lunedì 1 giugno 2026

I controllati assetti di Myriam Risola. Galleria Spazio Start



Sabato 6 giugno 2026 alle ore 19:30, presso la suggestiva galleria SPAZIO START nel centro storico di Giovinazzo (via Cattedrale n. 14), sarà inaugurata la personale dell’artista Myriam Risola, a cura di Patrizia Dinoi, con la presentazione critica di Maurizio Vitiello.

La mostra sarà visitabile fino al 28 giugno 2026, con orario di apertura 19:00 – 21:00, dal mercoledì alla domenica, oppure su appuntamento (tel. 389 191 1159).

Ecco una breve scheda sull’artista:

Myriam Risola è nata a Bari nel 1954, ove vive ed opera.

Dopo gli studi al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Bari, partecipa a un master di specializzazione e formazione artistica ed è stata docente di arte e immagine presso la scuola “Carlo Levi” di Bari.

Nel 1975 ha inizio la prima esperienza artistica con la partecipazione al Premio Lubiam, dove ne esce vincitrice.

Nel 1983 la sua prima mostra, presso la Galleria “La cooperativa” di Bari, a cura del grande animatore culturale e artista Mimmo Conenna.

Nel 1984 in occasione dell’Expo Arte di Bari viene segnalata da Enrico Crispolti per la partecipazione alla Quadriennale di Roma del 1986 e, da allora, la sua attività artistica è caratterizzata da personali e collettive in Italia e all’estero.

É esponente dell’Arte Astratto-Concettuale ed è attiva nel gruppo di ricerca “Fabbrica dell’Arte” – Bari.

Nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia, a cura di Vittorio Sgarbi.

Nel 2014 personale, a cura di Rosario Pinto, all’Arte/Studio-Gallery di Benevento e alla Triennale di Roma a cura di Achille Bonito Oliva.

Nel 2017 espone presso la Galleria “Il Triangolo” di Cosenza; nel 2019, “Infinite Time” alla Galleria Ferrara di Matera e “Mater Mediterranea” presso la Grande Moschea di Roma; Triennale di Arti Visive a Roma, 2021; “Materia e Geometria” alla Galleria Sartori di Mantova, 2021; “SINTESI 2021 Dialoghi sulla Contemporaneità”  al Museo Venanzo Crocetti di Roma, a cura di Giorgio Bertozzi, Maurizio Vitiello, Ferdan Yusufi; “Aspetti dell’Arte Presente” alla Casa dei Carraresi di Treviso, a cura di Giorgio Di Genova, 2022.

Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.

La comunicazione è curata da Spazio Start.

Progetto grafico: Claudia Dagostino

Per informazioni:

Tel.:  389 191 1159

Antonio Rega – Equilibri inquieti (1950–1960)

 


Comunicato stampa   


A oltre trent’anni dall’ultima retrospettiva realizzata a Bari presso Arte Spazio e dalla pubblicazione della monografia Candore e colori di Antonio Rega (Schena Editore), il Frantoio Damato dedica una mostra ad Antonio Rega (1915–1983), figura significativa del secondo Novecento pugliese, la cui ricerca si rivela oggi sempre più incisiva nel panorama storico-artistico regionale.
L’esposizione, resa possibile grazie alla volontà dei figli di avviare un percorso di riscoperta dell’opera dell’artista, propone una selezione di lavori provenienti dall’archivio familiare. Il progetto si concentra in particolare sul decennio 1950–1960, fase cruciale che segna il passaggio da una visione figurativa legata al dato naturale e a un paesaggismo sospeso, a una più intensa costruzione dell’immagine e del corpo.
In questi anni, la rappresentazione si carica di tensione: la presenza umana si destruttura, mentre il segno si fa colto, incisivo, capace di articolare una trama grafica che attraversa e satura lo spazio. La materia cromatica si addensa fino a erodere il disegno, generando configurazioni instabili, attraversate da equilibri precari, dove convivono attrazioni verso la forma e aperture verso una dimensione più libera, segnica e arcana.
Scrive il curatore Tommaso Evangelista “Nella stagione compresa tra gli anni Cinquanta e Sessanta, Antonio Rega costruisce una pittura attraversata da tensioni interne, nella quale la figura e il paesaggio, pur mantenendo un residuo di riconoscibilità, vengono progressivamente assorbiti in una trama segnica e materica che ne incrina la stabilità, trasformando l’immagine in un campo dinamico di forze, sospeso tra ordine e disgregazione, tra memoria del reale e affioramento di una dimensione più arcana e inquieta”.
Accanto al nucleo principale, il percorso include una sezione dedicata ai piccoli formati, allestita nel nuovo ambiente del Frantoio, che offre uno sguardo sull’intera parabola dell’artista attraversata dal continuo confronto tra ordine e disordine: dalle prime fasi accademiche alle suggestioni arcaiche, dalle sperimentazioni gestuali agli esiti più tardi, segnati da un realismo sospeso.
Attivo nel vivace contesto barese del dopoguerra, Rega ha partecipato a momenti significativi della scena artistica, dal “Sottano” al Premio Taranto, dal Premio Basento al Maggio di Bari, distinguendosi per una ricerca coerente e mai accomodante, condotta con rigore e continuità.
Il Frantoio Damato, con la sua identità di spazio segnato dalla memoria produttiva, accoglie questo progetto come occasione di rilettura e valorizzazione, offrendo un contesto capace di amplificare il dialogo tra passato e contemporaneità.



