è il principale modo fisico in cui si può produrre il colore. Quotidianamente vediamo però superfici colorate, il cui colore dipende dalla composizione chimica della sostanza e dal suo assorbimento di luce.
Perciò il colore può essere considerato come la manifestazione visibile delle leggi che sono alla base della struttura della materia. Quando determinate frequenze di luce entrano in contatto con lo spettro energetico degli atomi o delle molecole degli oggetti, questi rispondono alla sollecitazione passando dallo stato fondamentale di minima energia a un livello eccitato dove l'energia si trasforma in agitazione termica, per ricadere poi allo stato fondamentale. Nella ricaduta viene emesso quella radiazione di luce che noi percepiamo come colore.
I colori sono dunque il risultato di un assorbimento selettivo della radiazione elettromagnetica e di una perdita di energia atomica: un oggetto rosso ad esempio assorbe tutte le frequenze dello spettro, tranne quelle relative al rosso. Quando questa corrispondenza viene a mancare non c'è colore e l'oggetto appare trasparente.
La percezione del colore dipende da un fattore soggettivo. Per la sua semplicità e universalità il colore è ritenuto uno degli strumenti più efficaci della comunicazione visiva. La visione dell'immagine viene elaborata dall'esperienza soggettiva che la compara istantaneamente con le esperienze culturali e le sollecitazioni affettive ed emotive.
Si capisce come ciascun colore rimanda all’inconscio, agisce sulla sua emotività, esprime preferenza o rifiuto, offre un linguaggio che riflette l'individuo e la sua immagine del mondo.
Quello della luce e dell’uso del colore è un nodo tra i tanti che gli artisti si sono trovati a sciogliere, in trapassi ardui tra memorie storiche della pittura e approdi extrapittorici dell'arte contemporanea. La luce, i colori, come valori simbolici e al contempo soluzioni espressive sempre aperte, costituiscono dunque una sorta di filo rosso che attraversa tutta la storia artistica.

Espongono: Silvio Balestra, Sissi Bonaso, Dindina Burgos, Susanna Casale, Daniela Colli, Emanuela Comito, Fabrizio Di Nardo, Simone Giaiacopi, Giohà, Daniel Lifschitz, Cristina Madini, Piero Orlando, Stefania Rizzelli, Carlotta Schiavio, Pasquale Varvicchio, Maurizio Yorck
A cura di Cristina Madini
Organizzazione e promozione RossoCinabro

RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna, 28
00187 Roma
tel. 06-60658125
http://www.rossocinabro.com/


vernice ore 17

ingresso libero
lun-ven 12-19
Tomaso Costa
Ufficio Stampa
RossoCinabro

--
Ufficio:
Via Luigi Borsari 12
00122 Roma

Sedi espositive:
Piazza Giuseppe Mazzini, 6
00018 Palombara Sabina (RM)

Nuova sede:
Via Raffaele Cadorna, 28
00187 Roma







martedì 15 dicembre 2009

L'assalto al castello di Monopoli







Manifestazioni dal 18 dicembre tra musica cinema e arte
Una lunga serie di appuntamenti che si protrarranno quasi quotidianamente nel castello di Carlo V a Monopoli dal 18 dicembre al 4 gennaio: è l’ossa - tura della seconda edizione della rassegna «Assalto al Castello», format-evento ideato e realizzato da Giuseppe Aversa con la compagnia Teatroforma con il sostegno della civica amministrazione e dell’assessorato alla cultura guidato da Elio Orciuolo.
Alla base delle scelte operate, una sorta di trasversalità che passerà dalla musica agli appuntamenti culturali, dal cinema all’arte figurativa. Si partirà venerdì 18 alle 20.30 con la mostra «Rivivarte», il cui principale obiettivo è la dimostrazione che lo «scarto» è solo un'idea, un pregiudizio, attraverso le opere di artisti come, Michele Agostinelli, Pino Aversa, Domingo Bombini, Mauro Carocci, Giovanni Comes, Stefano Fanti, Tommaso Lacalamita, Ferruccio Magraggia, Massimo Nardi, Giovanni Scafuro Il 19 è in programma «Anni cinquanta a corte», memoria, frammenti, colori, attraverso le righe del libro ...Dopo venne Elvis con Martino Cazzorla, Walter Laganà e Dodò Fuso. Musica dal vivo con la band di Cosimo Marasciulo, Luigi Denigris, Lino Parciante e Mimmo Scarano; «Corti a Corte» è il titolo della proiezione di cortometraggi di autori indipendenti proposta il 20 da Gianni Capotorto. Sempre il 20, inoltre, è in programma anche la performance audio video sperimentale con giocattoli, strumenti musicali modificati e proiezioni a cura di EraSer+ape5. La città e i giorni di Vito Maurogiovanni è il libro (ed. Progedit) che verrà presentato il 21 da Vito Cracas, Vittorio Stagnani ed Elvira Maurogiovanni, con letture a cura di Annalisa Boni, la sera del 21; a seguire, la presentazione di La ragazza senza voltodi Maria Giuseppa Pagnotta (edizione G. Laterza). Musica per tutti i gusti nel lungo weekend natalizio: il 22 alle 20 «Christmas Bagpipes», musiche tradizionali natalizie dal repertorio degli antichi zampognari con Gigi Rizzo e Giuseppe Pinto; il 24 alle 12 canti natalizi dall’an - drone con Nikos Angelis voce e Luigia Piccigallo violino; il 26 alle 21 «Different moods on sixties», concerto dedicato a Cole Porter col duo di Giuseppe Delre & Vince Abbracciante; il 27 recital del soprano Maria Rita Chiarelli col pianista Luca Palladino a cura dell’associazione «Euterpe», che il 28, il 29 e il 30 propone anche il duo di voce e chitarra di Damiana Mizzi e Massimo Felici e quelli di voce e pianoforte di Angela Nisi e Antonia Valente e di Gaia Petrone con Guido Galterio. Il 29 alle 20.30, microstoria del Castello di Santo Stefano con la presentazione del libro «Storie di abati e cavalieri» (edizione Palomar) di Antonio d’Itollo. Intervengono Gianluca Gatti, Miranda Carrieri, Massimiliano Mortara e Gianni Capotorto. Musiche a cura di Angela Ladisa e Antonio Brunetti. Il 30 alle 20.30, «La nott d’Natàle non ze dorme...», tradizione orale, riti e storie di magie a cura di Antonella Romano Altini, con Tonio Totaro e Osvaldo Laviosa. Il 2 gennaio Barocco a corte: Tra Sacro e Profano con Giovanna Tricarico, clavicembalo e Annamaria Bellocchio, soprano. Ingresso libero; il 3 presentazione del libro «Fatti toccare» di Liliana Chiari, presentata da Gustavo Delgado e Mimmo Avellis; il 4 recital chitarristico di Antonio Brunetti e, a seguire, delcamazione di poesie a cura di Giorgio Cusatelli.
Open the Magazine
La gazzettadelmezzogiorno

