mercoledì 28 maggio 2014

Fulvio Di Piazza. L’Isola nera

Fulvio Di Piazza torna in Sicilia con un progetto pensato appositamente per gli spazi della GAM di Palermo ed espressamente dedicato alla “sua” isola. Nelle sale della Galleria d’Arte Moderna trovano spazio, dal 30 maggio al 1° settembre, tele di grandi e piccole dimensioni, un’installazione site-specific e una scultura inedita, L’Isola nera da cui la personale prende il titolo.

Una sede museale quella della GAM che, per la peculiarità dei suoi spazi, rappresenta una sfida per l’artista siracusano che intende realizzare un’installazione di grande freschezza, “quasi da street artist” -come lui stesso afferma-, in grado di sdrammatizzare da un lato il prestigio del luogo e dall’altro l’effetto istituzionale della tela, suo supporto d’elezione.
Per questo, a poche ore dall’inaugurazione, Di Piazza si chiuderà nelle stanze di Via Sant’Anna per realizzare un enorme murale che farà da filo conduttore a tutti i dipinti esposti e troverà la sua massima espressione e vivacità nell’ultima sala dell’allestimento.

Di particolare rilievo è la scultura inedita L’Isola nera: risultato di un affastellamento di oggetti tenuti insieme da cartapesta dipinta di nero, la scultura -che ha la forma della Sicilia- sembra realizzata in roccia lavica. Sul nero, Di Piazza è poi intervenuto con il colore, quasi a realizzare un quadro tridimensionale.
Quella dell’accumulo è del resto sua cifra stilistica e ritorna sia nei lavori tridimensionali che bidimensionali: anche sulle tele infatti sono riprodotti paesaggi antropomorfi che emergono dall’ammasso di particolari del tutto simili ai rifiuti nelle discariche.
In modo poco scontato, però, L’Isola nera è anche un lavoro profondamente autobiografico: “L’Isola nera sono io”, dice infatti Di Piazza, mettendo così a nudo in quest’opera uno degli aspetti più reconditi del suo animo. Se infatti l’artista ama dipingere autoritratti -che gli servono oltre che per sperimentare nuove soluzioni formali, come strumento personale di autoanalisi e di autocritica- questa scultura può a pieno titolo annoverarsi tra questi, in qualità di rappresentazione di un individuo avulso, nel bene e nel male, dalla società, ma che in essa spera presto di reinserirsi.

Per quanto riguarda le opere su tela, Fulvio Di Piazza recupera in questi ultimi lavori elementi che fanno parte della sua storia artistica. Torna in modo preponderante la dimensione dell’invenzione surreale, dell’immagine fantastica, ma anche la creatività infantile, il capriccio, l’aspetto ludico.
Nella pittura, al contrario, si trova un elemento di grande novità rispetto alle tele precedenti: se fino a qualche tempo fa le forme emergevano dalla cura quasi maniacale del dettaglio, ora prendono vita da minuscoli tratti informali che, se guardati da lontano, danno luogo a forme riconoscibili, ma se osservati da vicino restituiscono un luminoso caleidoscopio astratto e iridescente di piccole pennellate.

Da un punto di vista tematico, l’artista, da sempre sensibile ai temi legati allo sfruttamento delle risorse, riversa sulla tela la sua visione apocalittica di un mondo devastato dall’intervento umano e dai rifiuti.

Scheda della mostra
Titolo Fulvio Di Piazza. L’Isola nera
Sede GAM Galleria d’Arte Moderna - Via Sant’Anna 21, 90133 Palermo
Date 31 maggio – 1 settembre 2014
Inaugurazione venerdì 30 maggio, ore 19
Catalogo AfaEdizioni con testi di Marco Meneguzzo e Alberto Zanchetta
Progetto Ars Mediterranea
Patrocini istituzionali Comune Città di Palermo, GAM Palermo, Distretto Cultura Palermo
Ufficio stampa GAM Civita Sicilia
Main sponsor Elenka Palermo www.elenka.eu
Media partner Voir – www.voir.it
Sponsor tecnici Hotel Principe di Villafranca | Hotel Plaza Opera | Cantine Settesoli | C&s Eventi e Congressi
Orari martedì- domenica ore 9.30 - 18.30. Lunedì chiuso. La biglietteria chiude alle ore 17.30.
Biglietti mostra intero € 6,00 | ridotto € 4,00 | cumulativo mostra + museo € 9,00
Info al pubblico servizimuseali@galleriadartemodernapalermo.it |www.galleriadartemodernapalermo.it | 091.8431605

