giovedì 29 ottobre 2009

EN DIX ENCHANTE percorsi di riflessione - photo gallery di Massimo Nardi


IN MOSTRA AL CASTELLO DI BITRITTO
DAL 28 OTTOBRE AL 4 NOVEMBRE 2009

LA MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA E' STATA INAUGURATA MERCOLEDI’ 28 OTTOBRE ALLE ORE 19.00
DALL’ASSESSORE ALLA CULTURA MARINA PIETRAGALLO
ESPONGONO: LEONARDO BASILE, CESARE CASSONE, UMBERTO COLAPINTO ( CUBER), AMEDEO DEL GIUDICE, SALVATORE FIUME, ROBERTO MASIA, MASSIMO NARDI, FRANCESCO SILVESTRI, EMANUELE RUBINI, JOVAN VULIC.

A CURA
DI ANTONELLA COLANINNO
PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “NOVART”
IN COLLABORAZIONE CON
CENTRO STUDI EUROPEO “SPINELLI”
IL SITO DELL’ARTE (Portale d’Arte e Cultura)
LEONARDO DA VINCI ( Centro d’Arte e Cultura)
PENSIERO & ARTE (Rivista storica di Arte e Cultura)
SI RINGRAZIANO IL CRITICO D'ARTE LELLO SPINELLI PER LA PRESENTAZIONE CRITICA
Uff.cio stampa ANNA SCIACOVELLI
LA SRITTRICE AURELIA IURILLI
E LA SCULTRICE FRANCESCA BIANCONI




Massimo Nardi





Si ringrazia il critico d'Arte Lello Spinelli per la sua preziosa collaborazione.

Intervento della scrittrice Aurelia Iurilli

Intervento dell'Assessore Marina Pietragallo

L'Assessore alla Cultura di Bitritto Marina Pietragallo, spiega la storia del monumento storico, il Castello di Bitritto.

l'Assessore alla Cultura di Bitritto Marina Pietragallo, l'artista Cesare Cassone e la curatrice Antonella Colaninno


Intervento del Maestro Cesare Cassone

Ringraziamenti di Cesare Cassone accanto la curatrice Antonella Colaninno



commenta Cassone " finalmente questa sera si è parlato di Arte"


Intervento del maestro Cesare Cassone




Intervento di Anna Sciacovelli




Intervento di Anna Sciacovelli







Anna Sciacovelli giornalista e scrittrice



Lo scultore Emanuele Rubini la scrittrice Anna Sciacovelli e la pittrice Rosa Marigliano

Francesca Bianconi, Rosa Marigliano, Enza Luiso, Cesare Cassone e moglie,Anna Sciacovelli, Cuber,Cantatore.


momenti



L'artista Amedeo Del Giudice
http://www.amedeodelgiudice.it/

Cuber, Coce e il quadro di Basile

momenti "nautilus"

Francesca Bianconi con la sua scultura "Nautilus" in marmo bianco
Concetto dell’Opera


Per concepire le mie opere prendo ispirazione da ciò che mi emoziona e contemplo: la natura nella sua perfezione e l’uomo nei suoi atteggiamenti e sentimenti. Con il mio stile sintetizzo le linee rivisitando le forme per farle mie e lasciare spazio a un’intima immaginazione, mia e del fruitore. Talvolta le mie sculture non hanno significati univoci e credo che sia questo il vero dono di un artista: riuscire a creare forme che non esistono ma che diventano parte della realtà grazie al potere della fantasia, mostrare un’ottica diversa di quello che ci circonda e che spesso passa inosservato a causa della frenesia quotidiana che ognuno di noi vive e ci fa tralasciare il vero senso delle cose, dei sentimenti e della natura. Quando scolpisco, la grande concentrazione mi da la capacità di non pensare come una sorta ipnosi, di estasi, la pace dei sensi, una liberazione. Emozioni dalla quale non posso separarmi perché sono parte di me, come lo è la pietra che prende forma sotto le mie mani.
FRANCESCA BIANCONI
Scultrice, nata a San Benedetto del Tronto (AP) nel 1979. Vive e lavora a Carrara (MS)
STUDI COMPIUTI
2007 Abilitata Cobaslid (Corso Biennale abilitante Secondo Livello Indirizzo Didattico) classe 022/A, per
l’insegnamento di discipline plastiche negli istituti superiori.
2005 Diplomata in scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara
1999 Trasferita per il secondo anno di scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara
1998 Iscritta al primo anno di scultura all’Accademia di belle Arti di Roma
1997 Consegue il diploma di maturità artistica (con specializzazione) presso il Liceo Artistico di Porto San
Giorgio (AP)
BORSE DI STUDIO
2002 Progetto Reismuller per l’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera
PARTECIPAZIONI
2000 Mostra collettiva Natale in Filanda, Forno MS
2001 Simposio Scultura in Piazza, Piazza degli Aranci, Massa
2003 Mostra collettiva In Fieri, Biennale degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara (MS)
2004 Mostra collettiva all’aperto nella città di Carrara MS
2004 Mostra collettiva Made in Carrara, in riunione Club Rotary, Hotel Eden, Cinquale (LU)
2005 Stage di lavorazione del marmo presso stand nella fiera Marmotec, Marina di Carrara, (MS)
2005 Mostra collettiva Lezioni d’Amore, Corsagna (LU)
2005 Simposio in pietra Kunst in Stein, Wunsiedel (Germania)
2005 Simposio 11° Concorso Nazionale di Scultura, Spinetoli (AP)
2007 2° Premio vinto al Concorso L’Albero della Solidarietà- Un’opera per il parco Ugo La Malfa, Sala
riunioni Parrocchia Santissima Mediatrice, Avenza
2009 Simposio Internazionale di scultura in pietra, San Benedetto del Tronto (AP)
2009 Simposio Internazionale di scultura in pietra, Castelraimondo (MC)
2009 Mostra collettiva, Chiesa Madre di Positano (SA)
2009 Fiera internazionale MARMOMACC VERONA, 28 sett./3 ott.