venerdì 20 novembre 2009

Ecco chi ci sarà. Tutto pronto per l’Incontro di Papa Benedetto XVI con gli artisti


Ne avevamo parlato quando Bill Viola comunicò di voler declinare l'invito, per poi - forse illuminato “sulla via di Damasco” - tornare sui suoi passi, assicurando la sua presenza. E sarà in ottima compagnia, all'Incontro promosso da Papa Benedetto XVI con gli Artisti, che si terrà nella Cappella Sistina il 21 novembre.Organizzato in occasione del decennale della Lettera agli Artisti di Giovanni Paolo II (4 aprile 1999), e a 45 anni dallo storico incontro di Paolo VI, tenutosi sempre nella Cappella Sistina (7 maggio 1964), l'appuntamento intende “rinnovare l'amicizia e il dialogo tra la Chiesa e gli Artisti e suscitare nuove occasioni di collaborazione”.
Circa cinquecento gli inviti recapitati, a creativi ritenuti rappresentativi di tutte le discipline, dalla pittura alla scultura, architettura, letteratura e poesia, musica e canto, cinema, teatro, danza, fotografia. Fra gli ospiti internazionali hanno confermato la loro presenza Daniel Libeskind, Santiago Calatrava, Bob Wilson, Peter Greenaway, Bono, Anish Kapoor, David Chipperfield, Zaha Hadid, Carsten Nicolai, F. Murray Abraham, Ami Stewart.
Più folta la pattuglia italiana, con presenze che per le arti visive vanno da Jannis Kounellis a Getulio Alviani, Bruno Ceccobelli, Sandro Chia, Nicola De Maria, Giosetta Fioroni, Giuseppe Gallo, Mimmo Jodice, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Arnaldo Pomodoro. Fra i molti altri, presenti anche Vittorio Gregotti, Paolo Portoghesi, Alberto Arbasino, Alberto Bevilacqua, Claudio Magris, Andrea Bocelli, Angelo Branduardi, Riccardo Cocciante, Ennio Morricone, Sergio Castellitto, Dante Ferretti, Arnoldo Foà, Carla Fracci, Mario Monicelli, Nanni Moretti, Franco Zeffirelli.
L'incontro sarà trasmesso in diretta a cura del Tg1 e di Rai Vaticano su Rai Uno a partire dalle 10,50.

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venerdì 6 novembre 2009

UN GRANDE TALENTO EMANUELE RUBINI




http://www.telea1.it/telea1/modules/smartmedia/clip.php?categoryid=3&folderid=13&clipid=335


http://www.emanuelerubini.com/Rugi_gen/d_Speciali.html

.........Da alcuni anni in Puglia a Bitonto abita
l'incedere plastico di Emanuele Rubini, la cui mano d'artista segna nei contorni l'infrangersi del rapporto spazio tempo.
Capace di lasciar uscire allo scoperto allusività di linguaggi, forme, pregnante vitalità, incapsulate nel marmo nel quale con gli occhi dell'anima, in una cosmica drammaticità e sensualità tattile,
sa di poter penetrare per lasciare uscir fuori corpi e forme che vivono autonomamente liberandosi dal peso del masso, respirando a pieni polmoni l'ebbrezza mediterranea, in un silenzio metafisico, quasi enigmatico, nel quale staticità e movimento si confrontano, si compenetrano, si depurano di ogni possibile scoria, per entrare in un mondo che apparterrà in eterno.

