mercoledì 8 aprile 2026

Luigi Ghirri. A series of dreams

Luigi Ghirri, Modena, 1979 ©Eredi Luigi Ghirri

Palazzo dei Musei di Reggio Emilia presenta un nuovo percorso espositivo dedicato alla “misteriosa parentela” tra immagine e musica nell’opera di Luigi Ghirri, tra paesaggi visivi e paesaggi sonori.
Dal 30 aprile 2026 al 28 febbraio 2027, Palazzo dei Musei di Reggio Emilia presenta “Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori”, a cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri, con la curatela musicale di Giulia Cavaliere. La mostra, che si apre nell’ambito della XXI edizione del festival Fotografia Europea, comprende anche un nucleo intitolato “Oltre quei monti il mare”, concepito grazie alla partecipazione del musicista Iosonouncane, e un focus allestito presso il Teatro Valli, visitabile fino al 14 giugno.
Nel 2021, nell’ambito del riallestimento curato da Italo Rota, nel secondo piano di Palazzo dei Musei è stata inaugurata una nuova sezione fotografica concepita come uno spazio dinamico di ricerca, pensiero e valorizzazione delle immagini. La sezione dedica uno spazio permanente all’opera di Luigi Ghirri, figura centrale per la storia della fotografia e per l’identità culturale della città. Il progetto – promosso dal Comune di Reggio Emilia (Musei Civici e Fototeca della Biblioteca Panizzi) in collaborazione con la Fondazione Luigi Ghirri – vede ogni anno una nuova esposizione che racconta la complessità della produzione del grande fotografo attraverso prospettive critiche inedite e il coinvolgimento di artisti contemporanei.

Il progetto espositivo per l’anno 2026-2027 esplora quella che Luigi Ghirri definisce la “strana e misteriosa parentela tra suono e immagine” che, da sempre, lo affascina. Grande appassionato di musica, Ghirri le attribuisce un ruolo centrale: lo dimostrano la passione per l’opera di Bob Dylan, la profonda amicizia con Lucio Dalla e l’importante collezione di dischi. Ma lo rivelano anche i suoi scritti, attraversati da continui rimandi all’influenza che la musica ha avuto sul suo modo di guardare e di costruire immagini. Al pari della pittura, della filosofia, della letteratura, della fotografia e del cinema, la musica concorre infatti alla formazione di quell’“immagine dell’esterno” su cui Ghirri si interrogava costantemente, riconoscendole – come alla fotografia – una capacità narrativa in grado di attivare veri e propri “squarci visionari”.

“Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori” intende affrontare questi diversi livelli di contatto tra fotografia e musica, articolandoli in un percorso in tre parti. Il corridoio centrale raccoglie fotografie dedicate ai luoghi della musica: disegni parietali di trombe e percussioni, interni di teatri, chiese con organi come fossero piccoli monumenti, juke-box e pianoforti, che insieme compongono un ritratto stratificato che intreccia cultura alta e popolare, mostrando la musica come presenza storica o apparizione fugace. Un secondo nucleo della mostra presenta numerosi materiali, anche inediti, che raccontano la relazione di Ghirri con i musicisti fra cui Lucio Dalla, Gianni Morandi, Ron, Luca Carboni, i CCCP e molti altri. Questa restituzione è anche l’occasione per valorizzare il contributo ­­– ancora poco raccontato – di Paola Borgonzoni, designer e figura decisiva accanto a Ghirri (compagna di vita e di lavoro) sia nei progetti editoriali sia nell’ideazione delle copertine dei dischi.
Il terzo nucleo, intitolato “Oltre quei monti il mare”, è concepito come uno spazio di sperimentazione e ricerca sul soundscape e sulla relazione tra paesaggio visivo e paesaggio sonoro, grazie all’intervento artistico, realizzato appositamente per la mostra, del cantautore, produttore discografico e compositore Iosonouncane. L’intervento intende mettere in relazione l’ecologia dello sguardo di Ghirri e l’ecologia acustica del compositore, scrittore e ambientalista Raymond Murray Schafer, evidenziando come, negli stessi anni ma in ambiti diversi, entrambi abbiano riflettuto su una crescente difficoltà nel vedere e nel sentire, causata dalla saturazione dell’ambiente esterno. Paesaggio visivo e paesaggio sonoro emergono così come due modalità di orientamento e di relazione con l’ambiente e la natura.