Francesca Bianconi
Scultrice


momenti

Gli artisti Mianulli e Coce

momenti

momenti

Cuber, Cassone , Nardi, Del Giudice

momenti

Cassone e Del Giudice

I maestri Cuber,Cassone,Del Giudice, Silvestri.

I maestri Cuber,Cassone,Del Giudice.

In Massimo Nardi il blu è il colore dell’armonia, della pace, dello spirito, mentre la filosofia orientale lo associa all’idea di immortalità. Schefling, nella sua “Filosofia dell’Arte”, asserisce che “ il silenzio è la condizione propria della bellezza come la calma di un mare tranquillo”. La luminosità e la magia di questa atmosfera sognante, la simbologia della sfera evocano messaggi nascosti.
di Antonella Colaninno

Lo scultore Emanuele Rubini, la scultrice Francesca Bianconi, la pittrice Rosa Marigliano, la pittrice-scultrice Enza Luiso,gli artisti Massimo Nardi, Amedeo Del Giudice, Cesare Cassone, Cuber, Cantatore e Silvestri le scrittrici Anna Sciacovelli e Aurelia Iurilli.

l'Assessore alla Cultura di Bitritto (Ba)Pietragallo Marina

Giuseppe e l'artista Enza Luiso, Amedeo del Giudice, Anna Sciacovelli,Cuber (Umberto Colapinto)Aurelia Iurilli.

Il pittore Renato Sciolan, la pittrice Rosa Marigliano, la professoressa Enza Luiso e la scrittrice Anna Sciacovelli


Massimo Nardi - Il codice della strada
Nel continuo mutare delle cose, la perenne ricerca di punti di riferimento prevede l’esistenza di un “Codice della strada”, una segnaletica guida che è metafora del nostro libero arbitrio. Il colore rosso rappresenta nell’opera, il “filo di Arianna”che indica la strada nel labirinto della vita. Colore questo, che rappresenta il simbolo della nostra volontà e che indica il percorso metafisico delle sfere e l’incedere sensuale della donna che spesso percorrono strade diverse. Per questo, la filosofia del “mutamento” è l’unica condizione certa dell’uomo nella ricerca continua di punti di riferimento.
Di Antonella Colaninno

Amedeo del Giudice il pezzo mancante..........

Cesare Cassone
Il bianco predomina quasi luce pura nelle tele di Cesare Cassone dando in chi osserva la percezione di spazi infiniti. Astrazioni geometriche si sfiorano sospese in equilibrio in uno spazio senza tempo, nell’impenetrabile oscurità di uno sfondo in cui tutto si perde lasciando vita solo al “nulla”.
Di Antonella Colaninno

Leonardo Basile riflessione
Nelle“Riflessioni”di Leonardo Basile la ricerca introspettiva apre nuovi orizzonti. Superfici luminose e trasparenze celesti inducono il fruitore alla meditazione aprendo le porte ad una dimensione profonda. Una sottile linea all’orizzonte si dilata alle estremità della tela dividendo ad emiciclo due zone luminose che si rispecchiano vicendevolmente, dove le ombre sono impercettibili aloni di oscurità. Ragione e sentimento si riflettono nella foschia degli azzurri nebulosi e nel dinamismo di sottili pennellate gialle che seguono una traiettoria vorticosa che converge verso il centro della “riflessione”.
Di Antonella Colaninno

Leonardo Basile riflessione
Nelle“Riflessioni”di Leonardo Basile la ricerca introspettiva apre nuovi orizzonti. Superfici luminose e trasparenze celesti inducono il fruitore alla meditazione aprendo le porte ad una dimensione profonda. Una sottile linea all’orizzonte si dilata alle estremità della tela dividendo ad emiciclo due zone luminose che si rispecchiano vicendevolmente, dove le ombre sono impercettibili aloni di oscurità. Ragione e sentimento si riflettono nella foschia degli azzurri nebulosi e nel dinamismo di sottili pennellate gialle che seguono una traiettoria vorticosa che converge verso il centro della “riflessione”.
Di Antonella Colaninno


Basile e gli ospiti



Cuber e la donna di Fiume

Cuber e la gallerista e artista Rosa Didonna

Cuber

Rubini e la scrittrice Aurelia Iurilli
http://www.emanuelerubini.com/index.html


Rubini e Bianconi con la scrittrice Anna Sciacovelli

Cuber, Rubini , Bianconi

Emanuele Rubini e Francesca Bianconi
Vincitori del Simposio di scultura Comune di Castelraimondo

http://wpop10.libero.it/cgi-bin/webmail.cgi/oper_vicitrici_castelraimondo.htm?ID=ITfIlMmhaInnxDntANln5Jd1osHi_KRPRVrsErnAicH&Act_View=1&R_Folder=SU5CT1g=&msgID=4351&Body=8&filename=oper_vicitrici_castelraimondo.htm

http://wpop10.libero.it/cgi-bin/webmail.cgi/comune_di_castelraimondo.htm?ID=ITfIlMmhaInnxDntANln5Jd1osHi_KRPRVrsErnAicH&Act_View=1&R_Folder=SU5CT1g=&msgID=4351&Body=7&filename=comune_di_castelraimondo.htmhttp://www.emanuelerubini.com/Rugi_gen/g_opere.html


Emanuele Rubini scultura in marmo
Lo Ying e lo Yang
pietra di Trani
cm 33x28x10
2009

E' un'opera antropomorfa dove si evince l'eqilibrio dato dalla pura sinuosità delle forme armoniche tipiche dello scultore Emanuele Rubini.