Ufficio stampa NORA comunicazione - Eleonora Caracciolo di Torchiarolo
Via A. Sforza 9 – 20136 Milano
t. +39 339 89 59 372 – info@noracomunicazione.it -www.noracomunicazione.it

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amalia di Lanno

ARTE E ECOSOSTENIBILITA’


La Fondazione Studio Carrieri Noesi invita all’inaugurazione della mostra
ARTE E ECOSOSTENIBILITA’
Gianfranco Baruchello, Diego Bonetto, Emilio Fantin, Piero Gilardi, Vito Maiullari, Luana Perilli, Mariagrazia Pontorno

A cura di Lidia Carrieri e Anna D’Elia

Martina Franca 7 giugno, ore 18,30

Sabato 7 giugno 2014, alle 18.30, nelle sale di Palazzo Barnaba a Martina Franca (Ta), la Fondazione Noesi inaugura la mostra ARTE E ECOSOSTENIBILITA’.
Da grande madre, la natura è diventata spazio da depredare con nessuna considerazione per le sue leggi e i suoi equilibri. Gli artisti che partecipano a questa mostra lavorano da anni sulle difficili problematiche legate alla salvaguardia dell’ambiente e della vita in tutte le sue forme.
Il lavoro di Gianfranco Baruchello si intitola: “Un metro cubo di terra – EARTH EXCHANGE” e prevede lo scambio di due metri cubi di terra “pura”, di cui uno proveniente da Santa Cornelia, sede della Fondazione Baruchello, e l’altro dalla campagna di Martina Franca. La terra come depositaria di valori ancestrali è il tema di questo lavoro inedito e del video “Le lieu”. Il messaggio dell’australiano Diego Bonetto, in mostra con una mappa e un video, è che osservando e attraversando gli spazi naturali si può imparare il linguaggio dimenticato della natura. Nasce da una collaborazione tra la Fondazione Noesi e l’Accademia di Belle Arti di Bari (con il coordinamento di Antonella Marino e Maria Vinella) il laboratorio di Emilio Fantin sulla natura e l’agricoltura biodinamica, e l’interpretazione artistica dei processi vitali delle piante, utilizzando il disegno e la pittura come mezzi espressivi. Le lezioni si terranno a Bari il 4 e il 5 giugno e i lavori saranno esposti a Martina Franca. Nell’installazione sonora in poliuretano “Controcorrente” di Piero Gilardi la natura finta e simulata, dietro la seduzione ludica, cela il messaggio drammatico dell’esaurimento delle risorse ambientali, prima tra tutte l’acqua. Vito Maiullari, con il suo lavoro “Risonanze”, un’architettura sonora con sette stele di pietra di Apricena, riflette sull’importanza di rimettersi in ascolto dei suoni della pietra. La video installazione di Luana Perilli, incrociando l’arte alla sociobiologia e all’entomologia, invita a considerare la vita nella sua interezza e a recuperare il senso di comunità, mettendo in discussione il modello individualistico dominante in Occidente. Nell’opera di Mariagrazia Pontorno, un ulivo centenario sradicato, il mezzo tecnologico e il linguaggio 3D rappresentano una natura artificiale, metafora di una mancata occasione di comunicazione e unione con la realtà circostante, che è alla base della pratica predatoria degli ulivi secolari.

Dal 7 giugno al 3 agosto 2014
Martina Franca Palazzo Barnaba ,Via Principe Umberto, 49
venerdì, sabato, domenica, ore 18,00-21,00 (ingresso gratuito)
www.carrierinoesi.it tel. 080.4801759 info@carrierinoesi.it

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O.H.T. - ONEHUNDREDTHINGS



O.H.T. è un contenitore che nasce con lo scopo di ospitare, promuovere e far conoscere figure, italiane e straniere, appartenenti ai più diversi ambiti, diff erenti idiomi e diversi linguaggi comunicativi.
Attraverso il proprio stile e utilizzando mezzi a loro scelta, ognuno di essi propone ed espone le proprie “cento cose”.

Apre Venerdì 30 Maggio 2014 la prima esposizione che coinvolgerà artisti e designer italiani.
Per quattro giorni, sei autori, ciascuno con curricula internazionali, saranno ospiti della città di Bari.

La mostra, ad ingresso gratuito, presso uno spazio espositivo temporaneo in Via Quintino Sella 130 (Bari),
rimarrà aperta sino al 2 Giugno (tutti i giorni dalle 18.00 alle 24.00).
Il vernissage avrà luogo il giorno 30 Maggio a partire dalle ore 19.00.