Antonio Rega. Equilibri inquieti (1950–1960)
A cura di Tommaso Evangelista
5 – 21 giugno
Opening: venerdì 5 giugno, ore 19
Aperture: giovedì – domenica, ore 18.30 – 20.30
Aperture straordinarie e visite su appuntamento

Con il patrocinio della Regione Puglia – Assessorato alla cultura e alla conoscenza
e del Comune di Rutigliano

Per informazioni e appuntamenti: frantoiodamato.rutigliano@gmail.com
Frantoio Damato, Via San Francesco d'Assisi 12

Letizia Battaglia. Senza chiedere permesso

Autoritratto Letizia Battaglia, 2021 


Cultura, Letizia Battaglia in mostra alla Villa La Colombaia di Forio
Un percorso di 35 fotografie realizzate tra gli anni ’70 e ’90 in Sicilia, con un omaggio a Luchino Visconti: così, dal 19 giugno al 30 agosto, il complesso abitato dal regista restituisce la complessità del lavoro della fotografa palermitana

Protagonista di uno sguardo che ha attraversato in modo radicale la realtà sociale e politica italiana, tra le voci più potenti e intransigenti della fotografia del Novecento, in grado di trasformare la macchina fotografica in uno strumento di verità civile, l’arte di Letizia Battaglia rivive a Ischia dal 19 giugno (anteprima istituzionale dalle 16.00, apertura al pubblico dalle 17.30) al 30 agosto nella mostra “Letizia Battaglia. Senza chiedere permesso”, che apre il cartellone estivo di Villa La Colombaia, già residenza di Luchino Visconti, oggi di gestione diretta del Comune di Forio, con la direzione artistica di Annamaria Punzo.
L’esposizione, a cura di Chiara Arturo e sostenuta da Comune di Forio, Regione Campania e Scabec - Società Campana Beni Culturali, presenta una selezione di trentacinque fotografie realizzate tra gli anni Settanta e Novanta a Palermo e in Sicilia, immagini che hanno contribuito a costruire un immaginario collettivo spesso associato esclusivamente alla rappresentazione della mafia e della violenza.
La mostra propone una lettura più ampia del suo lavoro, restituendone la complessità: non solo delitti e cronaca, ma anche vita quotidiana, relazioni, corpi, infanzia, feste e spazi condivisi. Un racconto stratificato in cui convivono violenza e vitalità, marginalità e desiderio, dimensione privata e spazio pubblico.
A partire dagli anni Settanta, Letizia Battaglia sceglie di raccontare Palermo senza mediazioni, attraversandone le contraddizioni sociali e politiche. Le sue fotografie mettono in relazione persone, luoghi e condizioni, restituendo i fatti alle realtà che li producono. Il percorso espositivo si sviluppa come un attraversamento dei diversi registri del suo sguardo, senza separazioni nette.
Sottolineando il dialogo con il luogo che ospita la mostra, il percorso si apre simbolicamente con una fotografia del 1976 scattata a Palazzo Gangi Valguarnera, dove Luchino Visconti aveva ambientato la celebre scena del ballo de “Il Gattopardo”: il ritratto di una classe sociale al tramonto. L’immagine introduce un sistema di relazioni tra classi, potere e rappresentazione che attraversa l’intera mostra. Immagini di vita quotidiana, ritratti, momenti collettivi e fotografie legate alla storia politica e civile del Paese impreziosiscono un itinerario privilegiato attraverso il lavoro di un’autrice che ha fatto della fotografia uno strumento di testimonianza e responsabilità, capace di interrogare ancora oggi il nostro modo di guardare. All’interno del percorso emergono figure come Pier Paolo Pasolini, Giovanni Falcone, Peppino Impastato e Piersanti Mattarella, che contribuiscono a delineare una costellazione etica e civile. “Chi ha in mano una macchina fotografica ha un mezzo potente e meraviglioso per esistere, per essere, per vivere, per incontrare il mondo”, ha scritto Letizia Battaglia. 