Amedeo Del Giudice e Cuber

Il giornalista Uccio Fumarola

Francesco Silvestri e Pino Coce - incontro


Francesco Silvestri
Presenze enigmatiche si muovono nella ricerca figurale di Francesco Silvestri come ombre colorate tra vaste campiture luminose di verde e di azzurro. Un flashback cromatico che coglie l’attimo di una azione collettiva che sublima il tempo di un istante. Corpi pregni di un dinamismo cromatico dove la luce scompone il dato formale creando un ritmo veloce di libere fusioni tonali.
Di Antonella Colaninno

La Bianconi, selezionata per la sezione Giovani, ha realizzato “Nautilus”, una scultura che nella sua forma a spirale vuole essere un omaggio alla sua città natale, sede del simposio.

«La galleria a cielo aperto che San Benedetto può offrire è ormai un patrimonio straordinario»,



Francesca Biancone "Nautilus" Marmo

Francesca Biancone ospite di EN DIX

Scultura in creta di Massimo Nardi

sul tavolo

Cuber
Umberto Colapinto la sequenza di piccole case dai toni caldi e pastosi crea morbidi volumi che la luce scompone come facce di un cristallo. Presenze delicate di un mondo quasi chagalliano che riflette un’apparente adesione ad un vissuto senza ombre nel quale il silenzio regna sovrano e lascia immaginare un paesaggio senza tempo.
Di Antonella Colaninno

Amedeo Del Giudice -stralcio critico di Antonella Colaninno
Amedeo Del Giudice rappresenta il mistero stesso della vita nell’universo femminile. La donna è per l’artista il completamento di una dimensione complessa a cui la natura affida il dono della vita. Anche la simbologia dell’opera “nido”lascia affiorare l’idea della fecondità e della protezione. L’uovo fecondato che si schiude alla vita all’interno di una cavità ricorda il pube della donna.


Cesare Cassone

Jovan Vulic
Gli interni dei caffè di Jovan Vulic invitano a momenti di pausa e di riflessive solitudini. L’apparente staticità della donna in attesa in primo piano denota una caparbia ricerca esistenziale nella dimensione del tempo soggettivo in questo artista che ha radici profonde nella tradizione di certa pittura romana.
Di Antonella Colaninno

Roberto Masia
In Roberto Masia infine, la riflessione evoca la memoria di un passato lontano. “Nel ricordo di una Villa del ‘700” rinvia ad atmosfere post impressioniste rievocate anche a livello formale nella tecnica del fusionismo che unisce i colori sovrapponendo delicati tratti a punta di pennello a colpi di spatola decisi e corposi, nella ricerca continua di una "fusione" tra luce e materia.
Di Antonella Colaninno

Salvatore Fiume
Il mondo fantastico di Salvatore Fiume evoca terre lontane tra arabeschi fluttuanti di broccati dorati. Le forme si dileguano nel vorticoso cromatismo mentre le atmosfere rinviano ai profumi d’oriente tra aromi aspri e speziati ed essenze delicate e accattivanti come le magiche atmosfere dei suoi paesaggi. In Roberto Masia infine, la riflessione evoca la memoria di un passato lontano. “Nel ricordo di una Villa del ‘700” rinvia ad atmosfere post impressioniste rievocate anche a livello formale nella tecnica del fusionismo che unisce i colori sovrapponendo delicati tratti a punta di pennello a colpi di spatola decisi e corposi, nella ricerca continua di una "fusione" tra luce e materia.
Di Antonella Colaninno






Nella ricostruzione della storia di Bitritto, innumerevoli sono i fili che legano le vicende del paese a quelle del territorio di cui fa parte, cioè la conca barese: si comincia dalla descrizione della grotta Mapane , analoga, per assimilazione territoriale, agli insediamenti antropici protostorici tipici di tutto il territorio di Bari.

Le prime comunità umane residenti nella zona dell’attuale Bitritto dovevano dunque essere presenti in ipogei carsici, successivamente trincerati e poi agglomerati in villaggi (vici), corrispondenti alle antiche contrade oggi denominate San Marco, San Giovanni, Randa ed altre; villaggi di età greco-peuceta di cui esistono testimonianze archeologiche .

Nell’evoluzione dal sistema vicano a quello paganico, si ipotizza quindi l’esistenza dell’antico "pagus" di Bitritto nella zona attualmente nota come il "Pendìo", che doveva verosimilmente essere l’acropoli, il punto più alto, meglio difendibile, più salubre, il meno soggetto al ristagno di acque meteoriche, ben collegato al reticolo viario, vicino alla fonte d’acqua di due rami di una lama e nelle immediate vicinanze di terreni fertili .

Il pagus protourbano del Pendìo, sviluppatosi intorno al VII - VI secolo a. C., a un certo punto, intorno al IV secolo, doveva però essere diventato insufficiente a contenere l’aumento della popolazione che, analogamente all’esempio della vicinissima Ceglie, si sarà inurbata a ridosso dell’acropoli, cioè a nord-ovest , dando vita ad una civiltà di rilevante sviluppo, come testimoniano i reperti vascolari della necropoli di Sant’Andrea.