Lello Spinelli (critico d'arte)


Forme lievi, che ricordano corpi femminili. Morbide curve, che delineano figure che si stagliano verso il cielo, si librano nell'aria, che suscitano pura emozione, lo stupore di qualcosa di sorprendente, di inaspettato che colpisce gli occhi e il cuore. Il bianco del marmo, il candore della bellezza, il fuoco che vien fuori dalla materia, lavorata con amore e passione per mesi, senza sosta e senza interruzione. Da sei anni, Emanuele Rubini, ha dato forma alle emozioni, creando opere straordinarie, plasmando come se si trattasse di argilla, il marmo bianco di Carrara o il bronzetto di Trani nel suo laboratorio a Bitonto (Ba), città dove vive con la sua famiglia. Per ore, tutti i giorni, privilegiando la notte, Rubini, che usa solo mazzola e scalpelli, così come avveniva in passato nelle antiche botteghe degli artisti, modella questi enormi blocchi di svariate tonnellate, spesso tracciandone i contorni direttamente sul marmo. La sua avventura è cominciata prima realizzando oggetti di design di arte contemporanea, per poi proseguire con una delle sue opere più belle, "Cleopatra": circa trenta quintali di marmo Bianco Carrara, un'opera nella quale si ritrovano i tratti della sensualità femminile, in cui l'eleganza si sposa con la maestosità, l'imponenza, la raffinatezza. Preziose sculture, preziose per l'uso di materiali pregiati, preziose perché capaci di suggerire una gamma di sensazioni, di unire la classicità all'avanguardia, di unire il passato al futuro: un'arte vissuta come urgenza, come necessità di far uscir fuori un magma incredibile che si muove nell'animo, che si trasforma in immaginazione materica. Il percorso artistico di Rubini si snoda successivamente in altre meraviglie, come "La danza", "Fiamma", "Eva", "Bora", e "Venere", creazione questa che si potrà ammirare nel Teatro Umberto I di Bitonto. Quello che accomuna l'ispirazione non è solo la femminilità, da quella dolorante nel momento in cui da origine alla vita, a quella eterea, trasfigurata ma anche il sentimento d'amore nella sua accezione più alta, in quella comunione di corpi e mente, così come accade in "Eros", in cui si ritrovano senso e spiritualità. Spiritualità terrena che ritroviamo anche in "Gemma", che racchiude un volo, la libertà e la levità di un corpo sospeso nell'aria. E dopo anni di lavoro, in cui Rubini era praticamente sconosciuto, arriva un importante riconoscimento, il primo sicuramente di una lunga serie, la medaglia di bronzo del Senato della Repubblica nel prestigioso Premio Internazionale d'Arte Contemporanea San Crispino a Porto Sant'Elpidio organizzato dall'Amministrazione Comunale e dal Centro d'arte e cultura La Tavolozza, con l'Alto patronato della Presidenza della Repubblica, il Senato, il Ministero per i Beni e le Attività culturali, la Regione Marche, dell'Amministrazione provinciale di Ascoli Piceno, dell'Ambasciata in Italia della Repubblica Slovacca e del Parlamento Europeo. Una vetrina internazionale, alla quale hanno partecipato artisti italiani e stranieri selezionati da un'apposita giuria della quale faceva parte: il critico d'arte slovacco L'uboslav Moza, direttore artistico della galleria d'arte Merum (Modra), la responsabile Estero Marianna Jurcova, la coordinatrice Stella Calvani, e la direzione artistica di Daniela Simoni referente per la Presidenza della Repubblica, dove Rubini ha presentato quattro delle sue opere ("Gemma","Ghibli", "Fiamma", e "Il tuffo"). Il 18 febbraio 2005 nella cornice del Teatro Petruzzelli Circolo Unione (Bari) alla presenza dell'On. Avv. Marcello Vernola (Parlamentare europeo), Dott. Raffaele Fitto (Presidente Regione Puglia), Barbara Facchini (giornalista "Bari Sera"), Ugo Sbisà (giornalista "La Gazzetta del Mezzogiorno"), Italo Interesse (giornalista "Quotidiano di Bari"), Lello Spinelli (critico d'arte), nell'evento della presentazione dell'ultimo libro edito da Giuseppe Laterza, scritto da Anna Gramegna ("Dietro il Chador"), Rubini presenta in marmo bianco Carrara dal peso di due chili, l'opera omonima "Dietro il Chador" che, armoniosa, su esili appoggi corporei, sembra librare in alto.
Adesso Rubini, appena rientrato da Sant'Elpidio, entusiasta di questa esperienza e dell'interesse suscitato nel pubblico e nella critica, è pronto ad una nuova sfida: ha già in lavorazione una nuova opera, a cui si dedicherà nei prossimi cinque mesi. Per il momento, tutto rimane top secret.
Una cosa è certa: anche questa volta, dice Rubini,"voglio suscitare emozione.

Gilda Camero
giornalista del quotidiano "Bari Sera"