WEB SITE:
www.1hundredthings.com

FACEBOOK:
One Hundred Things .com

IDEATORE / CURATORE:
Giuseppe Odd Santoro

CURATORE ASSOCIATO:
Francesco Passaquindici

ARTISTI:

SABINA CORATELLI (Bari, Italy)
IMOS (Roma, Italy)
ALESSANDRO GUADALUPI (Brindisi, Italy)
DAVIDE BARCA (Ancona, Italy)
MARINA LEO (Bari, Italy)
GEPPI E LILLI DE LISO (Bari, Italy)
ROSARIO DE GAETANO (Bari, Italy)

LIVE PERFORMANCE:
Tra le varie opere visive esposte quella di quest’ultimo autore in elenco sarà un'opera/performance musicale
one shot.
100 minuti di improvvisazione al pianoforte, a partire dalle ore 21.00.
Una metafora dell'arte e della bellezza. Un'opera godibile solo da chi presente in quel dato momento, con un inizio e una inesorabile fine; effi mera come la stessa arte.
La performance verrà registrata interamente sia a livello audio che video e diventerà quindi in un secondo momento un'opera audio e visiva.

PARTNERS:
Fontana Vecchia B&B
Il CHIODO progetti e oggetti - www.ilchiododesign.it
ielloprint
CEI costruzioni edili industriali
Napolitano Strumenti Musicali



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amalia di Lanno

Vincenzo Mascoli a Roma - mostra AN/ICONICA




AN/ICONICA
 a cura di Bruno Calice, Andrea Romoli Barberini, Luca Treggia Opere di: Marco Affaitati, Davide Controni, Vincenzo Mascoli, Mauro Molle, Sergio Paciucci, Valeria Pontremoli Inaugurazione venerdì 6 giugno dalle ore 17.00 (fino al 16 luglio 2014) Seguirà cocktail Via Ferdinando Palasciano 46, ROMA (00151) Babylon Gallery. Modern and Contemporary Art Da venerdì 6 giugno 2014 gli spazi della Babylon Gallery di Via Ferdinando Palasciano, a Roma (zona Monteverde), ospitano la mostra AN/ICONICA. Curata da Bruno Calice, Andrea Romoli Barberini e Luca Treggia l’esposizione (fino al 16 luglio 2014) presenta circa venti opere pittoriche, di diverse tecniche e formati, realizzate da Marco Affaitati, Davide Controni, Vincenzo Mascoli, Mauro Molle, Sergio Paciucci e Valeria Pontremoli rappresentative delle rispettive ricerche condotte nei territori della figurazione e dell’astrazione. Il percorso proposto spazia quindi dall’ambito di una pittura informale, di spiccato lirismo, che Marco Affaitati gioca su palinsesti cromatici che fanno riaffiorare in superficie tracce di colore sommerso, alla figurazione, di marcato accento espressionista, di Davide Controni che, nel fortunato ciclo delle pecore a dondolo, individua con caustica ironia, un’efficace metafora della natura umana. Figurazione che si ribadisce tanto nelle opere di Mauro Molle, che esaltano un’attenzione e una dovizia per anatomia e movimento calati in una dimensione di drammatico e inquieto disagio, quanto in quelle di Vincenzo Mascoli, di impronta Pop, in cui i soggetti sembrano come galleggiare e compenetrarsi con il particolare e accattivante rumore di fondo dato da una texture di ritagli di stampa caoticamente assemblati. Completano la proposta le opere dal vivace cromatismo, diviso tra libertà del gesto e seduzione della materia, realizzate da Sergio Paciucci e quelle firmate da Valeria Pontremoli, caratterizzate da una raffinatissima atmosfera onirica abitata da fluttuanti presenze, quali alberi, rami, pachidermi, che qui sembrano smentire la loro naturale staticità e gravità. Ingresso libero Dal martedì al sabato dalle ore 16.00 alle ore 19.30. Lunedì su appuntamento.
pubblica:
Massimo Nardi

Scultura & Mosaico - Da Fontana a Pietro D'Angelo

Scultura & Mosaico
8 Giugno 2014 - 21 Settembre 2014
L'affascinante scultura azteca al confronto con i grandi maestri italiani Lucio Fontana e Mirko Basaldella


Scultura & Mosaico. Da Fontana a Pietro D'Angelo. Tra Xx e XXI secolo le metamorfosi della tessera nella scultura italiana