In età romana, poi, sorse una "villa" nella zona corrispondente all’attuale castello: ci sono infatti chiare tracce dell’esistenza di torchi, vasche per la lavorazione e contenitori per olio e vino sotto l’ala nord-est del castello. L’importanza di questo insediamento produttivo romano sicuramente era dovuta anche al fatto che era collocato in prossimità del passaggio del decumano massimo del territorio di Bari (l’ager varinus) e che poco lontano passava anche il cardo massimo, corrispondente alla via Cardo-Carrera .

Trae allora ancora più forza ed efficacia la tesi, già argomentata in passato, dell’origine del toponimo di Bitritto dal termine latino "Vitaritum" (vigneto): la domus romana presso la quale si svolgeva la lavorazione di olio e vino, sita in prossimità di importanti vie di comunicazione, aveva attorno a sé ricche campagne prevalentemente coltivate a vite, che d’altra parte accanto all’olivo e al grano era la più antica coltivazione mediterranea, e ricavava la sua forza economica proprio da questa attività.

Successivamente alla caduta dell’impero romano e alla guerra greco-gotica, sorgono insediamenti longobardi, come la prima elevazione, a livello del basamento, della Casa - torre sita in piazza Leone, originariamente posto di guardia a difesa dell’abitato.

Nel periodo bizantino, Bitritto si espande poi, con le caratteristiche di un villaggio (chorion) nella zona a sud dell’antico pagus del Pendìo, con reticoli viari (tra via Minghetti, via Monaco e via Loconte) di ascendenza sia araba che bizantina, una comune "koinè" urbana panmediterranea ).

All’incirca nella stessa fase avviene la penetrazione di comunità monastiche nel territorio: così come è documentato anche in altri luoghi, monaci orientali e poi benedettini occupano cavità carsiche ed ereggono chiese e monasteri. E’ il periodo in cui si sviluppa, anche a Bitritto, il culto di San Michele Arcangelo e si costruisce l’omonima chiesa, sita fuori del centro abitato come attestano anche i documenti dell’epoca.

La chiesa di San Michele Arcangelo, poi diventata Chiesa Collegiata di Bitritto con annesso un monastero, conteneva un antichissimo bassorilievo, ora misteriosamente scomparso ma di cui esiste documentazione fotografica, in cui la figura del Cristo benedicente tra la Vergine e l’Arcangelo Gabriele mostra chiare influenze bizantine che si possono ricondurre alla chiesa di Santa Sofia di Costantinopoli.

In epoca normanna, Bitritto ha nuovamente cambiato fisionomia: è ora un centro fortificato, cinto da solide mura, all’estremità delle quali, sul sito della precedente villa romana forse demolita o andata distrutta, è stato edificato un poderoso castello. Castello che assume il ruolo di edificio-simbolo negli anni successivi: nei secoli che vanno dall’XI al XV, le vicende del castrum bitrittese sono uno spaccato della storia del Basso Medioevo nell’Italia Meridionale. Tra le mura e i camminamenti antichi sembra di leggere infatti lo scontro tra i poteri forti del Medioevo l’autorità religiosa, l’autorità regia, i feudatari laici – ripercorrendo gli avvenimenti di una lotta lunga e inarrestabile, punteggiata dai caratteri aspri degli assedi e delle battaglie, per il possesso di un castello e del suo casale. Le secolari dispute, sia militari che giuridiche, che testimoniano quanto dovesse essere ricca e fiorente l’economia bitrittese, se era in grado di scatenare interessi così tenaci, si concludono definitivamente con l’attribuzione del feudo all’arcivescovo di Bari: e si apre così un lungo periodo della storia di Bitritto, che fino all’età moderna condividerà con Cassano il singolare titolo di possesso feudale della curia barese.

Nel Cinquecento e nel Seicento il paese appare dunque dominato dalle figure vescovili e dal clima della Controriforma tridentina: all’erezione della Chiesa Matrice, dedicata alla Madonna di Costantinopoli e legata alla fine dell’epidemia di peste, seguono l’istituzione di confraternite laicali e la costruzione di nuove chiese, oltre alle visite pastorali dei vescovi Puteo e Riccardi.

Il clima sociale e religioso comincia a mutare nel secolo successivo, quando la riedificazione della Chiesa Matrice, ricostruita dalle fondamenta, avviene per iniziativa dei cittadini ed è finanziata con denaro pubblico, ricavato dall’autotassazione che aggiunge balzelli straordinari a quelli stabiliti per disposizione regia dal catasto onciario.

Alla fine del Settecento, come accade d’altra parte in tutto il Regno di Napoli, la presenza laica diventa in effetti emergente ed inizia ad acquisire un’importanza, sia economica che politica, sconosciuta in passato. Ma nel caso di Bitritto la nuova classe sociale borghese si scontra con il potere feudale vescovile, per cui il Comune (chiamato all’epoca Università) si pone per la prima volta come soggetto autonomo nei confronti della Mensa Arcivescovile di Bari.

L’aspirazione popolare ad affrancarsi dal barone-arcivescovo, oltre alla secolare opposizione città - campagna, sono le motivazioni che probabilmente stanno alla base della scelta, nel 1799, di sostenere le truppe sanfediste contro la Bari repubblicana: il vescovo Gennaro Maria Guevara, infatti, come tutto il clero barese, era passato nelle file dei rivoluzionari, e lottare, paradossalmente, contro l’albero della libertà di ispirazione francese, significava nel caso di Bitritto lottare invece per la propria libertà dall’antico potere feudale.

Nel decennio napoleonico (1806-1815) la legge dell’abolizione del feudalesimo del 2 agosto 1806, unitamente all’emanazione di altre disposizioni antifeudali, elimina finalmente i diritti feudali dei baroni, e il Comune inizia a darsi precise regole con l’istituzione degli Statuti Municipali.