Dal 30 aprile al 14 giugno 2026, in occasione del festival Fotografia Europea, un ulteriore focus dedicato alle immagini per le copertine di musica classica della storica etichetta discografica RCA, è allestito nella sala ottagonale del Teatro Valli. La scelta richiama un luogo centrale nell’esperienza di Luigi Ghirri, che con I Teatri di Reggio Emilia ha collaborato a lungo, fotografando spettacoli e ambienti. Accanto alle copertine, sono esposte anche immagini preziose custodite nell’Archivio storico del Teatro Municipale: fotografie degli spettacoli realizzati negli anni che restituiscono lo sguardo di Ghirri sulla scena e sul tempo teatrale. La presenza di queste opere sottolinea il valore dell’archivio come luogo vivo di conservazione e di cura, capace di custodire la memoria e la bellezza nel tempo e di renderle nuovamente accessibili e condivise.
La mostra è accompagnata da una serie di contenuti testuali e audio originali a cura di Giulia Cavaliere: approfondimenti, dialoghi e interviste che si intrecciano al percorso e invitano a una fruizione “in ascolto”. Le voci di artisti e musicisti – alcuni dei quali hanno collaborato con Ghirri o ne hanno condiviso un tratto di strada – restituiscono, in forma diretta, il dialogo tra suono e immagine che attraversa l’intero progetto.


Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Reggio Emilia, 1992) è considerato uno dei più importanti fotografi europei del XX secolo. Il suo lavoro affronta i codici della fotografia: le sue immagini non sono atti di mimesi o semplici riproduzioni, ma modi di esplorare la realtà, sottolineando il carattere fittizio della visione e della rappresentazione. La sua cultura figurativa ha radici nelle poetiche del Novecento, dall’objet trouvé dadaista all’arte concettuale, fino alla pop art americana, mentre in campo fotografico i suoi punti di riferimento sono i fotografi della scuola americana e francese. All’intensa attività espositiva, Ghirri affianca l’idea di un importante lavoro di promozione culturale con la messa a punto di progetti editoriali sviluppati all’interno della casa editrice “Punto e Virgola” e con l’organizzazione di mostre come “Iconicittà” (1980), “Viaggio in Italia” (1984) e “Esplorazioni sulla via Emilia” (1986), pietre miliari nella storia della fotografia contemporanea italiana che lo vedranno al centro di un animato dibattito.
Iosonouncane (Jacopo Incani, 1983) è un musicista sardo che vive a Bologna. Dopo l’esperienza con gli Adharma, avvia un progetto solista pubblicando su MySpace brani composti con loop e campionatori. Nel 2015 esce “DIE”, disco che lo consacra tra i nomi di riferimento della musica italiana, seguito da tour anche internazionali. Collabora con artisti come Edoardo Tresoldi e Paolo Angeli, firma colonne sonore e lavora come produttore. Nel 2020 pubblica il vinile “Novembre / Vedrai Vedrai” e ottiene il Disco d’Oro FIMI con “Stormi”. Tra il 2023 e il 2024 pubblica nuovi live, produce “SPIRA” di Daniela Pes e compone colonne sonore, ottenendo una candidatura ai David di Donatello per il film “Berlinguer. La Grande Ambizione”. Nel 2025 debutta in duo con Daniela Pes e riceve il Premio Ciampi.
Mostra promossa da Comune di Reggio Emilia (Musei Civici, Biblioteca Panizzi). In collaborazione con Fondazione I Teatri, Fondazione Luigi Ghirri e ISIA U. Con il contributo Art Bonus di IREN e di BDC – Bonanni Del Rio Catalog. Sponsorizzazione tecnica RCF.


Luigi Ghirri. A series of dreams
Paesaggi visivi e paesaggi sonori
Oltre quei monti il mare – Iosonouncane

30 aprile 2026 – 28 febbraio 2027

Inaugurazione giovedì 30 aprile ore 19.00

A cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri
Curatela musicale Giulia Cavaliere


Palazzo dei Musei, via Spallanzani 1, Reggio Emilia
dall’8 maggio al 14 giugno:
da martedì a giovedì › 10-13
venerdì, sabato, domenica e festivi › 10-18


Nordine Sajot - Can I tell you?

In occasione della prima mostra personale dal titolo Can I tell you? di Nordine Sajot presso AAIE Center for Contemporary Art, viene presentata una serie multipla di opere che l'artista ha eseguito in tempi diversi, che ci riportano volutamente anche alla relatività del concetto di qui e ora attraverso fotografie, installazioni, oggetti ibridi, incisioni e sculture.