Scultura & Mosaico. Da Fontana a Pietro D’Angelo. Tra XX e XXI secolo le metamorfosi della tessera nella scultura italiana: questo il titolo della mostra, in programma dall’8 giugno al 21 settembre presso il Museo Civico Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento di Montevarchi.
Parte del progetto Sculpture relay…al Cassero! Linguaggi e approfondimenti sulla scultura italiana contemporanea sul filo della formazione accademica, la mostra è realizzata dal Comune di Montevarchi, Assessorato alla Cultura, curata dal direttore scientifico de Il Cassero Alfonso Panzetta e finanziata insieme alla Regione Toscana nell’ambito di Toscanaincontemporanea 2013.
Due linguaggi artistici che fondendosi insieme hanno dato vita ad una nuova declinazione della scultura per la prima volta indagata scientificamente a partire dalla sua nascita. Un percorso di 50 opere che, dalla fine degli anni Trenta del secolo scorso arriva alle sperimentazioni neo-pop e neo zen dei più giovani artisti contemporanei, non tralasciando di indagare le differenti e metamorfiche elaborazioni del concetto di “tessera” da parte degli scultori italiani del XXI secolo.
La mostra si apre con un’impugnatura di coltello sacrificale azteca mosaicata, detto La piccola Sfinge, vero e proprio pezzo di scultura, uno tra i soli tre esemplari noti al Mondo, proveniente dal Museo Nazionale Etnografico L. Pigorini di Roma, che dimostra come in questo tipo di manufatti sia da riconoscere la fonte originale da cui prende spunto la nuova declinazione della scultura. Partendo dai cosiddetti precursori, Mirko Basaldella e Lucio Fontana, provenienti da importanti Collezioni pubbliche come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e Il Museo della Scuola Romana a Villa Torlonia, la mostra documenta le sperimentazioni degli anni Sessanta e Settanta dei maestri più anziani come Riccardo Licata e Nane Zavagno.
La sezione successiva riguarda il fiorire del mosaico nella scultura a partire da Athos Ongaro e dalla Transavanguardia di Sandro Chia e Mimmo Paladino negli anni Ottanta. A seguire alcuni designer come Alessandro Mendini ed Ettore Sottsass jr. Il nucleo più consistente della mostra si focalizza su gli artisti di area ravennate che, più di altri, hanno fatto evolvere il linguaggio della scultura con il mosaico: Giuliano Babini, Marco De Luca, Francesca Fabbri, Stefano Mazzotti, Felice Nittolo.
Tra XX e XXI secolo la metamorfosi della tessera e la sua differente declinazione è documentata dagli ultimi lavori di Giuliano Babini, da quelli di Dusciana Bravura, dalle vanitas in cristalli Swarovski di Nicola Bolla e dall’utilizzo di materiali industriali come graffette, puntine da disegno e viti nei lavori di Pietro D’Angelo. Il percorso poi si chiude con un occhio attento sulle nuove sperimentazioni di Roberta Grasso, del collettivo CaCO3 e di Silvia Naddeo, vincitrice del PNA 2010, la cui opera proviene dalle collezioni del Ministero dell’Università e della Ricerca.
Allestito in due sedi, lo Spazio Espositivo Ernesto Galeffi e le sale della collezione permanente del Museo Civico l’evento, accompagnato da un catalogo scientifico edito da Aska Edizioni, è patrocinato dal Comune e dall’Accademia dei Belle Arti di Ravenna e vede la collaborazione della Scuola di Restauro dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e il contributo di Crown Fine Art, Aska Edizioni e Hotel Valdarno.

La realizzazione del progetto vede poi la partecipazione dell’Associazione Amici de Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento come supporto per la capillare comunicazione sul territorio e della Cooperativa Itinera C.E.R.T.A. per la segreteria organizzativa e la didattica;


Inaugurazione sabato 7 giugno ore 11.00


8 giugno-21 settembre 2014
Sculpture relay…al Cassero!
Linguaggi e approfondimenti sulla scultura italiana contemporanea sul filo della formazione accademica
Scultura & Mosaico. Da Fontana a Pietro D'Angelo. Tra XX e XXI secolo le metamorfosi della tessera nella scultura italianaI

ll Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento
Via Trieste, 1 Montevarchi (AR)
Spazio Espositivo Ernesto Galeffi
via A. Burzagli, 43
Orario di apertura:
Giovedì e venerdì: 10-13 e 15-18
Sabato e domenica: 10-13 e 15-19
Primo giovedì del mese: 21.30-23.30
Aperto anche sabato 19 luglio: 21-24
Chiuso 15 agosto
Biglietto intero: € 8,00/ridotto: € 5,00 (under 18, soci COOP, Touring club, CTS, ISIC, ITIC). Gratuito: over 65 anni, under 6, disabili e possessori di Edumusei Card.
Info e prenotazioni:
Facebook: Cassero Per la Scultura YouTube: Cassero Scultura T. +39 055.9108274