Ma se dal punto di vista politico i tempi iniziano a cambiare, per quel che riguarda la vita sociale e soprattutto familiare i mutamenti appaiono molto più lenti: all’inizio dell’Ottocento, la donna e i figli sono ancora visti come proprietà del padre-patriarca e sono quindi privi di diritti giuridici. I figli sono “famuli” nel significato etimologico di servi, che occorre emancipare con apposito rito per renderli uomini liberi, e il matrimonio è una complessa istituzione ancora regolata da una mescolanza di diritto romano e diritto longobardo, così come è fissata nelle Consuetudines barenses di origine medievale.

Durante la Restaurazione, la storia di Bitritto non si discosta da quanto avviene nel barese e in tutto il Regno di Napoli: sorge una "vendita" della Carboneria, denominata La Speranza” e controllata dalla polizia borbonica; nel 1821, ci sono numerosi carbonari bitrittesi, nella legione della provincia di Bari comandata dal colonnello Carlo Nicolai di Canneto, che combattono nell’esercito del generale Pepe sconfitto dagli Austriaci ad Antrodoco.

Alla vigilia della proclamazione del Regno d’Italia, la fine imminente del potere arcivescovile baronale a Bitritto è segnata da un evento clamoroso: la devastazione di terreni appartenenti alla curia da parte di numerosi cittadini. Già a Santeramo e a Gioia del Colle nei mesi precedenti si erano verificati tumulti e disordini; a Bitritto, nel febbraio 1861, l’ira popolare troppo a lungo repressa esplode, devastando il giardino della Mensa vescovile ed aprendovi il varco per una strada, più volte regolarmente richiesta e negata dal capitolo, in direzione di Sannicandro.

La sistemazione delle strade e dell’urbanistica fu in effetti una delle principali preoccupazioni dell’amministrazione comunale nel periodo post-unitario, che vede una notevole espansione del centro abitato. Ma la situazione economica a fine secolo, dopo la crisi vinicola ed agraria del 1888 seguita alla rottura del trattato commerciale con la Francia, si aggrava soprattutto per quanto riguarda piccoli proprietari e contadini.

A numerosi bitrittesi, in seguito alle difficoltà che rendono problematica la sopravvivenza, non resta che una sola possibilità, comune a tanti lavoratori meridionali: l’emigrazione. Nel primo decennio del Novecento partono da Bitritto a centinaia, prevalentemente diretti negli Stati Uniti, spesso portando con sé intere famiglie; ma il fenomeno non resta circoscritto a quegli anni poiché conosce una nuova fase ancora imponente nel periodo del secondo dopoguerra, realizzando una tendenza che si fermerà solo negli anni Ottanta.

Nel frattempo, chi resta vede completare un’importante opera pubblica: l’Acquedotto Pugliese, sostenuto dall’illustre concittadino, all’epoca Ministro ai Lavori Pubblici, Nicola Balenzano, ed ultimato nel 1915. Seguono, negli anni Venti e Trenta, la costruzione della fognatura e l’installazione della rete elettrica e di quella telefonica. L’impulso all’espansione edilizia subisce una brusca battuta d’arresto negli anni della seconda guerra mondiale, quando tutte le risorse, perfino i monumenti in bronzo, sono dirottate a scopi bellici. Ma nel 1944 gli infissi del Palazzo Municipale, andati in frantumi in occasione dell’ultima incursione aerea del capoluogo, vengono riparati con i vetri dei quadri di personalità del cessato regime fascista: un primo segnale di volontà di ricostruzione post-bellica.

La ricostruzione vera e propria avviene poi dagli anni Sessanta e Settanta, attraverso un processo di trasformazione che si accentua con gli anni Ottanta e Novanta e che arriva fino ai nostri giorni, e vede da una parte una notevole crescita democratica, politica, sociale della cittadinanza, dall’altra un incalzante e diffuso benessere economico, un aumento demografico ed una consequenziale e rapida espansione urbanistica, che colloca ormai Bitritto all’interno della più vasta area metropolitana.
Le notizie sono tratte da: BITRITTO NELLA STORIA DELLA TERRA DI BARI
( Giugno 2007 - WIP EDIZIONI ) di Vito DE BELLIS e Rosa COLONNA