Così l’assessore alla Cultura della Regione Campania, Onofrio Cutaia: "La mostra dedicata a Letizia Battaglia, a partire dal suo stesso titolo — "Senza chiedere permesso" — evoca con potenza un principio fondamentale: l’arte non deve sollecitare nè autorizzazioni né consensi, perché la sua natura più autentica risiede nell'assoluta indipendenza. Questa urgenza espressiva trova il suo ancoraggio più nobile nei principi della libertà di espressione e nelle garanzie costituzionali. L'opera di Letizia Battaglia incarna perfettamente questo dettato e questa mostra lo testimonia con cura. Il suo non è stato solo un lavoro fotografico, ma un profondo impegno civile: uno sguardo radicale, privo di sconti, capace di attraversare le contraddizioni sociali e politiche più acute e di documentare, con straziante bellezza, le pagine più complesse della storia del nostro Paese. Siamo felici di contribuire ad ospitare un percorso di tale spessore in un luogo come la Colombaia. In questo modo si restituisce nuova vita a spazi prestigiosi e densi di storia, trasformandoli in laboratori di riflessione e riattivando la funzione sociale della bellezza e della memoria collettiva".
“Aprire gli spazi restaurati del primo piano della Villa La Colombaia con una mostra dedicata a Letizia Battaglia ha per noi un valore particolarmente simbolico. - sottolinea il sindaco di Forio, Stanislao Verde - È il segno di una Villa che, grazie anche al sostegno del Ministero della Cultura, torna progressivamente a vivere attraverso la cultura e attraverso grandi protagonisti del Novecento italiano. Non a caso la riapertura coincide con la riapertura delle sale del primo piano in un ciclo di migliorie sempre più evidenti”.
“Letizia Battaglia è stata una delle voci più profonde e riconoscibili della fotografia italiana. - evidenzia l’assessore alla Cultura del Comune di Forio, Davide Laezza - Portare questa mostra alla Villa La Colombaia significa inaugurare un nuovo spazio espositivo con un progetto di grande valore culturale e civile, grazie al sostegno di Regione Campania e Città Metropolitana di Napoli. È un primo passo importante dentro un percorso più ampio che punta a rendere la Colombaia un luogo sempre più vivo, aperto e contemporaneo”.
L’opera di Battaglia è vita quotidiana, amore, comunità, desiderio, corpo, politica, giustizia, passione civile. – sottolinea la curatrice Chiara Arturo - È uno sguardo capace di tenere insieme la ferocia della storia e l’ostinata vitalità dell’esistenza. La sua fotografia è storia, non cronaca: non registra semplicemente eventi, ma li colloca nei rapporti di potere, nelle strutture sociali, in una memoria collettiva. La cronaca isola i fatti: Battaglia li restituisce alle condizioni che li producono”.
“Avere ricevuto in custodia la storia di Letizia, attraverso le sue stampe, i numerosissimi negativi, le macchine fotografiche, i premi e molto altro - persino il suo ultimo pacchetto di sigarette (rigorosamente MS bianche) - è stato un dono gigantesco, un’occasione per riflettere quotidianamente sulle memorie di una donna e di un Paese, l’Italia, tutt’ora lacerato da problematiche irrisolte. – sottolineano i nipoti di Letizia Battaglia, Marta e Matteo Sollima, che hanno partecipato alla realizzazione dell’evento - L’attenzione delle giovani nei confronti dell’opera e della vita di nonna Letizia, nonché il loro sincero entusiasmo, è la prova che lei continua a vivere. In un momento storico in cui non si può che provare un angosciante smarrimento, la sua passione è per noi un faro. 

L’evento è finanziato con il Piano Strategico Cultura e Turismo della Regione Campania 2025, nell’ambito dei Progetti Speciali in ambito culturale e turistico, approvati con la deliberazione regionale DGR n. 616 del 14 novembre 2024.

Con l’inaugurazione della mostra “Letizia Battaglia. Senza chiedere permesso” il percorso di restyling e rifunzionalizzazione della Villa La Colombaia entra nel vivo, restituendo il luogo alla comunità e alla cultura. Negli ultimi anni la Regione Campania ha scelto di sostenere il rilancio della Villa con finanziamenti destinati a rafforzare i servizi culturali, migliorare gli allestimenti e dare continuità alle attività permanenti della Colombaia. Scabec ha ulteriormente sostenuto la programmazione culturale. La Città Metropolitana di Napoli ha supportato recupero delle sale del primo piano e la riqualificazione degli spazi esterni sul lato che guarda verso Lacco Ameno. Un lavoro importante, pensato per restituire piena funzionalità e accessibilità a tutto il complesso. Tra i risultati più significativi la sistemazione definitiva dell’anfiteatro, uno degli spazi più rappresentativi della Colombaia. Un intervento concluso grazie alla collaborazione tra Ministero della Cultura e Soprintendenza, che riconsegna alla villa un luogo simbolico, pronto ad accogliere nuovamente spettacoli, eventi e attività culturali dal vivo.

Letizia Battaglia. Senza chiedere permesso
A cura di Chiara Arturo

Villa La Colombaia, Forio d’Ischia (NA)
19 giugno – 30 agosto 2026

Orari: lunedi-sabato 9-18; domenica 10-14
Info e condizioni: www.comune.forio.na.it
Contatti: beniculturali@comune.forio.na.it


Ufficio stampa
“Letizia Battaglia.
Senza chiedere permesso”

Pasquale Raicaldo
3476479093
pasrai@gmail.com




pubblica:
www.amaliadilanno.com