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Gabriella Di Trani_Dal mito di Serapide all’Allegoria della Prudenza - Riflessione mai interrotta sul tempo


Studio Arte Fuori Centro
Via Ercole Bombelli 22, 00149 Roma – 06.5578101 – 328.1353083


Osservazione 2014
Gabriella Di Trani
Dal mito di Serapide all’Allegoria della Prudenza
Riflessione mai interrotta sul tempo

video – installazione

Martedì 3 giugno 2014 alle ore 18,00 a Roma presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la mostra: Gabriella Di Trani, Dal mito di Serapide all’Allegoria della Prudenza a cura di Ivana D’Agostino. L’esposizione rimarrà aperta fino al 20 giugno 2014 secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.
L’evento è il terzo appuntamento di Osservazione ciclo di sei mostre promosse dall’associazione culturaleFUORI CENTRO con l’intento di L’evento è il terzo appuntamento di Osservazione ciclo di sei mostre promosse dall’associazione culturale FUORI CENTRO con l’intento di riflettere sul ruolo dell’arte, il suo valore e campo d’azione.
Adeguato complemento di una lunga ricerca artistica maturata negli anni sulla riflessione sul tempo nel suo divenire ciclico, Gabriella Di Trani completa oggi questo interesse per un tema più volte considerato attraverso linguaggi artistici diversificati al cui centro, però, aveva sempre posto la pittura, mettendo in atto una concettuale installazione video di speciale complessità e bellezza in cui la pittura, spodestata del suo valore di “unicità irripetibile”, compare invece come “storia narrante” dell’Allegoria della prudenza raccontata con le immagini dei dipinti da lei realizzati sul tempo, e nel tempo.
La riflessione mai interrotta da Gabriella Di Trani sul tempo e sull’Allegoria della prudenza, il quadro di Tiziano, che nelle tre teste dipinte di un vecchio, di un uomo maturo e di un giovane rende visivo il trascorrere del tempo, trova il suo più attuale compimento in questa video-installazione site specific: tre scomparti/finestre di algida magrittiana purezza che risolvono attraverso immagini ottenute con le nuove tecnologie applicate all’arte più antiche e costanti riflessioni dell’artista sull’esistenza nel suo divenire. Sostituita la pittura in quanto tale da un sapiente montaggio dei suoi quadri di impronta neo-pop, da sempre attenti alle sollecitazioni dei media e della comunicazione pubblicitaria di massa, il video così ottenuto, trasmesso a ciclo continuo, in perfetto sincrono con le immagini, si accompagna a musiche verdiane, di Vivaldi e ritmati cori bulgari.
Alla triplicità delle finestre della video-installazione e delle tre età della vita a cui allude l’Allegoria dellaprudenza, ci riconducono anche il lupo, il leone e il cane impressi sui tre velari dislocati nello spazio come soglie di passaggio tra passato, presente e futuro dell’esistenza umana, così da avvalorare ulteriormente il divenire ciclico dell’esistenza, come fa Ourobouros, il mitico serpente che si morde la coda.


animazione e montaggio: Pablo Argentino Storino

musiche originali ed esecuzione: Cristiano Argentino Storino e Fabio Salberg


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martedì 27 maggio 2014

GIUSEPPE STAMPONE Ritratti – Bic Data Blue


GIUSEPPE STAMPONE Ritratti – Bic Data Blue

5 Giugno 2014 to 27 Luglio 2014
— A cura di: Giacinto Di Pietrantonio

Inaugurazione: 4 giugno 2014, ore 18:30

Dal 5 giugno al 27 luglio 2014 la GAMeC – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta la mostra Ritratti – Bic Data Blue, personale di Giuseppe Stampone (1974; vive e lavora a Teramo e a Roma).

Parte della serie espositiva che il museo dedica da anni agli artisti emergenti più interessanti sulla scena internazionale - invitati a presentare un progetto site-specific commissionato per l'occasione - la mostra presenta un corpus di cento lavori inediti dell’artista realizzati con la penna Bic, una tecnica che accomuna diversi lavori della ricerca artistica di Giuseppe Stampone, dagli “abbecedari” al progetto Global Education.