Ringraziamo il web:
http://www.undo.net/cgi-bin/undo/pressrelease/pressrelease.pl?id=1256839021
http://www.iltaccodibacco.it/puglia/eventi/24459.html
http://www.beniculturalionline.it/index.php?option=com_events&task=view_detail&agid=2226&year=2009&month=10&day=28&Itemid=600&catids=211%7C209%7C212%7C216%7C217
http://www.undo.net/cgi-bin/undo/pressrelease/pressrelease.pl?id=1256839021
http://www.equilibriarte.org/massimonardi/blog/en-dix
http://www.sagreinpuglia.it/puglia-news/news-bari-e-provincia/203-bitritto-news/960-en-dix-enchante-percorsi-di-riflessione.html
http://concorsarte.blogspot.com/2009/10/en-dix-enchante-al-castello-di-bitritto.html
http://www.nikonclubitalia.com/forum/calendar-cal1.html&code=showevent&event_id=199
http://www.wikio.it/italia/puglia/bitritto
http://arteinforma.blogspot.com/2009/10/en-dix-hencante-percorsi-di-riflessione.html
http://www.undo.net/cgi-bin/openframe.pl?x=/cgi-bin/undo/artforum/artforum.pl
http://www.liquida.it/search/castello-en-dix/
http://centrodarteleonardodavinci.blogspot.com/
http://www.celesteprize.com/eng_artista_news/idu:38363/idn:3755/#3755
http://www.celesteprize.com/eng_artista_news/idu:6112/idn:3740/#3740
http://www.intopic.it/articolo/14702/
http://colaninno.blogspot.com/
http://www.lobiettivonline.it/modules.php?option=articoli&permalink=il-perche-di-endix#comment
http://www.puglialive.net/home/news_det.php?nid=25146
http://www.quick-art.net/dettaglio_evento-156-en_dix_echante_percorsi_di_riflessione.php
http://www.cassanolive.it/news/news.aspx?idnews=1914
http://www.cassanoweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=594:endix-la-mostra-si-sposta-a-bitritto&catid=16&Itemid=13
http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=80973
http://www.ioarte.org/eventi/Mostre/En-dix-enchante-percorsi-di-riflessioni/
http://inarte-blog.blogspot.com/2009/10/en-dix-enchante-percorsi-di-riflessione.html
http://www.comunicati-stampa.net/com/cs-72906/
http://www.freeonline.org/cs/com/cs-72906/
http://artgalleryonline.ning.com/profiles/blogs/endix-enchante-percorsi-di
http://www.arterry.it/eventi/?y=2009&m=10&d=26&f=1256593423
http://www.beniculturalionline.it/index.php?option=com_events&task=view_detail&agid=2226&year=2009&month=10&day=28&Itemid=600&catids=211%7C209%7C212%7C216%7C217

Massimo Nardi

lunedì 26 ottobre 2009

EN-DIX ENCHANTE PERCORSI DI RIFLESSIONE





COMUNE DI BITRITTO


IN MOSTRA AL CASTELLO DI BITRITTO
DAL 28 OTTOBRE AL 4 NOVEMBRE 2009LA MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA SARA’ INAUGURATA MERCOLEDI’ 28 OTTOBRE ALLE ORE 19.00
DAL SINDACO VITO LUCARELLI E L’ASSESSORE ALLA CULTURA MARINA PIETRAGALLO
PRESENTERA’ IL CRITICO D’ARTE LELLO SPINELLI

ESPORRANNO: LEONARDO BASILE, CESARE CASSONE, UMBERTO COLAPINTO ( CUBER), AMEDEO DEL GIUDICE, SALVATORE FIUME, ROBERTO MASIA, MASSIMO NARDI, FRANCESCO SILVESTRI, EMANUELE RUBINI, JOVAN VULIC.

L’EVENTO SARA’ CURATO
DA ANTONELLA COLANINNO
PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “NOVART”
IN COLLABORAZIONE CON
CENTRO STUDI EUROPEO “SPINELLI”
IL SITO DELL’ARTE (Portale d’Arte e Cultura)
LEONARDO DA VINCI ( Centro d’Arte e Cultura)
PENSIERO & ARTE (Rivista storica di Arte e Cultura)
Uff.cio stampa ANNA SCIACOVELLI

IL PERCHE’ DI EN-DIX


E’indubitabile che la realtà odierna della pittura - e non solo – pugliese abbia una sua variegata fisionomia di ricerca d’affrancamento dalle ingombranti sedimentazioni cristallizzatesi nell’alveo della vecchia tradizione misoneistica. Per precisa scelta della curatrice questa Mostra itinerante, avviata il 30 agosto u.s. ad Acquaviva delle Fonti e intercambiabile per le presenze anche di artisti di altre regioni, intende presentare, indagandone nel contempo valori consolidati o addirittura ancora in efflorescenza, la produzione di dieci artisti che non hanno mai guardato alle cosiddette avanguardie storiche o all’informalismo. Hanno preferito e preferiscono, piuttosto, opera dopo opera, le idee sulla storia dell’arte figurativa impersonando l’esigenza di una riflessione su quanto è accaduto o sta accadendo nel mondo dell’arte dopo le rivoluzioni dell’impressionismo e dello stesso cubismo. Non mancano però, momenti pregnanti dell’attuale situazione ( Basile, Rubini,Cassone) anche se sulla base di punti di riferimento formale ( Vulic, Masia e Salvatore Fiume) si avverte una angolazione poetica di largo respiro ( Nardi) che, allo stato dei risultati, pone nuovi problemi e nuove ipotesi di forme ( Silvestri). Senza prevenzioni di estrazioni idealistiche o correntizie vanno registrate le differenti morfologie inserite e presentate dalla curatrice della mostra per offrire al fruitore, nello sterminato universo dei “segni”attualmente disponibili e reperibili, scelte formali con buon margine di autonomia e di sviluppo morfologico (Cuber). Una enucleazione di proprietà peculiari, per intenderci, che la forma stessa contiene da un lato della stessa nostra soggettività coscienziale, dall’altro nelle sue proprietà soggettive.
Una mostra, questa, da legittimare in sede critica da parte mia senza semplicistiche contrapposizioni con effimere produzioni “altre”sottolineando come sia ancora viva, anche in Puglia, la cosiddetta esperienza figurale ed umana mai venuta meno nel pur necessario e naturale gioco dialettico tra il “vecchio”e il “nuovo”( direi meglio il “contemporaneo”).

