sabato 1 agosto 2026

In onore di S.FrancescoIn onore di S.Francesco Fra Franceschi chi? La moltiplicazione dell'armonia di Paolo De Santoli

 


A Terlizzi nel Chiostro ex Convento di Cappuccini



In onore di S.FrancescoIn onore di S.Francesco

Fra Franceschi chi? La moltiplicazione dell'armonia

                                                      

 

Immagina di rivolgerti a un’assemblea e chiedere, con un pizzico di arguzia: «Scusate, ma fra i Franceschi... fra Franceschi chi?»

Si volterebbero in molti. Tutti uniti da un medesimo nome, eppure portatori di vissuti e prospettive irrimediabilmente unici.

Qui risiede un paradosso affascinante: quando guardiamo alla figura di San Francesco, l’immagine dell’umiltà si fonde immediatamente con una straordinaria lezione di pluralità. Come ricordava Umberto Eco, l’eredità francescana non è mai stata un invito all’omologazione, bensì una celebrazione della diversità racchiusa nel creato — dal frate sole alla sora luna, fino a ogni singola manifestazione della vita.

Non è un caso che Giotto, rivoluzionando  la pittura nella Basilica di Assisi, scelse di ritrarre attorno al Santo non figure astratte o stereotipate, ma volti reali, unici ed espressivi. L'arte giottesca ci insegna che la santità e l'armonia non annullano l'individuo, ma ne esaltano l'umanità in tutta la sua variopinta realtà.

La vera magia risiede proprio in questa moltiplicazione: non una riproduzione in serie, ma una sinfonia di individualità distinte. C’è il Francesco contemplativo, quello incline all’azione, lo studioso e il sognatore.

In questo contesto, il concetto di tolleranza supera la mera sopportazione e diventa, per dirla con le parole di Voltaire, «la conseguenza naturale del nostro essere uomini»: l'atto profondo di riconoscere la ricchezza nell'unicità dell'altro. Accettare che "fra Franceschi" ciascuno esprima la propria singolare voce è il vero fondamento della convivenza armonica.