I cento ritratti raffigurano i più importanti e influenti artisti della contemporaneità: da Ai Weiwei a William Kentridge; da Marina Abramović a Shirin Neshat; da Jannis Kounellis a Maurizio Cattelan e rivelano, al contempo, la volontà dell’artista di lavorare come “pittore di corte”, identificando con questa definizione il più ampio e complesso sistema dell’arte.

In questo modo si contestualizza ampiamente l’incipit originario del fare artistico che sottende la messa in opera della mostra stessa, ovvero l’interesse personale dell’artista verso un genere, quello del ritratto di corte, che ha segnato in modo significativo la storia dell’arte, a partire dalla classicità, e che ha visto all'opera artisti come Tiziano, Velàzquez, Bronzino, van Dyck, Hilliard e Lotto, solo per citarne alcuni.

Insieme al “chi”, questi disegni integrano nel loro significato il “come” e il “perché” un personaggio venga ritratto, indagando altresì sulle giustificazioni retoriche e sul dibattito critico sviluppatisi nella “corte” contemporanea. La mostra articola quindi una riflessione sul significato del realizzare un ritratto oggi, sulla presenza e assenza del soggetto e sul valore del ritratto stesso, al fine di restituire non solo la personalità, ma anche il contesto all’interno del quale un soggetto opera.
La tecnica della ritrattistica viene riabilitata e reinterpretata, dopo che la fotografia e le ricerche pittoriche della contemporaneità l’hanno - se non trascurata e dismessa - quantomeno manipolata.

I cento protagonisti sono ritratti a mezzo busto, tutti nella medesima posizione frontale; i disegni sono stati realizzati prendendo a modello immagini trovate in internet, o completati dall'immaginazione dell’artista che intende così contrapporsi a quella che è stata una delle caratteristiche tipiche del ritratto, ossia la ripresa dal vero del soggetto.

Nella serie creata appositamente per la mostra alla GAMeC, Stampone ha scelto di ritrarre personalità che hanno raccontato, interpretato e mediato la trasformazione del mondo, mettendo in atto una sorta di ‘archiviazione del sapere’ e proponendo al pubblico una reinterpretazione di stampo enciclopedico che muove una riflessione sul significato dell’essere artista.
Stampone è infatti fermamente convinto che sia giunto il momento, per gli artisti, di recuperare la propria etica piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul concetto di estetica e, attraverso queste opere, egli intende affermare l’importanza del recupero del ruolo dell’artista, una sorta di ‘ritorno alle origini’.

La scelta di utilizzare immagini trovate in rete quali modelli per i suoi ritratti, inoltre, invita a riflettere sulla sovrapproduzione di immagini tipica della società contemporanea e sulla conseguente perdita di unicità dell’immagine.
In un’epoca in cui la percezione del mondo viene mediata attraverso l’onnipresenza delle immagini, nella vita reale e in quella virtuale, e nella quale ciascuno di noi può divenire autore di ritratti o di autoritratti (si pensi alla diffusa moda dei selfie postati sui social network), Stampone conferma la propria abilità artistica mettendo in atto il recupero di una tecnica pittorica tradizionale, reinterpretata tramite l’uso della penna Bic – composta da numerosi passaggi, livelli e velature – al fine di sottrarre l’immagine al proprio universo mediatico, per riportarla alla dimensione autoriale dell’artista.

Accompagna la mostra, divenendo parte integrante e chiave di lettura della stessa, un’opera video inedita dell’artista: L’ABC dell’Arte, questo il titolo, mostrerà un primo approccio all’Arte per alcuni bambini di una scuola elementare. Un lavoro che, ancora una volta, intende dimostrare quanto sia importante per Stampone il recupero dell’ingenuità, di quella purezza creatrice che i bambini naturalmente possiedono e che gli artisti contemporanei dovrebbero riacquistare.
Fondamentale, infatti, per l’artista è ‘poter giocare con l’arte, per tornare a essere bambini’.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo monografico bilingue – Maretti Editore – che includerà testi di Giacinto Di Pietrantonio (Direttore GAMeC), Jorge Fernandez Torres (Direttore della Biennale de L’Avana 2012), Sara Fumagalli e Stefano Raimondi (Curatori GAMeC), Alia Swastika (Co-Direttore artistico della Biennale di Gwangju 2012).
La mostra è parte di una serie in onore di Arturo Toffetti.


La mostra è parte di una serie in onore di Arturo Toffetti.

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amalia di Lanno