Lello Spinelli




Continua il viaggio di ENDIX attraverso i luoghi storici della Puglia. L’arte contemporanea incontra il Medioevo negli spazi del prestigioso Castello baronale di Bitritto, edificio di età normanna costruito tra XII e XIII secolo che conserva ancora oggi le due antiche torri circolare e quadrata.
Enchante, “Percorsi di riflessione”. E’questa la tematica del secondo appuntamento del viaggio itinerante di Endix tra i monumenti di Puglia.
Incanto; l’arte come meraviglia non può che suscitare emozione, incantare con la forza comunicativa del suo valore estetico. Percorsi di riflessione che attraversano i sentieri della memoria e scrutano nella profondità dello spirito alla ricerca della pace e dell’armonia. La riflessione illumina gli spazi della mente allarga gli orizzonti annullando qualsiasi barriera tra ragione e sentimento. Spazi di luce, equilibri di astrazioni geometriche, interni di caffè che invitano a momenti di pausa e di riflessive solitudini, memorie evocative e la ricerca di punti di riferimento nel continuo mutare delle cose sono solo alcune tra le tematiche presenti nei percorsi di riflessione di ENDIX.

Antonella Colaninno

martedì 13 ottobre 2009

Il potere e la grazia. I Santi Patroni d' Europa.


Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica

Date della mostra:
dall’8 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010
Palazzo Venezia, Via del Plebiscito 118, Roma
Dall’8 ottobre prossimo al 10 gennaio 2010, Palazzo Venezia dispiega il racconto dell’affascinante e complesso intreccio tra la storia dell’Europa e dei suoi popoli e duemila anni di storia della santità cristiana in una rassegna a cura di Don Alessio Geretti del Comitato di San Floriano.
Cento opere di artisti come van Eyck, Memling, Mantegna, Del Sarto, van Dyck, Tiziano, Veronese, El Greco, Guercino, Caravaggio, Murillo, Tiepolo, provenienti dai maggiori musei europei, daranno la percezione di sfogliare un antico codice istoriato da miniature d’eccezione, compiendo di stagione in stagione un vero e proprio viaggio nel tempo, nella cultura e nella storia sociale e politica d’Occidente.

La mostra sarà inaugurata il prossimo 7 ottobre dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e dall’On Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio.

Tra tavole medioevali e dipinti imponenti, preziosi diademi e codici miniati, i capolavori dell’arte da un lato presentano conversioni e persecuzioni, battesimi e battaglie che hanno congiunto la vicenda dei popoli europei al cristianesimo, e dall’altro dischiudono le porte regali di una ideale iconostasi, confine dove si congiungono fede e bellezza, visibile e invisibile, temporale e spirituale.
Promossa dal Governo italiano, tramite l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, e dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, la mostra, curata da Don Alessio Geretti, nasce dalla collaborazione tra il Comitato di San Floriano – istituzione culturale e religiosa del Friuli Venezia Giulia, che propone annuali mostre d’arte sacra di rilievo nazionale ad Illegio, in Carnia – ed il Polo Museale della città di Roma, ed è organizzata da MondoMostre, protagonista della riuscitissima monografica su Sebastiano del Piombo e delle dieci grandi mostre della Galleria Borghese.
L’Europa è posta sotto la protezione di sei santi patroni, scelti tra i principali protagonisti della sua evangelizzazione, tra primo e secondo millennio dell’era cristiana, emblematici per l’impronta che lasciarono nella storia dei popoli latini, nordici e slavi e per la sintesi di valori culturali e religiosi che lasciarono in eredità.
Ogni singolo Stato europeo, peraltro, ha i suoi santi patroni, talora acclamati dalla devozione popolare ed immortalati per le opere di carità di intramontabile valore compiute, talvolta eletti dal potere politico o celebrati da élites di intellettuali ed artisti, o ancora impugnati come vessilli e catalizzatori dell’identità nazionale nell’epoca del sorgere degli Stati nazionali o dei movimenti per l’indipendenza ottocenteschi.

Testimoni del fatto che l’Europa è molteplice, nel segno delle identità e delle autonomie che la compongono da sempre, ma anche una, quanto ai fondamenti culturali della sua civiltà, i settanta santi patroni dei diversi popoli europei hanno ispirato nei secoli le migliori espressioni delle arti, della liturgia, della mistica e della religiosità popolare: è a tutto ciò che la mostra di Palazzo Venezia vuole rendere omaggio, invitando a scoprire con eleganti accenni – opere scelte per indicare percorsi di agiografia, storia sociale e politica, evoluzione della vita religiosa – un patrimonio ricchissimo.

Questa novella Legenda Aurea, sontuosamente illustrata nella mostra romana, consentirà di cogliere in controluce sulla mappa dell’Occidente la filigrana del rapporto tra Chiesa e comunità politica: un rapporto decisivo e complesso per spiegare da dove provengano all’Europa molte delle sue conquiste e delle sue grandezze.

In ultima analisi, questa esposizione si propone di affrontare e dare un contributo per sciogliere i più delicati nodi del dibattito culturale contemporaneo – le questioni delle identità, della laicità, delle civiltà e delle religioni – non con la fatica di ragionamenti serrati ma con il fascino del bello, attraverso cui intuire le soluzioni incarnate nella vita dei più santi degli europei e dei più europei dei santi.

Originata dalla chiara ispirazione religiosa del suo curatore, la mostra può essere fruita anche con un’ottica laica, come esercizio per l’approfondimento e lo studio delle radici storiche e culturali dell’Europa e delle società di molti Paesi europei.

La rassegna a Palazzo Venezia comprende capolavori dei massimi geni dell’arte di tutti i tempi: dalle Stigmate di San Francesco del van Eyck della Galleria Sabauda di Torino, al Martirio di San Pietro di Guercino dalla Galleria Estense, dal San Giovanni Battista di Caravaggio dalla Galleria Corsini, al San Luigi IX di El Greco dal Louvre, da L'Imperatore Teodosio e Sant'Ambrogio alla Cattedrale di Milano di van Dyck dalla National Gallery di Londra al San Giorgio del Mantegna o al San Giovanni Battista di Tiziano, entrambi in prestito dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dal San Giacomo vittorioso di Tiepolo da Budapest all’Immacolata Concezione del Murillo dal Prado di Madrid.