Michela Becchis ci invita a leggere con accuratezza, attraverso la sua scrittura, i diversi piani di lettura della struttura linguistica e visiva dell'artista : “Partiamo quindi da Consumare parola che può vantarsi di derivare da ben due verbi latini, consumere e consummare. Il primo ha il significato etimologico di ‘prendere interamente’, e quindi ‘togliere del tutto’; il secondo, quello di ‘sommare definitivamente’. È dentro questi due significati che l’artista ci apre la porta di questo lavoro, è in questa sommatoria difficile da tenere insieme, perché a pensarci bene ‘togliere del tutto’ e ‘sommare definitivamente’ appaiono inconciliabili eppure la vita del Grande Consumatore, di quella parte di mondo che vive per consumare, si svolge in questo controsenso che solo all’apparenza non sembra disorientare.”

"Nordine crea un rapporto tra dismisura ed essenziale. Perché a fronte della dismisura pone la negazione dell’essenziale alla sopravvivenza, la richiesta inevasa che trasforma il bisogno vero in trascurabile resto."

Via aspettiamo mercoledì 15 aprile dalle ore 18:00 per il vernissage. Il periodo espositivo sarà puntuato da presentazioni di nuovi lavori e progetti connessi alla mostra, anche attraverso degustazioni di vini e spiriti, le cui aziende hanno avviato una collaborazione con l’artista.

Si ringraziano per la collaborazione: 
Tenuta Baroni Campanino
Arbos
Amaretto Adriatico

Nordine Sajot
Artista visiva pluridisciplinare. La sua ricerca si posiziona da un punto di vista antropologico con uno sguardo sulla società dei consumi e sulla globalizzazione. Una particolare attenzione è riservata al cibo, all’evoluzione umana, al corpo e ai linguaggi e quindi all’identità e ai processi sociali che si formano all’interno dell’inconscio collettivo e dei flussi umani. Il suo lavoro è stato presentato in diverse gallerie, spazi istituzionali e festival in Italia e all’estero, tra cui: MACRO future Roma, GNAMC Roma, Palazzo delle Esposizioni Roma, Museo del Corso Roma, MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea Università “La Sapienza” Roma, CIAC Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea Castello Colonna Genazzano/Roma, The Factory for Art and Design Copenhagen Danimarca, Careof Fabbrica del Vapore Milano, Luigi Pecci Centro per l’Arte Contemporanea Prato, Istanbul Contemporary Art Museum, MNAC Museo Nazionale di Arte Contemporanea Bucarest Romania, Cortile del Maglio Torino, Galleria Metis-NL Amsterdam, Studio Stefania Miscetti Roma, Galleria Tina Modotti Udine, Teatro Miela e Galleria LipanjePuntin Trieste, Centro d’Arte Contemporanea Bruxelles, Galleria EOF Parigi, Goethe Institut Toronto Canada, Up and Coming Film Festival Hannover Germania. PREMI E BORSE ARTISTICHE: 24 Finalista Premio FABBRI Contemporary photography Fondazione Fabbri Pieve di Soligo Treviso 09 Finalista PREMIO TERMOLI Galleria Civica di Arte Contemporanea 08 Finalista PREMIO TERNA 01 sezione Gigawatt Roma - Finalista TALENT PRIZE premio arti visive Fondazione Roma Museo del Corso Roma 06 Vincitrice Premio Unicredit Group Fondazione Arnaldo Pomodoro Concorso Internazionale per giovani scultori - Grant di partecipazione al Berlinale Talent Campus del Festival del Cinema di Berlino 05 Vincitrice concorso TALK TO THE CITY a cura di C/O Careof Milano - Vincitrice concorso PAGINEBIANCHE D’AUTORE SEAT a cura di Luca Beatrice con l’opera fotografica PASSO MANGIABILE O51 per la regione Abruzzo 02 POETRY FILM FESTIVAL Berlino(D) premio del pubblico per il video CANTINE & CO. 00 Incarico della città di Saint-Etienne per la realizzazione dell’opera PETITE FORME URBAINE-Biennale Internazionale di design di Saint-Etienne 99 Borsa di studio Master di ricerca in arte e design-Accademia delle Belle Arti di Saint-Etienne - Borsa artistica dell’ A.F.A.A. Viaggio di ricerca artistica in Mali : reportage fotografico e realizzazione di sculture.

Le sue opere sono state acquisite in collezioni private e pubbliche quali: UNICREDIT Group Torino, Akso Nobel Art Foundation Amsterdam, SEAT Pagine Bianche Torino, Co.Re.Ve Consorzio Recupero Vetri Milano, Saint-Gobain vetri Savona, Museo d’Arte Contemporanea ex-manifattura tabacchi Città Sant’Angelo.



Nordine Sajot
Can I tell you?
a cura di Michela Becchis

Dal 15.04.2026 fino al 10.05.2026

AAIE Center for Contemporary Art
Via Sermide 7 - 00182 Roma RM

Opening mercoledì 15.04 dalle ore 18:00