Una collezione di tesori assoluti, raccolti dal filo conduttore dell’intreccio fra potere, religione e arte.


Orari:
dal martedì al giovedì – dalle 10.00 alle 20.00
venerdì e sabato – dalle 10.00 alle 22.00
LUNEDI CHIUSO

Prenotazione per gruppi:

06 955 57 514 esclusivamente per prenotazione visite guidate (orari numero telefono: da lunedì a venerdì 10-13 e 15-18, il sabato 10-13, domenica chiuso, negli altri orari si può lasciare un messaggio sulla segreteria telefonica)


Curatore:
Don Alessio Geretti, Comitato di San Floriano

Allestimento:
Arch. Cesare Mari


Catalogo:
Skira

galleria immagini
Palazzo Venezia

giovedì 8 ottobre 2009

MIBAC

PROGETTO "CULTURA A PORTE APERTE": IL MIBAC INCONTRA IL TERRITORIO
7 - 9 OTTOBRE CASTELLO SVEVO BARI

MIBAC MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA'CULTURALI
Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale
Direttore Generale Mario Resca

Responsabile del progetto Antonella Mosca

via del Collegio Romano,27 - 00186 Roma
Tel. 06.6723.2441 - Fax 06.6723.2538
eventi@beniculturali.it

Il progetto"Cultura a porte aperte"è attivo dal 2009 sul territorio del meridione d'Italia e interessa sette regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sardegna con la finalità di incontrare le diverse realtà culturali di queste regioni. Dal 7 al 9 ottobre l'evento presenta in Puglia una serie di iniziative organizzate dalla Direzione Regionale e dagli Istituti territoriali sul tema della valorizzazione del territorio e del ruolo delle istituzioni. Il convegno intitolato "Monumenti di Puglia tra pubblico e privato"apre il 7 ottobre le giornate baresi al Castello Svevo, mentre l'8 e il 9 ottobre saranno aperti al pubblico gli istituti del Ministero e i luoghi della cultura. Il progetto persegue un percorso innovativo nel quale non è il cittadino a chiedere la partecipazione attiva agli eventi, ma è l'amministrazione che chiede ai cittadini di partecipare ai "servizi culturali". La finalità di questi incontri è quella di aprire una riflessione sulla responsabilità degli enti regionali, provinciali e comunali, strutture portanti dell'organizzazione periferica del MIBAC che rimane l'organo istituzionale centrale. Regione, Province e Comuni devono inoltre, interagire con il mondo scolastico e universitario, con le associazioni pubbliche e private e con tutti gli enti che operano nell'ambito del turismo e della cultura. Ogni ente territoriale ha precise competenze che svolge autonomamente, ma ha anche ruoli di cooperazione con le realtà presenti sul territorio. La funzione di tutela dei beni culturali è riservata interamente allo Stato, mentre la gestione, la valorizzazione e la promozione dei beni e delle attività culturali spetta allo Stato, alle Regioni e agli enti locali. In questo ambito il decreto legislativo stabilisce un principio di collaborazione tra lo Stato e le realtà locali. Anche le associazioni svolgono un ruolo primario nel gestire le risorse culturali del territorio, e rappresentano un punto di forza per la fruizione e la valorizzazione, ma anche per la disciplina di una serie di attività come ad esempio: la sicurezza, la gestione degli orari, la realizzazione di cataloghi, la gestione del materiale didattico, l'organizzazione di incontri e conferenze. Inoltre, la cultura ha un grande potere comunicativo; nei monumenti trasmette la memoria del passato e interagisce con il paesaggio e con lo spazio pubblico. L'economia del turismo e della cultura rappresenta un'economia a sè poichè non è in grado di autoprodursi, di generare reddito e diventa parte integrante del sistema produttivo del paese solo attraverso l'investimento di capitali pubblici e privati e delle risorse del fondo del Ministero. Bisogna creare perciò, politiche culturali che puntano alla valorizzazione e fanno dell'arte e del paesaggio un "veicolo" di promozione dell'immagine del territorio, della sua morfologia e degli spazi urbani. Il paesaggio è un museo a cielo aperto come le nostre stesse città d'arte. La conservazione è il primo obiettivo a cui segue la valorizzazione. Ma tutela e valorizzazione hanno una dicotomia solo apparente perchè parlare di tutela significa anche parlare di valorizzazione.

Scritto da Antonella Colaninno.

STORIA

Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nasce sotto il Governo Moro IV nel 1974, la sua organizzazione viene regolamentata con D.P.R.3 dicembre 1975, n°805. Il primo incarico di Ministro è affidato a Giovanni Spadolini, a cui si deve la ferma volontà di costituzione di una struttura separata dalla Pubblica Istruzione, con competenze specifiche e dirette in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali, archeologici, storici, artistici, archivistici e librari secondo la legislazione vigente. L'intento è quello di creare un organismo prevalentemente tecnico, destinato a raccogliere in buona parte le competenze e le funzioni in materia prima affidate al Ministero della Pubblica Istruzione per il tramite della Direzione Generale delle Antichità e le Belle Arti. A queste competenze e funzioni se ne aggiunsero anche alcune del Ministero degli Interni, come gli archivi di Stato e della Presidenza del Consiglio dei Ministri come la discoteca di Stato, l'editoria libraria e diffusione della cultura. Con decreto legislativo 20 ottobre 1998 n. 368, la struttura viene riformata e la denominazione viene mutata in MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI, attuale MIBAC.

Antonella Colaninno